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venerdì, marzo 27th, 2009



Continuarono a frequentarsi anche durante l’inverno in citta’. Lei non si era spostata. -Mi scusi dovrei parlare con la signora Turrini. Desiderava essere posseduto da lei ed era sorpreso dai suoi sentimenti. Della città che mi interessava c’erano cinque o sei possibilità tutte molto interessanti. La sua mano continuava muoversi dentro e fuori di me, gli ho tirato fuori il sesso e facendo presa con un mio braccio attorno al collo mi sono sollevata su di lui e me lo sono messa dentro. Le chiesi come mai fossero in quelle condizioni e lei rispose che uscendo mezza nuda si era tanto eccitata che si era masturbata dietro ad una macchina con un bastone trovato per strada. Approfittavo delle soste per controllarla. Mi sentivo attore e spettatore dello stesso film. Divertirsi un pó, qualche scopata e poi bye-bye Baby, forse ci si rivede ! Come sempre insomma. ” E perché non mi hai chiamato?” chiedo io, potevo darti una mano. Adesso mi sta facendo scendere sul suo cazzo dritto e la mia fica depilata che sembra quella di una bambina è spalancata di fronte al bian. Lo aveva guidato in un dedalo di corridoi per portarlo lì. “Sei gelata” rispose lui, per darsi un contegno. Aveva un viso simpatico, non bello; solo gli occhi, verde foglia, erano notevoli, ma il resto del viso non si poteva certo dire grazioso: il naso era piuttosto grosso dalle narici ampie, la bocca troppo larga, le guance pienotte, sul capo una nuvola di capelli biondo rossicci. Si capiva che, se io godessi o meno, gliene fregava nulla. ORA MI TROVAVO IN UNA STRANA SITUAZIONE CHE NON SAPEVO GESTIRE. E piu’ veniva e piu’ il suo succo le colava fra le gambe. Sentii dei rumori nella stanza. I nostri corpi erano due fornaci, e scivolavano uno sopra l’ altro unti e profumati. 899 Porca Fetish Casalinga.”Vai in bagno” – fu l’ordine – penso tu ne abbia bisogno. “Va bene”, dissi io, “ma come?” “Ora vedrai”. Io giacevo esausto sul divano, lei staccò le sue labbra dalle mie e dopo aver preso una salvietta iniziò a pulirmi con un amore e con una cura che non avevo mai visto prima. – Detto questo iniziò a dare forti strattoni con i piedi facendomi subito venire e lasciando una macchia gigantesca sui miei pantaloni. Quasi impazzivo al pensiero che di li a poco lo avrebbe fatto, avrebbe preso il mio cazzo nella sua giovanissima bocca. Prese poi un legaccio in stoffa verde, lo ripiegò in due, me ne avvolse un’estremità a cappio intorno a un polso e fece per unire anche l’altro dietro la schiena. Ero al centro del letto e non potevo sottrarmi in alcun modo alle sue attenzioni, ma Paola non sembrava affatto gelosa, anzi la incitava ad andare oltre. E mentre lo facevo sentii salire una vampata di calore e immaginai di essere rosso in viso e mi vergognai per i segni di eccitazione che non potevo nascondere sotto i pantaloncini. Elisa mi aveva offerto di sciacquarmi, ma io non volevo. Lo lasciava arrivare sull’orlo dell’orgasmo e poi lo riportava indietro, con un’abilità diabolica. Continuarono a frequentarsi anche durante l’inverno in citta’. Da quando ci frequentavamo, non ricordai un’emissione così copiosa da parte sua. Chissa potrei farle conoscere la zia F. “Bene Paola, disse Franco allacciandosi i pantaloni, non immaginavo che saresti stata cosi’ brava nella parte della padroncina”. Mi ordinò di spogliarmi a di andare a fare una doccia, e di aspettare successivi comandi. Indugiai un attimo ad uscire, cercando di riposarmi, e pensavo a cosa poteva aspettarmi là fuori per il resto della giornata. Poi le dita divennero tre, e quando Kim arrivò a tutta la mano, Elisa reclinò lo schienale del lettino e si mise in ginocchio con le gambe aperte sulla mia faccia, mi prese per le caviglie e mi sollevò le gambe, sempre tenendole aperte, sì da permettere a Kim di fottermi comodamente con la mano. ” lui mi guardò sbigottito, ma eseguì in silenzio. -Un giorno ti chiederò qualcosa e tu lo farai. Entrò nel negozio e si tolse subito la giacca, tutti cominciarono a spogliarsi ed a toccarla dappertutto, uno le leccava i capezzoli, uno le mise un paio di dita nel culo un altro le accarezzava la figa e le tette freneticamente, lei aveva già due cazzi in mano quando arrivò il proprietario dicendo : “vedrai che sorprese ti riserviamo oggi”, le allargo le gambe, la sbattè sul tavolino e con forza le spinse tutta la grossa mano nella fregna, mia moglie urlò e lui guardandomi con soddisfazione (io non potevo reagire dovevo rimanere nascosto) cominciò a stantuffare la figa di Elena con tutta la mano (io non avevo mai fatto una cosa simile, pensai) il bello era che dopo alcuni gemiti di dolore mia moglie cominciò a godere (diceva siii ancora!!) e lui incurante del sangue che veniva fuori le fece raggiungere l’orgasmo. Fetish 899 Porca Casalinga.Eseguii l’ordine datomi mio malgrado e la cosa le fece molto piacere, poteva disporre di me a suo piacimento e, poter influenzare le mie scelte la tranquillizzava. Feci tutto quanto era in mio potere per allentare quel supplizio, e non so dopo quanto tempo mi accorsi dal formicolio alle dita che forse ero riuscito nel mio intento, piano piano le mani stavano tornando all normalità, anche se a prezzo di lancinanti fitte come di mille aghi là dove il sangue lentamente tornava a defluire. Ho avuto un idea, domani mattina ti passo a prendere e andremo per il fine settimana in un mio vecchio casale in campagna. Quando ripartirono per tornare a Roma ripresi coscienza. La rossa lancio un urlo di dolore e comincio a dimenarsi sul tavolino invocando solo del caldo sperma nello sfintere, non resistetti molto a i suoi ululati scaricandole tutta la sborra nell’ano, si sfilo l’asta sporca di sangue e feci e me la ripulì tutta con la sua calda lingua. L’interno è foderato, di stoffa rossa, e all’altezza delle orecchie ha due rigonfiamenti pieni di ovatta per isolare anche dai rumori, rendendo ancora più impotente chi lo indossa. Parlammo del più e del meno, cercando di nascondere la nostra crescente eccitazione, mi disse che quell’abito era di sua madre (una splendida quarantenne) e che le faceva uno strano effetto indossarlo. Vedeva le mutandine di pizzo bianco e sentiva il dolcissimo profumo del suo sesso. Avevo voglia di provare qualcosa di più, perché sentivo sciogliere i miei freni inibitori. “Puoi giurarci, zoccolona baldracca”. Jenny sentiva quasi di restar soffocata ma fece forza su se stessa e rimase immobile ad attendere che l’uomo facesse ciò che voleva. L’estate scorsa siamo stati invitati nella villa di alcuni colleghi, per un party. La vidi aiutarlo a slacciarsi i pantaloni e calargli con frenesia la cerniera. L’avevo conosciuta solo due ore prima in un caffè del centro, una donna di mezza età, dal trucco u pò pesante, quasi volgare, lo sguardo quello si era da vera troia, dopo meno di un ora stava succhiando il mio cazzo. Mi fermai un attimo si girò dalla mia parte, ero sicuro che stando in ombra rispetto a lei non riuscisse a vedermi, ma poteva sentirmi. Quando percepii con sicurezza che stava per godere, accelerai i movimenti rendendoli costanti. Alla moglie del notaio piacevano i complimenti ed era consapevole di piacere alla ragazza. Il suo musetto si tendeva verso quel tratto di carne rossa immersa in quel cespuglietto nero, curioso. Mi affrettai quanto più potevo e, ancora bagnato, mi infilai nella 428. La jeep iniziava a slittare e a cappottarsi su di se stessa. Porca Fetish Casalinga 899.Sentii la stoffa aderire strettamente al viso, e la pressione contro la bocca già martoriata dal bavaglio lo rese ancora più insopportabile. L’apertura era stretta e asciutta. “Cosa succede” disse lei. Ma arrivato a quel punto il desiderio di prendere la fica era troppo e nonostante le quello che mi aveva detto ossia che essendo ancora vergine non mi avrebbe mai permesso di chiavarla le sollevai le gambe e con un rapido colpo di bacino feci scomparire il mio cazzo nella fica di mia cugina che capito cosa stava accadendo spalancò gli occhi ma capendo che era inutile protestare mi lascio violare il suo sesso, quandò dopo qualche prova ruppi l’imene Arianna urlò di dolore ma alla fine ad ogni mio affondo vedevo che iniziava a godere e alla fine mi incoraggiava a fotterla: “Si dai sfondami la fica, così aprimi” dopo tre minuti raggiungemmo uno splendido orgasmo e io gli sborrai dentro la fica come lei stessa mi aveva chiesto. Senza mai vederla in volto, e senza capire perché, Francesco accetta di appartenerle. Lì per lì mi diede l’impressione di essere stata beneficiata anch’ella dell’aiuto della sua principale, ma non indagai. Strano. Ora e di la sul letto, sazia, dorme, poverina erano anni probabilmente che non scopava cosi, e poi lo shoc di prenderlo in culo ha goduto in modo così. A questo si aggiungeva il dolore sordo dovuto al bisogno corporale insoddisfatto. – Allora questi non sono per me? – sorrise lei -Ed io che mi ero illusa…- Francesco le offerse candidamente i fiori, fingendo di fingere: – Certo – sorrise sornione – questi erano per te, mica regalo fiori a chiunque io – Lei la prese per una bugia data dalla prontezza di spirito e rise: – Sei una canaglia e un bugiardo – Poi si guardò intorno – Senti questi qui sono più noiosi di tuo padre e di Sergio. Jenny lo salutò e uscì in strada. Sopra portava un reggiseno che abbracciava solo la parte inferiore del seno e che lasciava scoperti, spingendoli verso l’alto, i capezzoli che aveva ritoccato con del rossetto rosso brillante. Ah, avessi almeno avuto le gambe libere, avrei potuto alzarmi e forse fare scivolare via l’altro legamento introno alle braccia, anch’esso grosso ostacolo alla mia liberazione. Meglio il suo sistema, pensai sollevato!!! Anche l’estremità di quei legacci venne portata dietro alla schiena, in posizione centrale, e il motivo mi venne confermato verbalmente dalla Padrona: “Ora voglio vedere come arrivi ai nodi!” I polsi mi pulsavano già e cominciavano a diventare insensibili, dopo nemmeno un minuto, come avrei fatto a reggere? Avrei comunque dovuto farlo, questo era certo. Un giorno chiese alla ragazza se poteva venire a casa sua a dare un’occhiata alle sue piante. La mattina fui svegliato da un suo bacio. Accelerai i movimenti e cominciai a mordicchiarle il clitorite, ormai grande come la falange di un mignolo. Scegli – Eleonora continuò a prendergli il cazzo in bocca, a leccarlo e baciarlo per tutta la sua lunghezza. Sinceramente l’odore che arrivava al mio naso non era proprio quello di un fiore, anzi assomigliava più a quello di qualcosa in putrefazione, tuttavia era inebriante, faceva venire la voglia di sentirlo di nuovo. La segretaria mi venne al fianco e iniziò a massaggiarmi le tette e i capezzoli con ritmo lento e circolare, mentre la sua bocca si avvicinava alla mia. Fetish Casalinga 899 Porca.Lentamente calzo’ un paio di stivali a punta, di finta pelle elastica, estremamente aderenti, con un tacco sottile ed altissimo. Mi fermai solo quando fui in ginocchio, e mi calmai con dei respiri profondi, insomma. Afferrava qualsiasi cosa le transitasse a portata di bocca per succhiarla. Ti è piaciuto guardarmi il cazzo l’altro giorno eh? Ora te lo faccio sentire. Poco dopo giacevano entrambe esauste l’una con il volto sprofondato nei capelli dell’altra. Ha cercato di prendermi ma sono ripartita e l’ho lasciato un po’ indietro. Era ormai in mio possesso e la cosa mi piaceva. Provò a rimediare dicendo: – Allora, me lo merito un bel regalino? – Perché, non ti bastano questi due “regalini” che ti abbiamo appena dato? – rispose Gianni. La sentii armeggiare coi lacci e la ringraziai mentalmente per la sua generosità. Ora vatti a fare una doccia, che dopo ci vediamo nello studio di là. ora devo punirti per essere stato troppo lento nel metterti bracciali e cavigliere. Fui assalito dal panico quando mi resi conto di non aver mai chiamato casa. Non so a voi ma a me piacciono tanto i grandi megacentri commerciali e non solo per lo shopping. Lo fece, con fretta, insicura di sè. Sollevò la gonna fino ai glutei e scoprì le mutandine bianche e una macchia rossa che le avevo procurato. é Lei?” gli chiese con voce raffreddata e stordita. La porta è chiusa. Eravamo entrambi sdraiati sul divano e lei non smetteva staccava un secondo la sua lingua da me, prima sul collo, poi in bocca, poi di nuovo sull’orecchia e così via, sembrava una gatta che lava i suoi cuccioli. “Vieni con me!” vedeva tutto in modo poco chiaro, data la botta. John Sanders era un cinquantenne assai distinto e la fece accomodare nel suo studio. Fetish Porca Casalinga 899.

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venerdì, marzo 27th, 2009



Continuammo a passeggiare fino all’ora del rientro mentre Paola, affatto turbata dalla presenza di Chiara, continuava a stuzzicava con battute ed allusioni su quanto sarebbe accaduto. Farsi strada tra loro non fu difficile perché erano talmente mosce da non opporre alcuna resistenza. Ora lei era a quattro zampe e io la inculavo da dietro riverso sulla sua schiena. Dopo qualche minuto ci raggiunse la sua amica. Poi lo lasciai libero, e continuai a mettere a posto i piatti. , avevo venticinque anni e mi ero appena laureato. Chissà se un giorno, invitandola a casa mia… ma mi disinteressai subito a quelle due. Rimanemmo abbracciati ed esausti fino al mattino dopo, quando ancora i nostri corpi profumavano ed ardevano per quell’incredibile serata. “Sei gelata” rispose lui, per darsi un contegno. Al mio gesto lei tolse la mano destra dal voltate e me la poggiò sulla schiena, dietro il mio collo. La signora le prese la testa con le mani e la fece alzare da terra. Entrata nel bagno mi comunicò quanto stabilito e mi pregò di entrare nella doccia per permettere a Chiara di usare il bagno. ” A sentila parlare così raddoppiai gli sforzi sbattendola sempre più profondamente fino a farla venire. Vivo per così dire, una vita serena e ritengo che la mia famiglia faccia altrettanto. – Io ebbi un attimo di esitazione, avrei voluto dire no e riattaccare subito, ma la situazione in fin dei conti mi eccitava ed allora, non so perché, risposi che mi andava bene. In un certo senso Gary peró era stufo di rimorchiare sempre le solite ragazze, per questo Tom era rimasto da solo a New York a divertirsi e Lui, Gary come un pazzo cercava di portarsi avanti su quella strada sempre piú innevata. Arrivò all’ora di cena. Ci trovammo dentro bagnati fradici e ansimanti per la gran corsa. La modella come un guanto. – Detto questo iniziò a dare forti strattoni con i piedi facendomi subito venire e lasciando una macchia gigantesca sui miei pantaloni. Fetish 899 Casalinga.Incurante di avere addosso tutti gli sguardi della sala, saltò in braccio a Gianni e cingendogli il collo si strinse a lui, lasciando che questi allungasse le mani sul suo sedere. Quasi impazzivo al pensiero che di li a poco lo avrebbe fatto, avrebbe preso il mio cazzo nella sua giovanissima bocca. “Ora è lì, me lo chiederai tu di allargarlo”. Indirizzarono i loro cazzi verso i miei due buchi. Al pensiero che potresti quasi essere mia nonna provo un certo schifo, però da quando ti ho conosciuto non riesco a smettere di pensare a te. Si sdraiò sul grande letto, e con l’ indice e il medio si allargò la fica sempre molto bagnata, chiedendomi di leccarla. Dopo alcuni minuti la padrona entrò nella stanza con in mano un collare e un guinzaglio. “Fermati”, le dissi, “comincia a farmi male”. Quando dissero “scommettiamo”, capii che il gioco stava prendendo una strana piega. Nello stesso istante in cui lo toccai lei sobbalzò sul sedile e dopo aver emesso un lungo gemito di piacere mi diss! e di continuare così e non fermarmi. Io non ce la facevo piu’: delicatamente l’ho adagiata per terra, distesa, e mi sono messo a guardarli,il mio amore ed il cane, l’uno mentre si offriva alla lingua dell’altro, gemendo, aprendosi il sesso con le mani, per offrire il piu’ possibile di se’ a quello strumento di piacere. Ci infilò dentro un dito e lei parve ribellarsi. Arrivammo trafelati nella camera dei suoi, dove un gran letto matrimoniale con una trapunta rossa occupava quasi tutto lo spazio. Entravo con le scuse più banali sapendo già che i nostri sguardi si sarebbero incrociati e che avrei dovuto essere io, ad abbassare lo sguardo per primo. “Te l’ho detto, io ho solo fatto uscire la tua parte nascosta, se non fossi stata predisposta non avresti combinato tutto quello che hai fatto. In breve arrivai alla villa. Poi gli disse “adesso voglio sentire le tue di labbra”. Poi, ad esempio. Infatti la lunghezza delle braccia porterebbe normalmente i polsi ad incrociarsi all’altezza dei genitali. d’improvviso Carla la rossa fece scivolare tutta la zuppa sui miei pantaloni e con mia sorpresa trovai le sue mano e le sue labbra attorcigliate al mio bigolo, dopo il primo attimo di smarrimento son riuscito a riprendere in mano la situazione! Capovolta la rossa sul tavolino strappate le mutandine di pizzo nero mi apparve la rosea fica colante di calda ciprigna e cominciai a stanttuffarla dignitosamente, i suoi mugolii risvegliarono i miei istinti sfilai l’asta dalla calda caverna oramai allagata e la puntellai sul piccolo buchetto roseo e con una poderosa spinta lo violai in tutta la sua interezza. Fetish 899 Casalinga.Era calda e stretta. Doveva cancellare quella brutta esperienza e voleva farlo proprio con me. Non ne poteva più. Dopo qualche giorno Helga mi chiamò nella sua camera, Roberto era andato a lavoro e lei stava preparandosi per andare a scuola: “Maria” mi disse “stasera vado fuori con le amiche, siamo un gruppo di donne che amano divertirsi, vuoi venire con noi?”. – Mentre parlava iniziò ad avvicinarsi sempre più verso di me, allungò un braccio sullo schienale del divano, passando dietro la mia schiena e poi, mi bisbigliò all’orecchio: -Tu sei mai stato con una donna molto più grande di te?- Le sue parole mi gelarono, un brivido scese giù per la mia scena, non sapevo più cosa pensare e come conseguenza rimasi immobile senza dire nulla. Gli ho stretto le gambe fortemente, attorno alla vita. Il corridoio era libero e sarei potuto entrare senza essere visto. La portò in un locale fumoso e intimo, dove suonavano bene e l’atmosfera era calda. ” Tremai sentendo quelle parole, l’avevo provocata, è vero, ma in cuor mio credevo si sarebbe fatta impietosire e mi avrebbe liberato dopo poco, come aveva sempre fatto fino ad allora. Mi sentivo attore e spettatore dello stesso film. Le parole erano sicuramente frutto delle sue fantasie erotiche o io, unico spettatore, la mettevo in imbarazzo. QUEL GIORNO DI SCUOLA MI ASPETTAVA UN’INTERROGAZIONE DI LATINO E UNA DI LETTERATURA ITALIANA. Batteva sempre piu’ forte e di tanto in tanto forzava con il manico cercando di penetrarmi. poi in studio. Era stato un grandissimo piacere denudare un Ranger e trovare sotto la divisa un corpo favoloso come quello di Cassie. Eravamo seduti uno di fronte all’altro. Riemersa in superficie, mandò giù un sorso di spumante e si rese contò di aver commesso un errore: non si era fatta pagare in anticipo e non aveva neanche stabilito il compenso. Il gioco continuò ancora per un po’, poi tra noi tornò il silenzio. Sentii la sua mano che passava sopra il mio sesso bloccato in quella posizione e pregai che non vi indugiasse troppo; non sarebbe stato affatto piacevole infatti venire stimolato in quella situazione, poiché l’eccitazione avrebbe indurito il membro, aumentando la già latente sensazione di dolore dovuta allo strangolamento della corda. Mi chiamo Francesco G. 899 Casalinga Fetish.Era bianco come sperma, e se lo versò nel palmo delle mani, e cominciò lentamente e dolcemente a spalmarmelo dalla nuca e il collo verso il basso del mio corpo, con movimenti orizzontali e circolari. Mi tolsi la camicia e i calzoni e ritornai a baciarla. – Allora questi non sono per me? – sorrise lei -Ed io che mi ero illusa…- Francesco le offerse candidamente i fiori, fingendo di fingere: – Certo – sorrise sornione – questi erano per te, mica regalo fiori a chiunque io – Lei la prese per una bugia data dalla prontezza di spirito e rise: – Sei una canaglia e un bugiardo – Poi si guardò intorno – Senti questi qui sono più noiosi di tuo padre e di Sergio. Era difficile salire per quelle strette scale in quel modo; l’ ho mollato e sono salita di nuovo di corsa fino a raggiungere l’ultimo piano dove c’erano i turisti. Questa serie fu molto dolorosa ma non dolorosa quanto la serie successiva. Paola, in piedi sul letto, afferrato un lembo del lenzuolo che ci copriva cominciò a tirarlo a se. Non era un vero e proprio strip. Mi preparavo a una notte di fuoco, però mi ricordai della promessa fatta venerdì. Non avevo mai partecipato all’azione, ma non ne ero mai stato neanche spettatore. Parlano i loro cazzi. Il mio lui invece non sopporta le giornate intere passate a fare spese e così cerco di rendergli la cosa più piacevole indosso una dei miei vestiti della serie stimoliamo l’immaginazione, in maglina attillata che aderiscono alle mie curve abbondanti e rendono sinuosi i movimenti, sempre dotati di una generosa scollatura. Da quando ci frequentavamo, non ricordai un’emissione così copiosa da parte sua. Mi ordinò immediatamente di rendere omaggio a suoi piedini nudi e profumati che prestissimo sarebbero stati avvolti dagli stivali che avevo appena finito di lucidare. “Vienimi in bocca, fammi sentire come godi” le dico infilandole tutta la lingua nella fica e cominciando a leccarla. Rischia di innescarsi una spirale perversa che potrebbe portare, da una parte, te a richieste sempre più estreme per raggiungere l’orgasmo, e dall’altra il tuo compagno sempre più lontano perché non riesce a soddisfarti, o perché ti vede indesiderabile”. Sinceramente l’odore che arrivava al mio naso non era proprio quello di un fiore, anzi assomigliava più a quello di qualcosa in putrefazione, tuttavia era inebriante, faceva venire la voglia di sentirlo di nuovo. Chiamami quando vuoi. Non smisi di leccarla neanche quando, facendo forza su una gamba la girai e, mettendola in ginocchio continuai a farlo come fosse una cagna in calore ed io un cane che eccitato ne fiuta l’odore. Incurante di avere addosso tutti gli sguardi della sala, saltò in braccio a Gianni e cingendogli il collo si strinse a lui, lasciando che questi allungasse le mani sul suo sedere. La serie sembrò infinita; l’ultimo colpo mi trovò quasi sfinito ed incapace persino di ringraziare la padrona come mi aveva ordinato di fare alla fine di ogni serie. 899 Fetish Casalinga.- -Cosa vuol dire non lo so?- -Questa è una cosa che non mi era mai successa prima. Al pensiero che potresti quasi essere mia nonna provo un certo schifo, però da quando ti ho conosciuto non riesco a smettere di pensare a te. Indossava jeans sdruciti e maglioni larghi. Parlammo del più e del meno, cercando di nascondere la nostra crescente eccitazione, mi disse che quell’abito era di sua madre (una splendida quarantenne) e che le faceva uno strano effetto indossarlo. Per fortuna non insistette con quello ma passò a un’altra tortura: iniziò a punzecchiarmi con un ago, sul sedere, sulle gambe, sul petto, sui capezzoli, salendo e scendendo con quella puntura sottile senza sosta. Il gioco continuò ancora per un po’, poi tra noi tornò il silenzio. – Quindi la baciai. Avevo bisogno di parlare della figlia e non sapendo cosa dire, mi arrampicai sugli specchi. Le sue labbra continuavano a far entrare e uscire il cazzo dalla sua bocca, a volte per pochi centimetri, altre giungendo fino in fondo. E tolsi le mani. ” sussurra ancora schiudendo le gambe per farmi vedere meglio. Entravo con le scuse più banali sapendo già che i nostri sguardi si sarebbero incrociati e che avrei dovuto essere io, ad abbassare lo sguardo per primo. Il suo musetto si tendeva verso quel tratto di carne rossa immersa in quel cespuglietto nero, curioso. Li abbassai, poi abbassai le mutande sotto cui gia’ si intravedeva bello grosso il suo cazzo. I nostri movimenti si facevano sempre più frenetici ed i nostri volti erano ormai coperti della saliva dell’altro. Quando mi fui sfilata il vestito e sciolta dai fianchi le mutandine, rimasi in piedi a guardare la stanza. “. Quando le spinsi a confidarmi le loro più profonde perversioni, scoprii quanto non mi sarei mai aspettato. Il direttore artistico è fuori Roma, il direttore amministrativo è di riposo e quindi siamo, come spesso accade, io e Rossella a fare gli “onori di casa”. Lentamente alzai la veste, scoprendo le sue gambe e partendo dal ginocchio iniziai a risalire sfiorando l’interno delle sua cosce. Fetish Casalinga 899


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