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Posts Tagged ‘sadomaso al telefono’

Matura Scambista 899

lunedì, marzo 30th, 2009



Mi implorò di penetrarla, di possederla, ma non le permisi di riprendere in mano il gioco. Quattro piani con le sue mani che mi rovistavano ed ero già fuori di testa. Il ragazzo obbediva docilmente. Questi pensieri mi fecero sentire un po’ in colpa, allora decisi di sdebitarmi. Gli vedevo l’eccitazione nei pantaloni e gli ho detto, sottovoce, di tirarselo fuori e toccarselo lì davanti a me. A malavoglia riavviai la macchina e ripresi il cammino verso casa sua. Davo per scontato di dovermi arrangiare da solo, visto che la padrona continuava tranquillamente a dormire, e non osavo fare rumore svegliandola per una stupida lamentela da parte di uno legato, ammesso e non concesso poi che avrebbe sentito. Impiegai più del previsto a raggiungere lo studio di Alannah, e mi presentai quindi con una decina di minuti di ritardo. Emise un grido più forte, ma ormai ero dentro di lei. “Adesso fatemi schiava dei vostri più perversi pensieri, tanto io sto qui a subire”. Non riusciva proprio a capire, comunque accettò di buon grado. Estrasse quasi a forza le ultime gocce di sperma rimaste e, non ancora contenta, leccò quello che Paola aveva nella fica con gran soddisfazione per entrambe. La mia giornata passò in fretta come molte altre, ma l’insistenza di quello sguardo di tanto in tanto mi tornava alla mente. Ero praticamente in balia delle sue voglie. Eravamo vicini, fianco a fianco e ho cominciato a aprirgli i pantaloni Sai con i jeans basta un tocco. Dopo avergli fatto capire che ero io a decidere, gli ho chiesto di finire da solo. Dopo la doccia, mi infilai un paio di mutandine senza elastico, di quelle che si allacciano e sciolgono ai fianchi (le preferisco per praticità specie per queste visite, e poi si è così goffi quando ci si sfila gli slip); mi misi un vestito bianco di lino, che si sfila subito per la visita, e un paio di infradito dorati, nuovi di zecca. Mi sali’ sopra e me lo mise in bocca, con violenza quasi, come per vendetta di quello che gli avevo fatto. Allora cambiò faccia. Ora e di la sul letto, sazia, dorme, poverina erano anni probabilmente che non scopava cosi, e poi lo shoc di prenderlo in culo ha goduto in modo così. 899 Matura Scambista.Jenny l’avrebbe ucciso. Mentre mi succhiava il cazzo le guardai l’ano, sanguinante e gonfio, e la fregna, rosso violacea ancora gocciolante di sperma. – Penseranno che siamo amanti – rise Eleonora -mentre sorseggiavano una paio di Irish Coffee. “Venga fuori da questa macchina, deve andare al caldo altrimenti ci lascia le pelle in questo freddo, nel mio Jeep fa piú caldo” “Chi. Parlammo per circa un ora di tutti i possibili contratti che la mia società poteva offrire e finalmente riuscii a fargli firmare una polizza, il mio superiore sarebbe stato molto fiero di me. Continuarono a frequentarsi anche durante l’inverno in citta’. Ormai il dolore al culo era passato, quindi era giunto il momento di farsi aprire ancora, e lo chiesi. Non sono affatto gelosa, disse ad alta voce, anzi mi piacerebbe. In effetti io, senza farmi vedere dalla moglie, mentre servivo a tavola, più volte l’avevo stuzzicato o con un piede, o poggiandogli i seni sulle spalle o guardandolo con occhi ammiccanti. Silvia è ormai ricercatrice universitaria. Cassie si fermò un attimo per osservare il fallo di Gary che era giá completamente duro. Paola le fece allargare le gambe ed inginocchiata al suo fianco cominciò ad accarezzarle i folti peli del pube senza però spingersi oltre. “Non sono mica una sciacquetta frigida come le altre tue pazienti. Cercai di coinvolgerla nella conversazione, più per farle superare lo shock che per altro, e scoprii a breve che era una ragazza simpaticissima e piena di interessi. “Anche il mio compagno mi preferisce così quando mi fa sua…”. La guardò negli occhi mentre veniva e si sentì in quel momento onnipotente. Il cane non aspettava altro, ed ha iniziato a leccarle il sesso forsennatamente, mentre Anna era letteralmente stravolta. Il reggiseno non le serviva piu’, indossava qualche volta dei modelli particolari , roba da sex shop, che io le regalavo e che portava sotto camicette trasparenti o giacche tenute sempre aperte. Era il ragazzo. Aveva punte di depravazione incredibili, frasi del genere non sarei stato in grado di pronunciarle, ma ascoltarle mi eccitava. Matura Scambista 899.Kim dovette vedere una smorfia di dolore sul mio volto, perché si fermò, ma le dissi: “No, un altro giro: aprimi come una troia…”, e così fece. Andava quindi volentieri al negozio e quando vi si recava curava il suo aspetto e il suo abbigliamento in modo particolare. Avrei giustificato il suo ritardo in ufficio e non sarebbe successo nulla. A vederla così non era eccessivamente male, certo la sua età si vedeva chiaramente, tuttavia il suo era un bel corpo. La mia eccitazione era al massimo e l’evidentissima erezione l’aveva portata ad allungare una mano. Cassie si fermò un attimo per osservare il fallo di Gary che era giá completamente duro. Poi si mise al suo fianco e avvicinò al suo volto a quello della ragazza. – Io ubbidendo al suo ordine iniziai a massaggiare le sue caviglie e poi i suoi polpacci. Silvia è ormai ricercatrice universitaria. Il giorno dopo sono partita, ma evidentemente il cameriere aveva avuto il mio indirizzo e mi aveva spedito quel regalo con quel biglietto proprio per il mio compleanno, per rignraziarmi. “Appuntamento caldo da qualche parte su in montagna? Sei pazzo, Gary ” Le risate di Tom, anche se erano passate 24 ore, gli rimbombavano ancora nelle orecchie, mentre cercava disperatamente di fare passare la sua jeep per i mucchi di neve che si erano formati sulla strada. Era solo l’antipasto di ciò che avrei dovuto mangiare per cena, mi disse. “Adesso ci divertiamo”, aggiunse poco dopo con un beffardo sorriso. Chiara, dapprima riluttante, si dimostrò ben presto la più disinibita. Cosa ci faceva quì? Perchè era tornata? Non riuscivo a darmi una spiegazione “Bravi, io esco e loro se la godono alle mie spalle”. Una tirata che sembrava interminabile, un crescendo senza fine, un urlo liberatorio… Per tutto il resto della notte e anche per le due notti successive, non fecero altro che scopare. una seconda pelle che si può togliere in mezzo minuto, senza cerniere, bottoni e impicci vari, se non è freddo sotto non indosso assolutamente niente altrimenti devo rassegnarmi a mettere le calze, ovviamente quelle che lasciano scoperta la patatina e le natiche così passo da un negozio all’altro, scelgo qualcosa da provare e mi infilo in un camerino, e con l’aria più innocente del mondo dico “tesoro puoi venire un’attimo dentro a vedere come mi sta?” Il doppiosenso è assolutamente casuale eh eh nei camerini c’e lo specchio, a volte in quelli un po’ più spaziosi c’è anche uno sgabellino e generalmente sono chiusi in maniera un po’ approssimativa ma tanto chi fa caso a quello che ci succede? Così gli faccio vedere come mi sta il vestito, mi giro più volte per fargli osservare tutti i particolari e poi paff lo tolgo per provarne un altro non che non mi abbia mai vista nuda ma gli fa sempre un certo effetto. “Mi presento Cassandra Julia Harris, ma tutti mi chiamano Cassie” “Allora Lei é, tu sei. “Venga fuori da questa macchina, deve andare al caldo altrimenti ci lascia le pelle in questo freddo, nel mio Jeep fa piú caldo” “Chi. Ma continuò a tenerle le mani anche dopo. 899 Scambista Matura.Questa volta sarebbe andato tutto nel verso giusto, avrebbe avuto ciò che desiderava quando Lei e solo Lei l’avrebbe deciso. Con le mani, allora, allargai le sue gambe e, dopo essere salito sopra di lei, le dissi: -Anche io ti amo. Non ne poteva più. Ma cosa dici? Se sei diventata un ghiacciolo…” disse “Lo vedrai. A questo punto, il direttore, che all’inizio dava ragione al cliente per ovvi motivi, dovette ricredersi, e chiese al cafone di andarsene. Appena socchiusi le labbra Franco mi pianto’ il suo grosso uccello fino in gola, cominciando a scopare la mia bocca con foga. Cominciammo ad uscire con lui tutte le sere. Cercai di fare un po’ di resistenza, ma in fondo l’idea mi piaceva e ubbidii’. Mi allontanò le mani dicendo, falle sentire quanto sono brava. Sarebbe rimasto con Tom in una delle discoteche, che erano in voga in quel momento e avrebbero avuto qualche solita storiella con qualche ragazza per un week-end. Fuori si scatenò un nubifragio. Dopo poco si fu ripresa, accese di nuovo il motore e subito di nuovo a correre sulla strada. Non sapevano che Paola era molto più sveglia dei suoi 18 anni e me lo aveva già dimostrato ampiamente !! Bene, quel sabato sera scesi di corsa le scale e bussai alla sua porta, impaziente. Sentii il calore salirmi fino al cervello ed esplodermi in lampi di luce. Devi far uscire fuori la parte più nascosta e inconfessabile di te, e io mi limiterò ad aiutarti a farla uscire. Quando implorandomi con gli occhi Paola si inginocchiò sul letto spalancandosi la fica con le mani ed abbassandosi fino a schiacciare i seni sul letto, capii che stava morendo dalla voglia di essere penetrata. Io a questo punto tentai di uscire ma qello stronzo mi aveva chiuso a chiave la porta. – Se fai così non andremo d’accordo, disse deciso. Non ti ho detto quanta eccitazione mi aveva preso in tutta questa storia. Non parlano la nostra lingua, ma si fanno capire, quando vogliono…” disse Kim. Matura Scambista 899.A un certo punto gli urli che venivano dall’altra stanza, dopo un picco, sicuramente coincidente con l’orgasmo che si erano reciprocamente date la dottoressa e l’assistente, cessarono. Stando in piedi, allargai bene le gambe, e scendendo sulle mie ginocchia, sì da rimanere sempre aperta, mi ripresi in bocca i due cazzi degli stalloni. Arrivammo a casa sua poco dopo, e completamente nel pallone, salutai la madre con un segno della mano senza neanche scendere dalla macchina. Ad ogni giro della mia lingua intorno al clitoride lei emetteva un urlo sempre più forte, fino a quando emise un urlo, simile a quello di una persona che stanno per sgozzare, e venne, lasciando tutto intorno alla mia bocca un liquido vischioso. “Hai voglia di giocare?” chiesi a Maurizio alzandomi di scatto “E a cosa?” “Non so. e capii che era il mio sangue!!! La cosa devo ammettere mi impressionò anche perché bendato com’ero non potevo vedere quanto ne perdevo, e la suggestione mi faceva sentire una sensazione strana al pene, come se sentissi il flusso. Ora vatti a fare una doccia, che dopo ci vediamo nello studio di là. Allora mi venne un idea, e feci cenno ai due maschi di seguirmi nello studio attiguo, perché avevo bisogno del telefono. Chissa potrei farle conoscere la zia F. Jenny si presentò puntuale all’appuntamento. Si estrasse per un attimo il cazzo e lo tenne per un po’ con la punta sull’apertura, sentivo le sue mucose palpitare. – Mentre parlava iniziò ad avvicinarsi sempre più verso di me, allungò un braccio sullo schienale del divano, passando dietro la mia schiena e poi, mi bisbigliò all’orecchio: -Tu sei mai stato con una donna molto più grande di te?- Le sue parole mi gelarono, un brivido scese giù per la mia scena, non sapevo più cosa pensare e come conseguenza rimasi immobile senza dire nulla. “Nooo. Si ritrasse per non soffocare, e nel farlo, una parte dello sperma fuoriuscito dalla bocca le colò sul seno. Francesco si rese conto di sperare che qualcuno dei suoi amici lo vedesse. “Non ti senti sola su questa baita?” Sospiró: “Perché pensi che abbia cercato di contattare qualcuna tramite l’inserzione!” Gary sghignazzò e la tirò verso di sé “Ti piace il contatto?” “Piú stretto é meglio é” rispose e mise le gambe intorno alle sue cosce e si fece penetrare. Rischia di innescarsi una spirale perversa che potrebbe portare, da una parte, te a richieste sempre più estreme per raggiungere l’orgasmo, e dall’altra il tuo compagno sempre più lontano perché non riesce a soddisfarti, o perché ti vede indesiderabile”. Ragionava da donna. Questa serie fu molto dolorosa ma non dolorosa quanto la serie successiva. Mi mossi lentamente mentre le carezzavo i glutei con le mani. Matura Scambista 899.

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venerdì, marzo 27th, 2009



Doveva cancellare quella brutta esperienza e voleva farlo proprio con me. Il suo aspetto di donna matura, ha quaranta anni, i suoi lunghi capelli castani che le ricadono boccoluti sulle spalle, le sue labbra carnose, i suoi occhi verdi, ma sopra tutto il suo generoso seno, che lei evidenzia sempre indossando camicette o top attillatissimi, le conferiscono quell’aria da porca che aveva anche quella sera. Mi sentivo bagnata ed avevo l’impressione che i miei umori stessero scendendo lungo le cosce. Mi alzai lentamente per non svegliarla, mi diressi verso il bagno e, dopo essermi spogliato completamente, iniziai a lavarmi. Smaltito l’ingresso Rossella va in direzione per sbrigare alcuni affari e io mi ritiro nel mio ufficio a giochicchiare con internet. Io aprii gli occhi e la vidi seduta sopra di me con un sorriso malizioso. Era anche molto povera e per questo, quando s’accorse che non poteva più andare avanti così si rivolse alla sua vecchia zia Molly, una vecchia arcigna ma col cuore d’oro, nota a tutto il quartiere perché in tutta la sua vita non aveva fatto altro che la tenutaria di bordelli. La serie sembrò infinita; l’ultimo colpo mi trovò quasi sfinito ed incapace persino di ringraziare la padrona come mi aveva ordinato di fare alla fine di ogni serie. Ora fatti visitare” Mi sedetti sul lettino e appoggiai le gambe sui divaricatori. In effetti io, senza farmi vedere dalla moglie, mentre servivo a tavola, più volte l’avevo stuzzicato o con un piede, o poggiandogli i seni sulle spalle o guardandolo con occhi ammiccanti. Mi avete trasformato in oggetto di lussuria” ormai gridavo e non mi tenevo più. e svelta. Era una retina di ferro, come quelle che si usano per lavare i piatti, modificata a mo’ di preservativo che calzava perfettamente attorno al mio membro durissimo. Parlano i loro cazzi. E’ un bel ricordo, pensare a quella bottiglia di Wodka che ho ricevuto in regalo per il mio compleanno. Mi ordinò immediatamente di rendere omaggio a suoi piedini nudi e profumati che prestissimo sarebbero stati avvolti dagli stivali che avevo appena finito di lucidare. Era il suo sogno erotico. Poi gli disse “adesso voglio sentire le tue di labbra”. Allora ci siamo ritrovati da soli, gli ho preso la mano e dopo essermi tirata su la gonna me la sono portata tra le gambe. Intanto dall’altro versante gia due sporchi grassoni le avevano eiaculato nell’ano la loro sborra, ed un terzo si apprestava a cominciare. Line On Esperte Fetish.la strada per il letto era ancora tanto lunga. Ero sempre sul punto di venire, ma lui ogni volta mi interrompeva – Non ancora! – Quando mi ha dato il permesso ero sul punto di svenire e l’orgasmo mi ha lasciato delle onde di piacere che sono durate per decine di minuti! Ed una volta riaperti gli occhi lui era uscito. Chissà se un giorno, invitandola a casa mia… ma mi disinteressai subito a quelle due. Erano quattro ragazzi, due coppie, sembravano tedeschi o olandesi. Prese per primo un vecchio foulard, lo appallottolò ottenendone una palla di circa 6-7 cm di diametro e me lo cacciò ghignando in bocca premendo con due dita finche non scomparve dietro le labbra, che rimasero comunque semiaperte a causa della grandezza della palla. Stavo imparando qualcosa di nuovo, stavo imparando a dosare e percepire, a dare il massimo. Essere in quella posizione così umiliante e sottomissiva, mentre quelle due disponevano del mio corpo, mi facevano sentire estremamente porca. Fui assalito dal panico quando mi resi conto di non aver mai chiamato casa. Nel pomeriggio, erano circa le diciassette, come da programma, mi recai all’indirizzo segnato sul foglio. Quella mattina, particolarmente allegro avevo preso la macchina e mi ero diretto al lavoro. Paola un giorno cambiò casa e città, il padre venne trasferito dalla ditta in cui lavorava, e ci vedemmo sempre meno spesso. Poi cambiò idea: “Non mi piace” disse, incrociandomeli invece davanti. Così dissi a Kim: “Allarga!”, riferito all’arnese che mi torturava il culo. Il piacere di poterlo torturare ed umiliare cresceva in me sempre di più, mi piaceva vederlo in difficoltà come un povero e misero vermetto. Lui mi spiegò che vista la frequenza con la quale mia moglie veniva in negozio aveva organizzato a pagamento (ma mia moglie non ha mai visto una lira)delle scopate collettive di dieci uomini alla volta e che c’era una fila di 43 uomini che aspettavano di sbattersi Elena. Una ragazza della sua età, della sua stessa altezza ma che evidenziava qualche chilo di più. L’avevo conosciuta solo due ore prima in un caffè del centro, una donna di mezza età, dal trucco u pò pesante, quasi volgare, lo sguardo quello si era da vera troia, dopo meno di un ora stava succhiando il mio cazzo. Scivolò sotto la camicia fino a sentire la base del reggiseno tra le dita, soppesò le coppe dei seni con le mani e poi le strinse le tette con foga, continuando ad affondarvi la faccia in mezzo e mormorando “Eleonora, Eleonora”. come mai? – Si’ lo so, molti me lo dicono. Nello sguardo del ragazzo, che ora non era piu’ costantemente rivolto a terra, una strana luce. Line Fetish Esperte On.”Sono gigolò professionisti e lavorano sempre in coppia. Cercai di riprendere la posizione che mi era stata assegnata, ma Paola battendo con la mano al centro del letto mi invitò a cambiare posizione. Si era innamorata del suo professore di educazione fisica e durante quella gita aveva avuto modo di avvicinarlo in quanto accompagnatore del gruppo. Presi il telefono, e mentre dalla saletta del piacere venivano i gemiti delle due troione che stavano fottendosi con la mano a vicenda, composi il numero di cellulare del mio uomo. Io feci finta di non sentirlo, ma lui continuò a parlarmi iniziandomi a toccare da dietro mentre io lavavo i piatti. Poi andai da Elisa, che mi consegnò la videocassetta e mi tese la mano. Il micio dell’amica che ci ospitava era acquattato davanti a lei, tra le sue gambe. Paola, con la scusa di dirle qualcosa all’orecchio, aveva cominciato a mordicchiarne il lobo ed a leccarglielo. Lei era vestita con una giacca leggera e una gonna al ginocchio. Lei non disse niente, mi sorrise e si lasciò cadere nel fieno, stesa al mio fianco. “Meli’, succhiale i capezzoli, voglio vederglieli gonfi e durissimi, dai falla eccitare di piu’. Altrimenti potrai fare solo tutto il resto. Il cazzo di lui la riempiva bene e le sue mani non smettevano mai di assalire i suoi seni. Forse era per l’eccitazione accumulata o che so io, ma ho raggiunto un orgasmo istantaneo, fulminante. Sentii il calore salirmi fino al cervello ed esplodermi in lampi di luce. Casualmente era uno di quei giorni. Contemporaneamente sotto il tavolo i nostri piedi continuavano a sfiorarsi. Forse era anche il desiderio di trovare qualcuno che l’indomani potesse confermargli che lei era lì con lui, in quella sera, a bere Irish Coffee e a dire frasi del tipo “penseranno che siamo amanti”. Il suo lavoro e il mio ci prendevano ormai tutta la giornata, provocandoci livelli di stress insostenibili, a scapito della nostra voglia di scopare. “Non ti senti sola su questa baita?” Sospiró: “Perché pensi che abbia cercato di contattare qualcuna tramite l’inserzione!” Gary sghignazzò e la tirò verso di sé “Ti piace il contatto?” “Piú stretto é meglio é” rispose e mise le gambe intorno alle sue cosce e si fece penetrare. On Line Fetish Esperte.Era stato l’anno scorso durante una gita scolastica a Praga. Passava dal cazzo, spingendoselo in gola quanto più possibile, ai capezzoli di Paola che invece tratteneva delicatamente tra le labbra sollecitandoli con la punta della lingua. – Detto questo iniziò a dare forti strattoni con i piedi facendomi subito venire e lasciando una macchia gigantesca sui miei pantaloni. Riconobbe la divisa verde-blu con il colletto e il cappello di pelliccia. Eravamo lì al buio quando sentiamo dei rumori di persone che salgono. Sono direttore di una piccola azienda e non mi piace essere considerato uno scansafatiche, per questo i miei giorni di assenza si possono contare sulle dita di una mano E’ un posto di grande responsabilità, da me dipende la sopravvivenza dell’azienda, e di conseguenza, la stabilità economica dei miei dipendenti Siamo un gruppo di lavoro molto affiatato. Gli obbedi’, toccandomi prima piano, poi interromendo e toccandomi le tette, con i capezzoli turgidi, che quasi mi facevano male, e poi di nuovo mi infilavo le dita nella fica. Scivolò sotto la camicia fino a sentire la base del reggiseno tra le dita, soppesò le coppe dei seni con le mani e poi le strinse le tette con foga, continuando ad affondarvi la faccia in mezzo e mormorando “Eleonora, Eleonora”. – Ehi. Intanto le persone che stavano salendo erano quasi arrivate e poco dopo ho cominciato a vederle. Dopo qualche minuto ci raggiunse la sua amica. Volevo essere sporca di sborra, far sì che quei due maschi non avessero scrupoli a squartarmi a colpi di nerchia, e a aprirmi con i loro cazzi nodosi, cazzi di proporzioni mai viste e da cui ero pronta a farmi dominare. Il suo musetto si tendeva verso quel tratto di carne rossa immersa in quel cespuglietto nero, curioso. Non riusciva proprio a capire, comunque accettò di buon grado. Succhiai immediatamente il tacco e leccai la suola di queste calzature da favola, immaginandomi calpestato e torturato da esse, cominciando in seguito a lucidarle con la mia saliva e con panno che era stato appositamente lasciato nei pressi. Poi riattaccò. Lentamente sollevò le labbra. Gli scalini erano tantissimi e i piani avevano alternativamente una finestra che li illuminava o erano bui. Prese poi un legaccio in stoffa verde, lo ripiegò in due, me ne avvolse un’estremità a cappio intorno a un polso e fece per unire anche l’altro dietro la schiena. Non la salutava più neanche. Esperte On Fetish Line.Gli chiesi – ho notato il tuo comportamento, ti fai mettere troppo i piedi in testa. Aveva perso la verginità con un uomo che l’aveva cancellata dalla sua vita con l’acqua di una doccia. Cercai di consolarla dicendole che tutti in gioventù facciamo errori nel valutare le persone che ci circondano, ma non volevo solo consolarla, volevo in qualche modo conquistarla. Nell’attimo in cui sfilai il cazzo da Paola, Chiara si precipitò a succhiarmelo. Usci subito dopo di lei, la vidi salire in macchina e mettere in moto, la seguii e la raggiunsi sul portone di casa sua, mi sorrise e mi fece entrare. Appena entrarono in ascensore, gli prese la testa tra le mani e gli permise di affondare il volto nell’incavo tra i seni. Mi fermai solo quando fui in ginocchio, e mi calmai con dei respiri profondi, insomma. Forse era per l’eccitazione accumulata o che so io, ma ho raggiunto un orgasmo istantaneo, fulminante. Paola, letteralmente sollevata da terra, ruotava intorno a me che la tenevo tra le braccia baciandola. Arrivava al punto in cui il mio corpo si contorceva per il piacere e li smetteva lasciandomi in uno stato di confusione dettato dall’intenso piacere interrotto proprio sul più bello. Io iniziai a spingere delicatamente ed in breve lo introdussi tutto dentro di lei. “Mmmphh?” fu la mia domanda mentre agitavo i polsi come a dire “Beh, e ci vado così?” Lei capì perfettamente perché rise e disse “Certo, così ci vai; perché, per sederti sul water hai bisogno delle mani? Non avevi detto che non sarei stata capace di tenerti legato giorno e notte? Mi hai provocato? Ora paga le conseguenze, volevi vedere se ne ero capace? Ora lo vedrai, la notte l’hai già fatta, ora viene il giorno. “Guarda, e’ stata una cosa da niente, e non ho neanche sofferto, se vuoi te lo faccio conoscere”. Iniziavo a provare una sensazione di passività molto eccitante, ed ero mentalmente predisposta a sottopormi a tutte le fasi del trattamento, anche se ancora non avevo idea di come si sarebbe svolto. Per fortuna non insistette con quello ma passò a un’altra tortura: iniziò a punzecchiarmi con un ago, sul sedere, sulle gambe, sul petto, sui capezzoli, salendo e scendendo con quella puntura sottile senza sosta. Per fortuna non insistette con quello ma passò a un’altra tortura: iniziò a punzecchiarmi con un ago, sul sedere, sulle gambe, sul petto, sui capezzoli, salendo e scendendo con quella puntura sottile senza sosta. E così fu. “Zitto, che mia figlia si è alzata per andare a scuola, non deve sapere nulla di te, ti verrò a riprendere quando sarà uscita, tra un’oretta abbondante, ciao” E di nuovo l’armadio si richiuse, questa volta a chiave, per evitare che la figlia anche inavvertitamente potesse scoprire cosa la madre conservava nel suo armadio. ” A sentila parlare così raddoppiai gli sforzi sbattendola sempre più profondamente fino a farla venire. Smaltito l’ingresso Rossella va in direzione per sbrigare alcuni affari e io mi ritiro nel mio ufficio a giochicchiare con internet. Line On Fetish Esperte.

Donna Esperta al Telefono

venerdì, marzo 27th, 2009



Una città fredda, monotona, razionale. Rimasi per un attimo sorpreso, sapendo della sua abitudine a vestire casual anche nei nostri precedenti incontri erotici. Quando l’ascensore si fermò, fuggirono in fretta fino alla porta di ingresso, lui cercò le chiavi in tasca mentre lei continuava a stuzzicargli la patta, trovò le chiavi, le infilò nella toppa ed entrarono. Lentamente calzo’ un paio di stivali a punta, di finta pelle elastica, estremamente aderenti, con un tacco sottile ed altissimo. Volevo cancellare in un colpo solo gli anni che ci dividevano e lei non desiderava altro. Mi ringraziò e ci infilammo nel traffico urbano. “Va meglio adesso?”. Le sue labbra continuavano a far entrare e uscire il cazzo dalla sua bocca, a volte per pochi centimetri, altre giungendo fino in fondo. Non aveva chiesto a Cassie neanche il cognome, appunto perché cercava l’avventura e anche una sorpresa, e quello che cercava lo aveva trovato. ” la sento dire. Vedeva le mutandine di pizzo bianco e sentiva il dolcissimo profumo del suo sesso. Non ricordavo neppure più come potesse essere piacevole. “Non sono mica una sciacquetta frigida come le altre tue pazienti. No, non era alla prima volta che stava pensando, per la verità, ma ad una delle prime volte veramente interessanti. Mi ordinò di spogliarmi, per cui mi tolsi tutto mentre lei mi esaminava dandomi giudizi sulla mia scelta degli abiti, finche rimasi completamente nudo. Da un poco di tempo le cose con mio marito non andavano bene, sessualmente parlando. Ma continuò a tenerle le mani anche dopo. Non sono più tanto giovane, ma nel complesso non sono neanche da buttare via. La sua mano continuava muoversi dentro e fuori di me, gli ho tirato fuori il sesso e facendo presa con un mio braccio attorno al collo mi sono sollevata su di lui e me lo sono messa dentro. Quando ripartirono per tornare a Roma ripresi coscienza. Telefono Al Esperta Donna.Elisa mi aveva offerto di sciacquarmi, ma io non volevo. Potevo vederla nitidamente illuminata dallo spot del bagno. La portò in un locale fumoso e intimo, dove suonavano bene e l’atmosfera era calda. Quella notte, come quasi sempre, Janine si esibiva al night-club “La Boite”. Da casa sua vedeva il mare (gli era mancato da morire a Madrid). Strano. – Penseranno che siamo amanti – rise Eleonora -mentre sorseggiavano una paio di Irish Coffee. “A no? allora guarda. “Avanti. – Vedrai che dopo sarai contenta, le disse ancora. Ho preparato per te una cenetta davvero speciale. Jenny fece un sorriso sforzato. La mia eccitazione era al massimo e l’evidentissima erezione l’aveva portata ad allungare una mano. Forse lo stress era un alibi che ci eravamo creati, pensai allora, e la mia resistenza a venire mi aveva fatto desiderare meno il cazzo del mio uomo, o forse, chissà, non gli interessavo più come prima… Basta, pensai, qui bisogna fare qualcosa. Avevamo costeggiato il canale per un paio di chilometri, poi avevamo tagliato per un sentiero in terra battuta che si inoltrava tra i campi di erba medica. Una sera a casa nostra , si parlava con Melissa dell’estate trascorsa insieme. Visto che hai perso il tuo appuntamento, se non hai niente di meglio da fare, perché non vieni con me a fare un giro turistico? – - Con una vecchietta? – fece lui. Mi implorò di penetrarla, di possederla, ma non le permisi di riprendere in mano il gioco. Le parole erano sicuramente frutto delle sue fantasie erotiche o io, unico spettatore, la mettevo in imbarazzo. E attaccò. Al Esperta Donna Telefono.Smisi e gli slaccio’ i pantaloni. Lanciai un urletto, a metà tra il dolore e il piacere. riuscendo solo a procurarmi ulteriore dolore ai polsi: ero disperato, immaginavo già di non riuscire ad allentarli, e pensavo alle conseguenze sulle mie mani, mi chiesi se il rimanere per ore in quelle condizioni non avrebbe portato danni permanenti. Eravamo seduti ad un tavolino del bar, tra la gente che stava riacquistando il pallore della vita reale, dopo una estate calda e assolata. Sospirò. ,chi. Con il cuore che mi batteva all’impazzata le abbassai le mutande scoprendo un triangolo di peli rossicci. Poi si sollevò per portare il suo sesso all’altezza della bocca della donna. Si sentiva tutta indolenzita e la bocca le faceva ancora male. Era anche molto povera e per questo, quando s’accorse che non poteva più andare avanti così si rivolse alla sua vecchia zia Molly, una vecchia arcigna ma col cuore d’oro, nota a tutto il quartiere perché in tutta la sua vita non aveva fatto altro che la tenutaria di bordelli. Franco comincio’ a scattare le prime foto. Una ragazza della sua età, della sua stessa altezza ma che evidenziava qualche chilo di più. Ero veramente in difficoltà davanti ad una ragazzina di quasi trent’anni di meno. per me non è la prima volta, sai ? Andrà tutto bene. Scese dal letto, mi ci fece sdraiare sopra, e accesa la luce del bagno cominciò a spogliarsi in controluce. Tenendomi per i fianchi, il nero mi sbatteva ritmicamente. Con le mani, allora, allargai le sue gambe e, dopo essere salito sopra di lei, le dissi: -Anche io ti amo. Le riempii la bocca di sperma, lei venne insieme a me, rivoli di saliva mista a sperma le colava dai lati della bocca mentre mi sorrideva felice. Cercai di rallentare i movimenti della sua mano, cercai di permettere allo scroscio d’acqua della doccia di colpirlo, ma non riuscii a trattenere il mio cervello. Farsi strada tra loro non fu difficile perché erano talmente mosce da non opporre alcuna resistenza. Donna Al Telefono Esperta.Intanto le persone che stavano salendo erano quasi arrivate e poco dopo ho cominciato a vederle. Era Chiara che visibilmente dispiaciuta di averci interrotto non poteva fare però a meno di entrare. Ridendo scacciammo la paura e Novella mi spinse nel fieno, era passato quasi un anno dal nostro ultimo combattimento e questa volta non gliela avrei data vinta tanto facilmente. “Tutto vale, non ricordi”. Intanto lei mi accarezzava il cazzo, lo sentivo tornare duro nelle sue abili mani, mi disse e si alzo, tenendomi per mano mi guidò fino alle scale. Slacciò i pantaloni e, dopo aver abilmente superato l’ostacolo slip, afferrò saldamente il mio pene. Le minigonne che si comperava erano per me sempre troppo lunghe, io stesso le accorciavo ulteriormente in modo da costringerla a mostrare sempre di piu’ le coscie al di sopra dell’orlo delle calze, ed era per lei diventato impossibile sedersi senza mostrare cosa indossava sotto. Non era nessuno degli invitati ne’ il padrone di casa: quello che si stava avvicinando a noi era uno dei due cani da guardia, uno splendido alano grigio cenere. “Credo di essere diventata una schiava perfetta”, dissi. é Lei?” gli chiese con voce raffreddata e stordita. Ho continuato appena un po’ e poi l’ho lasciato, riprendendo la mia corsa verso la cima. “Non ci sei diventata, c’eri già”, mi disse, mentre i due maschi si congedavano e Kim mi sfilava i divaricatori. Non ero riuscito a distogliere lo sguardo per un solo momento tanto ne ero attratto, ma ora mi sentivo veramente di troppo. Quella mattina, particolarmente allegro avevo preso la macchina e mi ero diretto al lavoro. Frequentava il primo anno di università, facoltà di scienze naturali. “Una gran mignottona” rispose Gianni, che di storie sul conto di quella ragazza ne aveva sentite parecchie. Sono felicemente sposato con Carla, una (ex) ragazza conosciuta all’università, da quasi venti anni ed ho due figli, Paolo e Claudio, dei quali non posso proprio lamentarmi. Non volevo che mi toccasse, avevo paura che il cazzo potesse esplodermi tanto premeva lo sperma per uscire. Il cane non aspettava altro, ed ha iniziato a leccarle il sesso forsennatamente, mentre Anna era letteralmente stravolta. I suoi capelli lunghi e castani erano ora tirati all’indietro accentuando il trucco molto forte del suo bellissimo viso, che le dava un aspetto molto più cattivo. Telefono Donna Esperta Al.L’altra estrasse la lingua e prese a leccargliela fino a portarla all’orgasmo. Si tolse anche le mutande: il minuscolo triangolino bianco del tanga era macchiato dal triangolo ancora più piccolo del pube nero. Non era così gentile come zia Molly aveva detto. “Ma cosa…”. Allora ci siamo ritrovati da soli, gli ho preso la mano e dopo essermi tirata su la gonna me la sono portata tra le gambe. Sapeva approfittare del momento traendo vantaggio dalla respirazione dell’amica. Mi masturbai sulla strada del ritorno, assorbendo dalle narici l’anima di quegli slip, ma tutto ciò non sopì affatto la mia eccitazione. Mi resi conto che non ne avrebbe avuto ancora per molto e la feci sdraiare sul letto. “Non importa”. “E va bene, a stasera. Non so a voi ma a me piacciono tanto i grandi megacentri commerciali e non solo per lo shopping. “Una gran mignottona” rispose Gianni, che di storie sul conto di quella ragazza ne aveva sentite parecchie. Lei lo pizzicò sui fianchi e lui le prese le mani per renderla inoffensiva. “Mi piace essere scopata così, senza ritegno. ” Le narici lasciavano vedere un respiro sempre piu’ rapido, quasi affannoso. Lei arrivò dieci minuti più tardi, non so come non l’avessero arrestata, era coperta solo da una giacca lasciata aperta, il reggicalze sbucava fuori dal bordo della giacca e quando camminava sbucavano fuori le tette ed i peli della figa. tanto quanto me lo permetteva lo stretto cappuccio. Dopo molte ricerche vane, avevo trovato finalmente impiego in una società di assicurazioni. Non avevo mai partecipato all’azione, ma non ne ero mai stato neanche spettatore. Li baciò, li leccò, ne titillò la punta con la lingua, li succhiò facendoseli arrivare fino in gola e, nel giro di dieci minuti, bevve due copiose sborrate. Al Telefono Donna Esperta.

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venerdì, marzo 27th, 2009



Con un’abile mossa la sua mano tolse l’asciugamano che mi copriva e così io rimasi totalmente nudo davanti a lei. Fortunatamente non portava nessun maglione abbondante. In questo momento se ne stava facendo tre contemporaneamente, intanto il terzo guardandomi negli occhi orgoglioso le sborro nuovamente in bocca. Una corsa verso di me e mi spinse nell’ascensore. Alla fine il cliente gli fece anche lo sgambetto e lo fece inciampare, e rovescio’ tutto quello che stava portando. Indossava una gonna molto corta di pelle lucida nera, con un reggiseno dello stesso materiale. Chiara aveva messo la testa sotto il lenzuolo per non guardare e ci infilammo nel letto, Paola al centro, Chiara ed io ai due lati. – La sua domanda mi spiazzò ed io cercai di eludere la domanda, ma non ci verso perché lei subito mi ricordò i patti del gioco. Tutto filava come al solito fino a quando, verso le diciotto, mentre ero in macchina diretto verso casa squillò il mio telefonino -Pronto?- -Parlo con Francesco?- -Si sono io. Mi alzai e tentai di spiegare, il povero Roberto era rimasto seduto a terra terrorizzato. Le divaricai le gambe e ripresi a leccarla. La desideravo, volevo possedere quella ragazzina come non avevo mai fatto con nessun’altra donna al mondo. Le afferrai la testa per allontanarla. Appena Helga andò a dormire Roberto mi raggiunse in cucina e mi disse: “Maria, sono eccitatissimo, ho voglia di te”. Immaginai di toccarla, di coprire col mio corpo ogni centimetro di pelle scoperta, di sentirne il calore, di infilare le mani sotto quel piccolo indumento ed accarezzarle la schiena, graffiargliela. , avevo venticinque anni e mi ero appena laureato. Si inginocchiò davanti a lui e si infilò il suo cazzo tra i seni, mentre continuava a leccarlo con la punta della lingua. Mi sentivo bagnata ed avevo l’impressione che i miei umori stessero scendendo lungo le cosce. Ma gli era tornata l’erezione e lei se ne accorse. Jenny si presentò puntuale all’appuntamento. Credito Donne Di Carata Esperte.Mi spiegò che era un balsamo particolare, che un’amica le consigliò di usare per ammorbidire la pelle ma che lei quella sera voleva utilizzare per aggiungere un’eccitante variazione nella nostra vita sessuale. E lei probabilmente si stava incazzando perché pensava che non l’ascoltassi, infatti i colpi cadevano sempre più violenti sul mio corpo, quasi a stimolarmi, e dalla voce che sentivo alzarsi di tono senza peraltro capirne le parole intuivo che mi stava chiedendo di rispondere, ma a cosa? I colpi arrivavano dappertutto aumentando la mia difficoltà di respirazione, poiché l’agitazione per evitarli si traduceva in una affannosa ricerca d’aria. E’ un gentile omaggio della ditta, e nessuna resiste alla tentazione di farlo sparire in borsetta… Pagamento e fattura da Kim, prego” “Che bastarda”, pensai, uscendo “però credo di amarla…” conclusi. Una felicità estrema mi pervadeva: di fronte a me vedevo quattro cacciatori intorno alla loro preda, una preda ridotta in schiavitù, presa nella posa più umiliante per una donna, con le gambe completamente aperte ad offrire il proprio culo e la propria fica, slargati, deformati e violati oscenamente per il loro piacere, e la preda ero io, lì, sporca di sborra e di piscio, che avevo fatto da paziente, da bambola e alla fine da cesso, con il dorato dei miei infradito che risplendeva nella luce tardo-pomeridiana. Quasi non respiravo per la paura di essere sentito e dover interrompere quel momento. Era alta, ossuta ed esile come un giunco, con seni appena accennati dai capezzoli rosa; il pube biondo, straordinariamente folto. Lo fece, con fretta, insicura di sè. Ordinato da bere, i due cominciarono a infilarle le mani sotto la gonna e la camicetta in attesa che, svuotadosi un po’ la sala, potessero fare qualcosa di più. “Perche’ non ne approfittiamo per farci qualche foto” , propose Melissa. Quei vestiti che ti fanno sentire nuda e che devi per forza indossare senza niente sotto per evitare cose antiestetiche come che si veda il segno dello slip o del reggiseno sotto. Prima di annodarla diede un’ulteriore strattone che mi strappò un mugolio prolungato. , e lei mi informò sulle sue specialità e suoi giochini preferiti. Alternavo penetrazioni a leccatine al clitoride e la sentivo rispondere perfettamente alle mie sollecitazioni. Ci siamo abbracciati, baciandoci a lungo. Allora lui prendeva il coraggio a due mani, reclinava la testa sul petto di lei e cominciava a sfiorarle la pelle con un bacio impercettibile, nell’incavo tra i seni che finalmente riusciva a indovinare col tatto se non con le labbra…. Il ragazzo emetteva grida soffocate, di piacere. Giocammo per un po’ a schizzarci con il getto d’acqua, senza malizia, come avrebbero fatto due ragazzini, poi il contatto dei nostri corpi e le frasi oscene che mi sussurrava all’orecchio fecero il resto. Mi trovavo in una città del Nord America per affari, e visto che sarei rimasto li per un paio di giorni, decisi di avere una sessione con una “Professional Dominatrix”. Ci baciammo , le tolsi la camicetta scoprendo così i suoi seni, cominciai a leccarle i grandi capezzoli. Avevo un appuntamento, ma non è venuto nessuno – e mostrò i fiori che aveva in mano. Carata Esperte Di Credito Donne.Allora mi venne un idea, e feci cenno ai due maschi di seguirmi nello studio attiguo, perché avevo bisogno del telefono. Superai a stento la resistenza delle labbra esterne ancora non avvezze alle deflorazioni e mi spinsi lentamente in profondità fino a poggiare il pube alle sue natiche. Lui fece finta di offendersi e si allontanò leggermente da lei. Il fatto che non le usasse mi fece sperare di avere qualche possibilità di fuga. ” A tentoni cercai di non sbattere la testa chinandomi, aiutato, si fa per dire, dagli strattoni che la mia impaziente padrona mi dava per farmi abbassare. Continuò così per un po’, senza però mai farmi venire. Quella notte feci con Carla molte cose che da anni non facevamo più. Batteva sempre piu’ forte e di tanto in tanto forzava con il manico cercando di penetrarmi. Dopo aver detto così, Elisa, con un doppio vibratore, iniziò a penetrare culo e fica di Kim che nel frattempo aveva preso il posto mio sul lettino. Jenny sentiva quasi di restar soffocata ma fece forza su se stessa e rimase immobile ad attendere che l’uomo facesse ciò che voleva. Ricordava che, per una parte consistente dei suoi allenamenti, aveva in mente una donna molto più grande di lui, doveva essere intorno ai quaranta, forse giusto uno o due meno. Franco venne quasi subito, ad ogni suo getto sentivo la mia bocca riempirsi del suo sperma. Un giorno chiese alla ragazza se poteva venire a casa sua a dare un’occhiata alle sue piante. Era una retina di ferro, come quelle che si usano per lavare i piatti, modificata a mo’ di preservativo che calzava perfettamente attorno al mio membro durissimo. Stavo per urlare e non volevo farlo. Riuscivano a capirsi senza dire una sola parola e Chiara sembrava eseguire ordini ricevuti telepaticamente. Volevo cancellare in un colpo solo gli anni che ci dividevano e lei non desiderava altro. Non ti ho detto quanta eccitazione mi aveva preso in tutta questa storia. Jenny si presentò puntuale all’appuntamento. Il micio dell’amica che ci ospitava era acquattato davanti a lei, tra le sue gambe. Credito Carata Esperte Di Donne.Sapeva, dalle confidenze ricevute dall’amica, che questo l’avrebbe eccitata, e lo stava facendo in piena consapevolezza di ciò che sarebbe successo. Parlammo del più e del meno, cercando di nascondere la nostra crescente eccitazione, mi disse che quell’abito era di sua madre (una splendida quarantenne) e che le faceva uno strano effetto indossarlo. Io, poi, non sono andata via, ho trovato il modo di calmare Helga e di convincerla a farmi rimanere. Mentre Paola, completamente nuda andava ad aprire, mi infilai nel bagno, uno spazio di due metri quadri diviso a metà da una tenda di plastica per la doccia. Mi chiamo Francesco G. intuii che stava pulendo qualcosa che gocciolava da me. ” tentai di risponderle, ma lei riprese “ti faremo divertire, vedrai, andremo a goderci uno spettacolo di streep maschile. E’ venuta una, due, tre volte. ora devo punirti per essere stato troppo lento nel metterti bracciali e cavigliere. ” “io? Ma se sto benissimo. Zia Molyy capì subito il problema e, sapendo che per Jenny sarebbe stata la prima volta, le diede un indirizzo: “John Sanders”. “Adesso sono sollevata da terra con le gambe aperte. A questo punto, il direttore, che all’inizio dava ragione al cliente per ovvi motivi, dovette ricredersi, e chiese al cafone di andarsene. Si baciarono ancora sulla bocca, poi lei scese a baciarle il seno, il ventre, l’interno delle coscie che sentiva tremare: appoggiò la punta della lingua sulle piccole labbra strappandole un gemito. Era innamorata dei miei occhi, gli stessi occhi che già una volta l’avevano portata a fare quello di cui immediatamente dopo si era pentita. Mi estrasse la cannula dall’ano e mi sciacquò la fica mentre liberavo il mio intestino. Era una giornata calda d’estate. MI PORTO’ IN UN AULA CHE NON AVEVO MAI VISTO NELLA PARTE DI SCUOLA CHE ORMAI NON VENIVA PIU’ UTILIZZATA PER VIA DELLA DECADENZA DI CUI L’EDIFICIO SOFFRIVA. Aveva una voce molto erotica, si chiamava Cassie e lo invitó per un fine settimana nelle Catkills Mountains. Si chinò e cominciò a leccarmi mentre lo teneva tra le mani. Di Donne Carata Credito Esperte.La mano continuava ad avanzare, come prima cosa incontrò una piccola foresta di peli ormai radi, finalmente arrivò alle sue labbra. La doccia calda fece miracoli, non gli doleva piú la testa, si sentí rinvigorire. Si estrasse per un attimo il cazzo e lo tenne per un po’ con la punta sull’apertura, sentivo le sue mucose palpitare. Lei arrivò dieci minuti più tardi, non so come non l’avessero arrestata, era coperta solo da una giacca lasciata aperta, il reggicalze sbucava fuori dal bordo della giacca e quando camminava sbucavano fuori le tette ed i peli della figa. Continuammo a passeggiare fino all’ora del rientro mentre Paola, affatto turbata dalla presenza di Chiara, continuava a stuzzicava con battute ed allusioni su quanto sarebbe accaduto. Continuava a pensare ai piedi della sua Padrona e ne era eccitatissimo. Doveva cancellare quella brutta esperienza e voleva farlo proprio con me. Ormai il dolore al culo era passato, quindi era giunto il momento di farsi aprire ancora, e lo chiesi. Li abbassai, poi abbassai le mutande sotto cui gia’ si intravedeva bello grosso il suo cazzo. Iniziai io: -Quanti anni hai?- -Sessantuno. Alannah sembrò soddisfatta della mia prestazione e mentre mi slegava mi disse di essere stato un buono schiavo, e perciò mi avrebbe premiato con un giro in altalena. Quelle parolacce che capivo solo io, e non i miei due dominatori, mi eccitavano ancora di più: “Sì, zoccolona e baldracca, e pure troia, rottinculo e quanto di peggio ti possa immaginare. Non la salutava più neanche. La città continuava ad essere là, sotto di noi. “Certo tu, il topless in spiaggia te lo puoi permettere”, diceva Paola, “hai un seno bellissimo”. Cominciò a struccarsi per la notte e quando si chinò sul lavabo per risciacquarsi il viso, mi eccitai per la posizione assunta. Sapeva approfittare del momento traendo vantaggio dalla respirazione dell’amica. Impiegai 42 secondi ad indossarli. Lei mi guardava, i suoi occhi erano lucidi, si inumidì le labbra con la lingua e disse sfilai il dito, nascondendolo con il tovagliolo lo portai alla bocca e lo ripulii, il suo sguardo non si staccava da me, le passai il vassoio della carne. Avanti, prego” “Sono io Rossella, disturbo?” “No, no figurati” Ha una faccia strana, gli occhi sono torbidi, la voce è roca “Chissà cosa ha” mi domando tra me e me. Di Donne Credito Carata Esperte.

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venerdì, marzo 27th, 2009



Continuarono a frequentarsi anche durante l’inverno in citta’. Lei non si era spostata. -Mi scusi dovrei parlare con la signora Turrini. Desiderava essere posseduto da lei ed era sorpreso dai suoi sentimenti. Della città che mi interessava c’erano cinque o sei possibilità tutte molto interessanti. La sua mano continuava muoversi dentro e fuori di me, gli ho tirato fuori il sesso e facendo presa con un mio braccio attorno al collo mi sono sollevata su di lui e me lo sono messa dentro. Le chiesi come mai fossero in quelle condizioni e lei rispose che uscendo mezza nuda si era tanto eccitata che si era masturbata dietro ad una macchina con un bastone trovato per strada. Approfittavo delle soste per controllarla. Mi sentivo attore e spettatore dello stesso film. Divertirsi un pó, qualche scopata e poi bye-bye Baby, forse ci si rivede ! Come sempre insomma. ” E perché non mi hai chiamato?” chiedo io, potevo darti una mano. Adesso mi sta facendo scendere sul suo cazzo dritto e la mia fica depilata che sembra quella di una bambina è spalancata di fronte al bian. Lo aveva guidato in un dedalo di corridoi per portarlo lì. “Sei gelata” rispose lui, per darsi un contegno. Aveva un viso simpatico, non bello; solo gli occhi, verde foglia, erano notevoli, ma il resto del viso non si poteva certo dire grazioso: il naso era piuttosto grosso dalle narici ampie, la bocca troppo larga, le guance pienotte, sul capo una nuvola di capelli biondo rossicci. Si capiva che, se io godessi o meno, gliene fregava nulla. ORA MI TROVAVO IN UNA STRANA SITUAZIONE CHE NON SAPEVO GESTIRE. E piu’ veniva e piu’ il suo succo le colava fra le gambe. Sentii dei rumori nella stanza. I nostri corpi erano due fornaci, e scivolavano uno sopra l’ altro unti e profumati. 899 Porca Fetish Casalinga.”Vai in bagno” – fu l’ordine – penso tu ne abbia bisogno. “Va bene”, dissi io, “ma come?” “Ora vedrai”. Io giacevo esausto sul divano, lei staccò le sue labbra dalle mie e dopo aver preso una salvietta iniziò a pulirmi con un amore e con una cura che non avevo mai visto prima. – Detto questo iniziò a dare forti strattoni con i piedi facendomi subito venire e lasciando una macchia gigantesca sui miei pantaloni. Quasi impazzivo al pensiero che di li a poco lo avrebbe fatto, avrebbe preso il mio cazzo nella sua giovanissima bocca. Prese poi un legaccio in stoffa verde, lo ripiegò in due, me ne avvolse un’estremità a cappio intorno a un polso e fece per unire anche l’altro dietro la schiena. Ero al centro del letto e non potevo sottrarmi in alcun modo alle sue attenzioni, ma Paola non sembrava affatto gelosa, anzi la incitava ad andare oltre. E mentre lo facevo sentii salire una vampata di calore e immaginai di essere rosso in viso e mi vergognai per i segni di eccitazione che non potevo nascondere sotto i pantaloncini. Elisa mi aveva offerto di sciacquarmi, ma io non volevo. Lo lasciava arrivare sull’orlo dell’orgasmo e poi lo riportava indietro, con un’abilità diabolica. Continuarono a frequentarsi anche durante l’inverno in citta’. Da quando ci frequentavamo, non ricordai un’emissione così copiosa da parte sua. Chissa potrei farle conoscere la zia F. “Bene Paola, disse Franco allacciandosi i pantaloni, non immaginavo che saresti stata cosi’ brava nella parte della padroncina”. Mi ordinò di spogliarmi a di andare a fare una doccia, e di aspettare successivi comandi. Indugiai un attimo ad uscire, cercando di riposarmi, e pensavo a cosa poteva aspettarmi là fuori per il resto della giornata. Poi le dita divennero tre, e quando Kim arrivò a tutta la mano, Elisa reclinò lo schienale del lettino e si mise in ginocchio con le gambe aperte sulla mia faccia, mi prese per le caviglie e mi sollevò le gambe, sempre tenendole aperte, sì da permettere a Kim di fottermi comodamente con la mano. ” lui mi guardò sbigottito, ma eseguì in silenzio. -Un giorno ti chiederò qualcosa e tu lo farai. Entrò nel negozio e si tolse subito la giacca, tutti cominciarono a spogliarsi ed a toccarla dappertutto, uno le leccava i capezzoli, uno le mise un paio di dita nel culo un altro le accarezzava la figa e le tette freneticamente, lei aveva già due cazzi in mano quando arrivò il proprietario dicendo : “vedrai che sorprese ti riserviamo oggi”, le allargo le gambe, la sbattè sul tavolino e con forza le spinse tutta la grossa mano nella fregna, mia moglie urlò e lui guardandomi con soddisfazione (io non potevo reagire dovevo rimanere nascosto) cominciò a stantuffare la figa di Elena con tutta la mano (io non avevo mai fatto una cosa simile, pensai) il bello era che dopo alcuni gemiti di dolore mia moglie cominciò a godere (diceva siii ancora!!) e lui incurante del sangue che veniva fuori le fece raggiungere l’orgasmo. Fetish 899 Porca Casalinga.Eseguii l’ordine datomi mio malgrado e la cosa le fece molto piacere, poteva disporre di me a suo piacimento e, poter influenzare le mie scelte la tranquillizzava. Feci tutto quanto era in mio potere per allentare quel supplizio, e non so dopo quanto tempo mi accorsi dal formicolio alle dita che forse ero riuscito nel mio intento, piano piano le mani stavano tornando all normalità, anche se a prezzo di lancinanti fitte come di mille aghi là dove il sangue lentamente tornava a defluire. Ho avuto un idea, domani mattina ti passo a prendere e andremo per il fine settimana in un mio vecchio casale in campagna. Quando ripartirono per tornare a Roma ripresi coscienza. La rossa lancio un urlo di dolore e comincio a dimenarsi sul tavolino invocando solo del caldo sperma nello sfintere, non resistetti molto a i suoi ululati scaricandole tutta la sborra nell’ano, si sfilo l’asta sporca di sangue e feci e me la ripulì tutta con la sua calda lingua. L’interno è foderato, di stoffa rossa, e all’altezza delle orecchie ha due rigonfiamenti pieni di ovatta per isolare anche dai rumori, rendendo ancora più impotente chi lo indossa. Parlammo del più e del meno, cercando di nascondere la nostra crescente eccitazione, mi disse che quell’abito era di sua madre (una splendida quarantenne) e che le faceva uno strano effetto indossarlo. Vedeva le mutandine di pizzo bianco e sentiva il dolcissimo profumo del suo sesso. Avevo voglia di provare qualcosa di più, perché sentivo sciogliere i miei freni inibitori. “Puoi giurarci, zoccolona baldracca”. Jenny sentiva quasi di restar soffocata ma fece forza su se stessa e rimase immobile ad attendere che l’uomo facesse ciò che voleva. L’estate scorsa siamo stati invitati nella villa di alcuni colleghi, per un party. La vidi aiutarlo a slacciarsi i pantaloni e calargli con frenesia la cerniera. L’avevo conosciuta solo due ore prima in un caffè del centro, una donna di mezza età, dal trucco u pò pesante, quasi volgare, lo sguardo quello si era da vera troia, dopo meno di un ora stava succhiando il mio cazzo. Mi fermai un attimo si girò dalla mia parte, ero sicuro che stando in ombra rispetto a lei non riuscisse a vedermi, ma poteva sentirmi. Quando percepii con sicurezza che stava per godere, accelerai i movimenti rendendoli costanti. Alla moglie del notaio piacevano i complimenti ed era consapevole di piacere alla ragazza. Il suo musetto si tendeva verso quel tratto di carne rossa immersa in quel cespuglietto nero, curioso. Mi affrettai quanto più potevo e, ancora bagnato, mi infilai nella 428. La jeep iniziava a slittare e a cappottarsi su di se stessa. Porca Fetish Casalinga 899.Sentii la stoffa aderire strettamente al viso, e la pressione contro la bocca già martoriata dal bavaglio lo rese ancora più insopportabile. L’apertura era stretta e asciutta. “Cosa succede” disse lei. Ma arrivato a quel punto il desiderio di prendere la fica era troppo e nonostante le quello che mi aveva detto ossia che essendo ancora vergine non mi avrebbe mai permesso di chiavarla le sollevai le gambe e con un rapido colpo di bacino feci scomparire il mio cazzo nella fica di mia cugina che capito cosa stava accadendo spalancò gli occhi ma capendo che era inutile protestare mi lascio violare il suo sesso, quandò dopo qualche prova ruppi l’imene Arianna urlò di dolore ma alla fine ad ogni mio affondo vedevo che iniziava a godere e alla fine mi incoraggiava a fotterla: “Si dai sfondami la fica, così aprimi” dopo tre minuti raggiungemmo uno splendido orgasmo e io gli sborrai dentro la fica come lei stessa mi aveva chiesto. Senza mai vederla in volto, e senza capire perché, Francesco accetta di appartenerle. Lì per lì mi diede l’impressione di essere stata beneficiata anch’ella dell’aiuto della sua principale, ma non indagai. Strano. Ora e di la sul letto, sazia, dorme, poverina erano anni probabilmente che non scopava cosi, e poi lo shoc di prenderlo in culo ha goduto in modo così. A questo si aggiungeva il dolore sordo dovuto al bisogno corporale insoddisfatto. – Allora questi non sono per me? – sorrise lei -Ed io che mi ero illusa…- Francesco le offerse candidamente i fiori, fingendo di fingere: – Certo – sorrise sornione – questi erano per te, mica regalo fiori a chiunque io – Lei la prese per una bugia data dalla prontezza di spirito e rise: – Sei una canaglia e un bugiardo – Poi si guardò intorno – Senti questi qui sono più noiosi di tuo padre e di Sergio. Jenny lo salutò e uscì in strada. Sopra portava un reggiseno che abbracciava solo la parte inferiore del seno e che lasciava scoperti, spingendoli verso l’alto, i capezzoli che aveva ritoccato con del rossetto rosso brillante. Ah, avessi almeno avuto le gambe libere, avrei potuto alzarmi e forse fare scivolare via l’altro legamento introno alle braccia, anch’esso grosso ostacolo alla mia liberazione. Meglio il suo sistema, pensai sollevato!!! Anche l’estremità di quei legacci venne portata dietro alla schiena, in posizione centrale, e il motivo mi venne confermato verbalmente dalla Padrona: “Ora voglio vedere come arrivi ai nodi!” I polsi mi pulsavano già e cominciavano a diventare insensibili, dopo nemmeno un minuto, come avrei fatto a reggere? Avrei comunque dovuto farlo, questo era certo. Un giorno chiese alla ragazza se poteva venire a casa sua a dare un’occhiata alle sue piante. La mattina fui svegliato da un suo bacio. Accelerai i movimenti e cominciai a mordicchiarle il clitorite, ormai grande come la falange di un mignolo. Scegli – Eleonora continuò a prendergli il cazzo in bocca, a leccarlo e baciarlo per tutta la sua lunghezza. Sinceramente l’odore che arrivava al mio naso non era proprio quello di un fiore, anzi assomigliava più a quello di qualcosa in putrefazione, tuttavia era inebriante, faceva venire la voglia di sentirlo di nuovo. La segretaria mi venne al fianco e iniziò a massaggiarmi le tette e i capezzoli con ritmo lento e circolare, mentre la sua bocca si avvicinava alla mia. Fetish Casalinga 899 Porca.Lentamente calzo’ un paio di stivali a punta, di finta pelle elastica, estremamente aderenti, con un tacco sottile ed altissimo. Mi fermai solo quando fui in ginocchio, e mi calmai con dei respiri profondi, insomma. Afferrava qualsiasi cosa le transitasse a portata di bocca per succhiarla. Ti è piaciuto guardarmi il cazzo l’altro giorno eh? Ora te lo faccio sentire. Poco dopo giacevano entrambe esauste l’una con il volto sprofondato nei capelli dell’altra. Ha cercato di prendermi ma sono ripartita e l’ho lasciato un po’ indietro. Era ormai in mio possesso e la cosa mi piaceva. Provò a rimediare dicendo: – Allora, me lo merito un bel regalino? – Perché, non ti bastano questi due “regalini” che ti abbiamo appena dato? – rispose Gianni. La sentii armeggiare coi lacci e la ringraziai mentalmente per la sua generosità. Ora vatti a fare una doccia, che dopo ci vediamo nello studio di là. ora devo punirti per essere stato troppo lento nel metterti bracciali e cavigliere. Fui assalito dal panico quando mi resi conto di non aver mai chiamato casa. Non so a voi ma a me piacciono tanto i grandi megacentri commerciali e non solo per lo shopping. Lo fece, con fretta, insicura di sè. Sollevò la gonna fino ai glutei e scoprì le mutandine bianche e una macchia rossa che le avevo procurato. é Lei?” gli chiese con voce raffreddata e stordita. La porta è chiusa. Eravamo entrambi sdraiati sul divano e lei non smetteva staccava un secondo la sua lingua da me, prima sul collo, poi in bocca, poi di nuovo sull’orecchia e così via, sembrava una gatta che lava i suoi cuccioli. “Vieni con me!” vedeva tutto in modo poco chiaro, data la botta. John Sanders era un cinquantenne assai distinto e la fece accomodare nel suo studio. Fetish Porca Casalinga 899.

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venerdì, marzo 27th, 2009



Continuammo a passeggiare fino all’ora del rientro mentre Paola, affatto turbata dalla presenza di Chiara, continuava a stuzzicava con battute ed allusioni su quanto sarebbe accaduto. Farsi strada tra loro non fu difficile perché erano talmente mosce da non opporre alcuna resistenza. Ora lei era a quattro zampe e io la inculavo da dietro riverso sulla sua schiena. Dopo qualche minuto ci raggiunse la sua amica. Poi lo lasciai libero, e continuai a mettere a posto i piatti. , avevo venticinque anni e mi ero appena laureato. Chissà se un giorno, invitandola a casa mia… ma mi disinteressai subito a quelle due. Rimanemmo abbracciati ed esausti fino al mattino dopo, quando ancora i nostri corpi profumavano ed ardevano per quell’incredibile serata. “Sei gelata” rispose lui, per darsi un contegno. Al mio gesto lei tolse la mano destra dal voltate e me la poggiò sulla schiena, dietro il mio collo. La signora le prese la testa con le mani e la fece alzare da terra. Entrata nel bagno mi comunicò quanto stabilito e mi pregò di entrare nella doccia per permettere a Chiara di usare il bagno. ” A sentila parlare così raddoppiai gli sforzi sbattendola sempre più profondamente fino a farla venire. Vivo per così dire, una vita serena e ritengo che la mia famiglia faccia altrettanto. – Io ebbi un attimo di esitazione, avrei voluto dire no e riattaccare subito, ma la situazione in fin dei conti mi eccitava ed allora, non so perché, risposi che mi andava bene. In un certo senso Gary peró era stufo di rimorchiare sempre le solite ragazze, per questo Tom era rimasto da solo a New York a divertirsi e Lui, Gary come un pazzo cercava di portarsi avanti su quella strada sempre piú innevata. Arrivò all’ora di cena. Ci trovammo dentro bagnati fradici e ansimanti per la gran corsa. La modella come un guanto. – Detto questo iniziò a dare forti strattoni con i piedi facendomi subito venire e lasciando una macchia gigantesca sui miei pantaloni. Fetish 899 Casalinga.Incurante di avere addosso tutti gli sguardi della sala, saltò in braccio a Gianni e cingendogli il collo si strinse a lui, lasciando che questi allungasse le mani sul suo sedere. Quasi impazzivo al pensiero che di li a poco lo avrebbe fatto, avrebbe preso il mio cazzo nella sua giovanissima bocca. “Ora è lì, me lo chiederai tu di allargarlo”. Indirizzarono i loro cazzi verso i miei due buchi. Al pensiero che potresti quasi essere mia nonna provo un certo schifo, però da quando ti ho conosciuto non riesco a smettere di pensare a te. Si sdraiò sul grande letto, e con l’ indice e il medio si allargò la fica sempre molto bagnata, chiedendomi di leccarla. Dopo alcuni minuti la padrona entrò nella stanza con in mano un collare e un guinzaglio. “Fermati”, le dissi, “comincia a farmi male”. Quando dissero “scommettiamo”, capii che il gioco stava prendendo una strana piega. Nello stesso istante in cui lo toccai lei sobbalzò sul sedile e dopo aver emesso un lungo gemito di piacere mi diss! e di continuare così e non fermarmi. Io non ce la facevo piu’: delicatamente l’ho adagiata per terra, distesa, e mi sono messo a guardarli,il mio amore ed il cane, l’uno mentre si offriva alla lingua dell’altro, gemendo, aprendosi il sesso con le mani, per offrire il piu’ possibile di se’ a quello strumento di piacere. Ci infilò dentro un dito e lei parve ribellarsi. Arrivammo trafelati nella camera dei suoi, dove un gran letto matrimoniale con una trapunta rossa occupava quasi tutto lo spazio. Entravo con le scuse più banali sapendo già che i nostri sguardi si sarebbero incrociati e che avrei dovuto essere io, ad abbassare lo sguardo per primo. “Te l’ho detto, io ho solo fatto uscire la tua parte nascosta, se non fossi stata predisposta non avresti combinato tutto quello che hai fatto. In breve arrivai alla villa. Poi gli disse “adesso voglio sentire le tue di labbra”. Poi, ad esempio. Infatti la lunghezza delle braccia porterebbe normalmente i polsi ad incrociarsi all’altezza dei genitali. d’improvviso Carla la rossa fece scivolare tutta la zuppa sui miei pantaloni e con mia sorpresa trovai le sue mano e le sue labbra attorcigliate al mio bigolo, dopo il primo attimo di smarrimento son riuscito a riprendere in mano la situazione! Capovolta la rossa sul tavolino strappate le mutandine di pizzo nero mi apparve la rosea fica colante di calda ciprigna e cominciai a stanttuffarla dignitosamente, i suoi mugolii risvegliarono i miei istinti sfilai l’asta dalla calda caverna oramai allagata e la puntellai sul piccolo buchetto roseo e con una poderosa spinta lo violai in tutta la sua interezza. Fetish 899 Casalinga.Era calda e stretta. Doveva cancellare quella brutta esperienza e voleva farlo proprio con me. Non ne poteva più. Dopo qualche giorno Helga mi chiamò nella sua camera, Roberto era andato a lavoro e lei stava preparandosi per andare a scuola: “Maria” mi disse “stasera vado fuori con le amiche, siamo un gruppo di donne che amano divertirsi, vuoi venire con noi?”. – Mentre parlava iniziò ad avvicinarsi sempre più verso di me, allungò un braccio sullo schienale del divano, passando dietro la mia schiena e poi, mi bisbigliò all’orecchio: -Tu sei mai stato con una donna molto più grande di te?- Le sue parole mi gelarono, un brivido scese giù per la mia scena, non sapevo più cosa pensare e come conseguenza rimasi immobile senza dire nulla. Gli ho stretto le gambe fortemente, attorno alla vita. Il corridoio era libero e sarei potuto entrare senza essere visto. La portò in un locale fumoso e intimo, dove suonavano bene e l’atmosfera era calda. ” Tremai sentendo quelle parole, l’avevo provocata, è vero, ma in cuor mio credevo si sarebbe fatta impietosire e mi avrebbe liberato dopo poco, come aveva sempre fatto fino ad allora. Mi sentivo attore e spettatore dello stesso film. Le parole erano sicuramente frutto delle sue fantasie erotiche o io, unico spettatore, la mettevo in imbarazzo. QUEL GIORNO DI SCUOLA MI ASPETTAVA UN’INTERROGAZIONE DI LATINO E UNA DI LETTERATURA ITALIANA. Batteva sempre piu’ forte e di tanto in tanto forzava con il manico cercando di penetrarmi. poi in studio. Era stato un grandissimo piacere denudare un Ranger e trovare sotto la divisa un corpo favoloso come quello di Cassie. Eravamo seduti uno di fronte all’altro. Riemersa in superficie, mandò giù un sorso di spumante e si rese contò di aver commesso un errore: non si era fatta pagare in anticipo e non aveva neanche stabilito il compenso. Il gioco continuò ancora per un po’, poi tra noi tornò il silenzio. Sentii la sua mano che passava sopra il mio sesso bloccato in quella posizione e pregai che non vi indugiasse troppo; non sarebbe stato affatto piacevole infatti venire stimolato in quella situazione, poiché l’eccitazione avrebbe indurito il membro, aumentando la già latente sensazione di dolore dovuta allo strangolamento della corda. Mi chiamo Francesco G. 899 Casalinga Fetish.Era bianco come sperma, e se lo versò nel palmo delle mani, e cominciò lentamente e dolcemente a spalmarmelo dalla nuca e il collo verso il basso del mio corpo, con movimenti orizzontali e circolari. Mi tolsi la camicia e i calzoni e ritornai a baciarla. – Allora questi non sono per me? – sorrise lei -Ed io che mi ero illusa…- Francesco le offerse candidamente i fiori, fingendo di fingere: – Certo – sorrise sornione – questi erano per te, mica regalo fiori a chiunque io – Lei la prese per una bugia data dalla prontezza di spirito e rise: – Sei una canaglia e un bugiardo – Poi si guardò intorno – Senti questi qui sono più noiosi di tuo padre e di Sergio. Era difficile salire per quelle strette scale in quel modo; l’ ho mollato e sono salita di nuovo di corsa fino a raggiungere l’ultimo piano dove c’erano i turisti. Questa serie fu molto dolorosa ma non dolorosa quanto la serie successiva. Paola, in piedi sul letto, afferrato un lembo del lenzuolo che ci copriva cominciò a tirarlo a se. Non era un vero e proprio strip. Mi preparavo a una notte di fuoco, però mi ricordai della promessa fatta venerdì. Non avevo mai partecipato all’azione, ma non ne ero mai stato neanche spettatore. Parlano i loro cazzi. Il mio lui invece non sopporta le giornate intere passate a fare spese e così cerco di rendergli la cosa più piacevole indosso una dei miei vestiti della serie stimoliamo l’immaginazione, in maglina attillata che aderiscono alle mie curve abbondanti e rendono sinuosi i movimenti, sempre dotati di una generosa scollatura. Da quando ci frequentavamo, non ricordai un’emissione così copiosa da parte sua. Mi ordinò immediatamente di rendere omaggio a suoi piedini nudi e profumati che prestissimo sarebbero stati avvolti dagli stivali che avevo appena finito di lucidare. “Vienimi in bocca, fammi sentire come godi” le dico infilandole tutta la lingua nella fica e cominciando a leccarla. Rischia di innescarsi una spirale perversa che potrebbe portare, da una parte, te a richieste sempre più estreme per raggiungere l’orgasmo, e dall’altra il tuo compagno sempre più lontano perché non riesce a soddisfarti, o perché ti vede indesiderabile”. Sinceramente l’odore che arrivava al mio naso non era proprio quello di un fiore, anzi assomigliava più a quello di qualcosa in putrefazione, tuttavia era inebriante, faceva venire la voglia di sentirlo di nuovo. Chiamami quando vuoi. Non smisi di leccarla neanche quando, facendo forza su una gamba la girai e, mettendola in ginocchio continuai a farlo come fosse una cagna in calore ed io un cane che eccitato ne fiuta l’odore. Incurante di avere addosso tutti gli sguardi della sala, saltò in braccio a Gianni e cingendogli il collo si strinse a lui, lasciando che questi allungasse le mani sul suo sedere. La serie sembrò infinita; l’ultimo colpo mi trovò quasi sfinito ed incapace persino di ringraziare la padrona come mi aveva ordinato di fare alla fine di ogni serie. 899 Fetish Casalinga.- -Cosa vuol dire non lo so?- -Questa è una cosa che non mi era mai successa prima. Al pensiero che potresti quasi essere mia nonna provo un certo schifo, però da quando ti ho conosciuto non riesco a smettere di pensare a te. Indossava jeans sdruciti e maglioni larghi. Parlammo del più e del meno, cercando di nascondere la nostra crescente eccitazione, mi disse che quell’abito era di sua madre (una splendida quarantenne) e che le faceva uno strano effetto indossarlo. Per fortuna non insistette con quello ma passò a un’altra tortura: iniziò a punzecchiarmi con un ago, sul sedere, sulle gambe, sul petto, sui capezzoli, salendo e scendendo con quella puntura sottile senza sosta. Il gioco continuò ancora per un po’, poi tra noi tornò il silenzio. – Quindi la baciai. Avevo bisogno di parlare della figlia e non sapendo cosa dire, mi arrampicai sugli specchi. Le sue labbra continuavano a far entrare e uscire il cazzo dalla sua bocca, a volte per pochi centimetri, altre giungendo fino in fondo. E tolsi le mani. ” sussurra ancora schiudendo le gambe per farmi vedere meglio. Entravo con le scuse più banali sapendo già che i nostri sguardi si sarebbero incrociati e che avrei dovuto essere io, ad abbassare lo sguardo per primo. Il suo musetto si tendeva verso quel tratto di carne rossa immersa in quel cespuglietto nero, curioso. Li abbassai, poi abbassai le mutande sotto cui gia’ si intravedeva bello grosso il suo cazzo. I nostri movimenti si facevano sempre più frenetici ed i nostri volti erano ormai coperti della saliva dell’altro. Quando mi fui sfilata il vestito e sciolta dai fianchi le mutandine, rimasi in piedi a guardare la stanza. “. Quando le spinsi a confidarmi le loro più profonde perversioni, scoprii quanto non mi sarei mai aspettato. Il direttore artistico è fuori Roma, il direttore amministrativo è di riposo e quindi siamo, come spesso accade, io e Rossella a fare gli “onori di casa”. Lentamente alzai la veste, scoprendo le sue gambe e partendo dal ginocchio iniziai a risalire sfiorando l’interno delle sua cosce. Fetish Casalinga 899

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venerdì, marzo 27th, 2009



Da allora le nostre riunioni operative sono sempre più divertenti. Presi il telefono, e mentre dalla saletta del piacere venivano i gemiti delle due troione che stavano fottendosi con la mano a vicenda, composi il numero di cellulare del mio uomo. Eravamo vicini, fianco a fianco e ho cominciato a aprirgli i pantaloni Sai con i jeans basta un tocco. Non era nemmeno tanto pratico di quel jeep, che aveva noleggiato per questo weekend, e aveva sottovalutato la strada che era diventata veramente pericolosa. “E va bene, a stasera. Una ragazza della sua età, della sua stessa altezza ma che evidenziava qualche chilo di più. Si muoveva sinuosamente, e come un serpente che cerca di stritolare la sua preda, attorcigliava le sue gambe intorno alle mie. Poi con la cinghia iniziai a colpirlo sulla schiena, sul costato, non volevo colpire organi interni. In un batter d’occhio mia moglie stava spompinando il proprietario e nello stesso momento uno la inculava violentemente mentre un altro la pistonava con foga in vagina. In un batter d’occhio mia moglie stava spompinando il proprietario e nello stesso momento uno la inculava violentemente mentre un altro la pistonava con foga in vagina. Si sentiva tutta indolenzita e la bocca le faceva ancora male. Fecero il bagno insieme, Francesco angosciato dall’idea che presto sarebbero venuti i suoi o Sergio. Fece un cenno a qualcuno fuori dalla porta ed entrarono, così, nella stanza, due uomini (uomini? Superuomini. Ad Elena è sempre piaciuto farsi fotografare nuda o mentre si spompina un uccello, ero quindi sicuro di non farle un torto a filmarla mentre si sbatte una decina di uomini contemporaneamente. e poi. Dopo la calzamaglia si tolse anche la camicetta bianca e rimase in mutandine e reggiseno color panna. Considerato che eravamo ormai a venerdì, non avrei potuto desiderare di meglio. Mi posizionai dietro di lei, le spinsi con forza la schiena a terra e con molta delicatezza mi apprestai a scoparla. Le parole erano sicuramente frutto delle sue fantasie erotiche o io, unico spettatore, la mettevo in imbarazzo. riuscendo solo a procurarmi ulteriore dolore ai polsi: ero disperato, immaginavo già di non riuscire ad allentarli, e pensavo alle conseguenze sulle mie mani, mi chiesi se il rimanere per ore in quelle condizioni non avrebbe portato danni permanenti. Padrone Casalinghe Fetish.La mattina in cui arrivò al mare, corse in spiaggia dopo aver salutato i suoi. Smise solo quando sentì che stava procurandomi dolore, si alzò e mi baciò appassionatamente. Poi riattaccò. Non mi rimase che vedere mia moglie umiliata fino all’inverosimile. Lei non disse niente, mi sorrise e si lasciò cadere nel fieno, stesa al mio fianco. Stavo imparando qualcosa di nuovo, stavo imparando a dosare e percepire, a dare il massimo. – disse lui, titubante. Dopo aver firmato lei si alzò, andò in un angolo del salone e dopo poco tornò con un altro bicchiere di whisky. Mi mossi lentamente mentre le carezzavo i glutei con le mani. Con un’abile mossa la sua mano tolse l’asciugamano che mi copriva e così io rimasi totalmente nudo davanti a lei. Io non ce la facevo piu’: delicatamente l’ho adagiata per terra, distesa, e mi sono messo a guardarli,il mio amore ed il cane, l’uno mentre si offriva alla lingua dell’altro, gemendo, aprendosi il sesso con le mani, per offrire il piu’ possibile di se’ a quello strumento di piacere. Un giorno allora andai a parlare con il titolare del negozio di videocassette, un lercio e grosso grassone (chissà che gusto provava mia moglie a succhiare il cazzo sporco di quel tipo pensai). Certo, per far ciò devi mettere qualcosa di nuovo nel rapporto, e io sono qui per insegnartelo. Era la sera della vigilia di natale, tutta la famiglia e riunita a casa dei nonni. Mentre ero intento davanti ai fornelli, lei arrivò alle mie spalle e, senza dire una parola, prese la mia mano e mi trascinò in camera da letto. Cassie fece cadere l’asciugamano e continuò a massaggiarlo con le mani che andavano in esplorazione sul corpo di Gary. Il reggiseno non le serviva piu’, indossava qualche volta dei modelli particolari , roba da sex shop, che io le regalavo e che portava sotto camicette trasparenti o giacche tenute sempre aperte. Avevo bisogno di parlare della figlia e non sapendo cosa dire, mi arrampicai sugli specchi. Zoommai la cinepresa sulla faccia di mia moglie (Elena ha un modo particolare di fare i pompini, invece di andare su e giù, gira freneticamente la lingua sulla cappella perchè dice che così sente di più il gusto) con questo metodo ottiene velocemente l’orgasmo e dal cazzone del tipo cominciò a sgorgare una quantità enorme di sperma che mia moglie cominciò ad ingoiare, quel poco che si fecce sfuggire le imbrattò la faccia ma non fece in tempo a pulirsi che già un altro cazzo le venne piantato in bocca e lei cominciò di nuovo a succhiare. Finalmente poteva sfogare tutto il suo esibizionismo represso, consigliata da Melissa e incoraggiata da me. Casalinghe Fetish Padrone.- Ehi. Dovetti aver colpito nell’orgoglio Kim, perché allargò al massimo l’arnese e disse: “Mi dispiace, corsa finita…”. Ha cercato di prendermi ma sono ripartita e l’ho lasciato un po’ indietro. Mi sentivo oscena in quella posizione, ma nonostante ciò mi eccitasse al massimo, e nonostante mi stessi fottendo furiosamente con l’arnese, non riuscii a raggiungere l’orgasmo. “Benissimo, direi. Portava una gonna corta a fiori e delle scarpe da ginnastica e prima ancora che cominciassimo la nostra passeggiata la elessi a mia ragazza delle vacanze. La spinsi avanti con violenza e sollevatale la gonna avvicinai il mio cazzo al suo culo, lei si volto e vidi uno sguardo perverso nei suoi occhi, cominciai a spingerlo dentro, dentro al suo culo, mi disse, risposi, , fu la sua risposta. Prendendone atto, cambiai argomento. Le riempii la bocca di sperma, lei venne insieme a me, rivoli di saliva mista a sperma le colava dai lati della bocca mentre mi sorrideva felice. Feci tutto quanto era in mio potere per allentare quel supplizio, e non so dopo quanto tempo mi accorsi dal formicolio alle dita che forse ero riuscito nel mio intento, piano piano le mani stavano tornando all normalità, anche se a prezzo di lancinanti fitte come di mille aghi là dove il sangue lentamente tornava a defluire. Io, senza farmi pregare due volte, scivolai su di lei ed in un attimo fui con il mio volto sul suo sesso. Sentii il fondo dell’armadio sotto il sedere e mi ci appoggiai, non sapevo da che parte fossi girato, mi sentii prendere le gambe e spingerle all’interno, dopodiché vennero fissate con legacci alle caviglie e alle ginocchia. quella col bigliettino che diceva solo “Grazie”. Si alzò di scatto e posizionati i piedi ai lati della mia testa, continuò lo strip che aveva interrotto. Il cameriere stava li’, sempre guardandosi la punta dei piedi. Lui era di nuovo a Madrid, da solo. Arrivo’ il direttore e il cliente si lamento’ ulteriormente del bel ragazzo. Cercai di rallentare i movimenti della sua mano, cercai di permettere allo scroscio d’acqua della doccia di colpirlo, ma non riuscii a trattenere il mio cervello. Elisa, nel frattempo, aveva preso un divaricatore permanente, di quelli che si usano in sala parto, e lo aveva usato per tenermi aperto il culo. E mentre lo facevo sentii salire una vampata di calore e immaginai di essere rosso in viso e mi vergognai per i segni di eccitazione che non potevo nascondere sotto i pantaloncini. Fetish Casalinghe Padrone.Appena l’aprì, mi apparve subito una Paola diversa da come già la conoscevo: indossava, infatti, un lungo abito scuro con una profonda scollatura che lasciava intravedere i suoi seni già ben formati e la sagoma dei suoi capezzoli che già gonfi spiccavano sotto il vestito. Lentamente alzai la veste, scoprendo le sue gambe e partendo dal ginocchio iniziai a risalire sfiorando l’interno delle sua cosce. Bene, per quanto mi riguarda, lo spadroneggiamento su di me poteva continuare, perché più venivo sottomessa e più godevo. Aveva ormai perso ogni controllo ed era in balia del mio volere. Il clistere mi fu inserito nello sfintere prima che l’assistente si desse da fare con il rasoio. Ora lei inarcava la schiena e sollevava il di dietro per agevolarmi il compito. Poi ogni tanto, mentre dietro ad una macchina si masturbava freneticamente, appoggiava qualcuna per terra quando passeggiava nel centro per vedere cosa facevano i passanti nel vederla in quelle condizioni. Anche lì ricordava delle immagini nitide, precise. Allora ci siamo ritrovati da soli, gli ho preso la mano e dopo essermi tirata su la gonna me la sono portata tra le gambe. Preso dall’eccitazione la faccio alzare e poggiare con la faccia al muro. Si è lasciato andare all’indietro socchiudendo gli occhi e schizzando il seme sulla mia mano e sulle tavole di legno della antica torre. Ero diventato di troppo e non volevo privarle della loro intimità. Giocammo per un po’ a schizzarci con il getto d’acqua, senza malizia, come avrebbero fatto due ragazzini, poi il contatto dei nostri corpi e le frasi oscene che mi sussurrava all’orecchio fecero il resto. Io non capivo più nulla, ormai sentivo brividi ovunque, la sua mano iniziò allora a salire, sfiorò la mia coscia e subito arrivò al mio cosino. Non credevo potesse darmi sensazioni simili. Elisa nel frattempo preparava un clistere “Per pulirmi bene tutta”, disse. non si può però stare dentro un eternità e così bisogna un po limitarsi, qualche leccatina, un inizio di pompino insomma giusto un assaggino che negozio dopo negozio fa salire la tensione erotica. Considerato che eravamo ormai a venerdì, non avrei potuto desiderare di meglio. La moglie del notaio Marozzi era una bella donna: alta, mora, dalle gambe lunghe e modellate, snella ma con le curve giuste al posto giusto, con grandi occhi neri e labbra rosse e tumide. Io feci finta di non sentirlo, ma lui continuò a parlarmi iniziandomi a toccare da dietro mentre io lavavo i piatti. Casalinghe Fetish Padrone.Per fortuna è anche un’amica e sa ascoltare, per cui, dopo una mezz’ora circa di chiacchierata, nel corso della quale le espressi tutti i miei dubbi e le mie perplessità, mi disse: “Forse una persona che ti può aiutare c’è, anche se non la conosco direttamente. I capezzoli, infiltrati con collagene per aumentarne il volume, le rimanevano perennemente duri e sporgenti. L’idea di star perdendo sangue, e per di più da lì mi fece girare la testa, mi sentii mancare come per un abbassamento di pressione, sempre per autosuggestione stavo per svenire, mi afflosciai come una pera cotta nelle sue braccia, mentre lei, ignara di quanto mi stava accadendo, mi esortava a stare su dritto. Ne leccava l’interno tenendola aperta a tal punto da riuscire a vederne il colore rossastro e continuava ad affondarci l’indice ed il medio della mano destra anche quando ne mordicchiava i lembi. non si può però stare dentro un eternità e così bisogna un po limitarsi, qualche leccatina, un inizio di pompino insomma giusto un assaggino che negozio dopo negozio fa salire la tensione erotica. Quindi trasse di tasca un pacco di banconote da centomila e cominciò a posarle lentamente, una alla volta, sul tavolino, guardando fisso in direzione di Janine. Si masturbava spesso dopo essere uscita con i ragazzi, perché con loro non riusciva a raggiungere l’orgasmo e subito dopo se lo procurava masturbandosi. Non resistetti più, e cominciai a levarmi i jeans per dar libertà al mio cazzo, ormai dolente per una fortissima erezione. Elisa mi raggiunse e mi disse di stendermi sul lettino. Aveva il volto stravolto, la bocca semiaperta ed ansimante. Potevo vedere con dovizia di particolari, potevo sentire i loro respiri, potevo respirare la carica d’erotismo che emanavano, e questo rendeva la cosa più eccitante. Al pensiero che potresti quasi essere mia nonna provo un certo schifo, però da quando ti ho conosciuto non riesco a smettere di pensare a te. Alle otto come al solito?” “Vada per le otto. Erano due collinette ben modellate e prominenti che si ricongiungevano verso il basso in forma di cuore. Allora vedremo se si può fare qualcosa qui. Non sapevo quanto tempo fosse passato, il corpo era tutto un dolore, vuoi per i legacci che lo spremevano da tutte le parti da ore, vuoi per le frustate ricevute. Disse. “Questo punto del tuo corpo merita un attenzione particolare” Le sue labbra andarono in aiuto alle mani e si posarono sul suo membro Dopo due ore erano stesi di fianco nudi su una pelliccia davanti al camino. Potrai scoparmi per tutta la notte, incularmi, ma non avere la mia bocca. E piu’ il micio leccava, goloso. Fetish Casalinghe Padrone.

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venerdì, marzo 27th, 2009



Man mano che i giorni trascorrevano senza notizie di Paola, l’ansia aumentava. Quando si aprì la porta, si presentò davanti a me una bellissima donna, sulla trentina, con un corpo meraviglioso. Mi sporsi verso di lei per baciarla. Intanto la figa si era riposata ed uno di loro si mise sotto il tavolino in un altro ripiano per fotterla nella fregna. Le gambe allargate, con l’indice ed il medio della mano sinistra si teneva aperte le grandi labbra, mentre con il medio della destra lasciva cadere alcune gocce di latte sul suo clitoride, rosso e gonfio. Non era certo la prima volta che vedeva una donna a seno nudo, ma lei era Eleonora. Rimasi immobile per qualche secondo. Immobilità e movimento erano sapientemente dosati. Mi allontanò le mani dicendo, falle sentire quanto sono brava. Cercò, con la lingua, la lingua di Francesco. La salutai e lei mi disse: “Dopo quello che c’è stato un bacio me lo puoi dare, no?” “Beh”… Neanche il tempo di parlare e le nostre lingue si toccarono per mezzo minuto buono, dopodichè disse al mio orecchio: “Guarda che il divaricatore non era lì per caso. “Ti avevo visto giá da lontano, non eri ancora arrivato e mi stavo preoccupando, quando ho visto ribaltare la tua jeep. Sedeva a tavola accanto a me, ed io non riuscivo a staccare gli occhi dalla scollatura della sua camicetta di seta bianca, intravedevi i suoi seni avvolti in un reggiseno di pizzo nero, e fantasticavo. “Questo punto del tuo corpo merita un attenzione particolare” Le sue labbra andarono in aiuto alle mani e si posarono sul suo membro Dopo due ore erano stesi di fianco nudi su una pelliccia davanti al camino. Appoggiai il pene eretto e palpitante al pertugio cercando di penetrarla. Da sotto con quel tempo e la notte che stava scendendo chi avrebbe potuto vederci? Così appoggiata al corrimano, e pensare che soffro anche di vertigini, lui mi ha alzato la gonna e con una rapidità inconsueta con pochi colpi violenti abbiamo finalmente sfogato la tensione che era ormai diventata insostenibile poi un po’ fradici ma felici siamo rientrati e galleggiando nella nostra beatitudine ci siamo avviati verso la macchina adesso lo shopping piace anche a lui,. Piano piano lo allargò fino a superare la larghezza raggiunta dal divaricatore. (niente di strano lo aveva fatto più volte)io però mi eccitai a tal punto che le venni in bocca, lei come sempre inghiottì tutto aggiungendo la mia sborra al quintale di sperma che aveva nello stomaco. Succhiai immediatamente il tacco e leccai la suola di queste calzature da favola, immaginandomi calpestato e torturato da esse, cominciando in seguito a lucidarle con la mia saliva e con panno che era stato appositamente lasciato nei pressi. Le riempii la bocca di sperma, lei venne insieme a me, rivoli di saliva mista a sperma le colava dai lati della bocca mentre mi sorrideva felice. Casalinghe Al Fetish Telefono.Con questo nuovo giochino cominciò a masturbarmi in un azione dove dolore e piacere si mescolavano in un altalenarsi di emozioni fortissime. Si sfilò i molti braccialetti che appoggiò sul comodino. Qui ebbi la prima sorpresa: non v’ era traccia di mutandine e la sua fica già gocciolava inumidendo il cuscino della sedia. Subito dopo di nuovo in macchina e di corsa verso casa sua. I suoi capelli lunghi e castani erano ora tirati all’indietro accentuando il trucco molto forte del suo bellissimo viso, che le dava un aspetto molto più cattivo. Si tolse anche le mutande: il minuscolo triangolino bianco del tanga era macchiato dal triangolo ancora più piccolo del pube nero. Molly aveva sbagliato. ” “Sì, scusa l’interruzione, ma ti sei spiegata perfettamente. Nonostante il caldo afoso di quei giorni aveva la pelle asciutta e profumata: affondai la testa sui suoi seni inebriandomi della fragranza delle sue carni. Decidemmo anche di comune accordo la data e l’ora del nostro incontro, nonché il prezzo della sessione. Il trattamento cominciò con 27 colpi di un gatto a nove code leggero che incassai senza problemi. Cercai di consolarla dicendole che tutti in gioventù facciamo errori nel valutare le persone che ci circondano, ma non volevo solo consolarla, volevo in qualche modo conquistarla. Era difficile salire per quelle strette scale in quel modo; l’ ho mollato e sono salita di nuovo di corsa fino a raggiungere l’ultimo piano dove c’erano i turisti. Nelle settimane seguenti la frequenza con la quale usciva a prendere nuove videocassette aumentava progressivamente e lei tornava a casa sempre più tardi, sempre più sconvolta! ed io sapendo quello che andava a fare prima di uscire la guardavo prepararsi tutta nuda con solo il reggicalze i capezzoli eretti e la figa che gocciolava fino a terra (aveva tutte le gambe bagnate), cominciai a pensare di avere una moglie proprio troia. Visto che hai perso il tuo appuntamento, se non hai niente di meglio da fare, perché non vieni con me a fare un giro turistico? – - Con una vecchietta? – fece lui. Si sdraiò sul grande letto, e con l’ indice e il medio si allargò la fica sempre molto bagnata, chiedendomi di leccarla. – Se fai così non andremo d’accordo, disse deciso. Laura, la figlia della mia dipendente, si era seduta sul sedile posteriore e quasi non riuscivo a vederla tanto era rannicchiata in un angolo. Arrivati davanti ad un antico letto tutto di ferro sbattuto, lei con una spinta mi ci fece sdraiare sopra, quindi si distese vicino a me. Nevicava talmente forte che non riusciva a vedere niente, c’era una nebbia molto fitta, come faceva? Doveva ancora trovare il chalet di montagna di Cassie. Fetish Telefono Casalinghe Al.Indossava una gonna molto corta di pelle lucida nera, con un reggiseno dello stesso materiale. Scendemmo dalla macchina e davanti la porta della casa. Il giorno della festa, la ragazza timida che conoscevo aveva subito una metamorfosi. “Guardati ora, che ne pensi?” disse Elisa. Poi si mise al suo fianco e avvicinò al suo volto a quello della ragazza. “Vieni con me!” vedeva tutto in modo poco chiaro, data la botta. A malavoglia riavviai la macchina e ripresi il cammino verso casa sua. 27 Padrona” Mi slegò dalla precedente posizione e mi ordinò di mettermi a pancia in giù su un cavallo immobilizzandomi immediatamente braccia e gambe, e lasciando il mio sedere indifeso ed esposto a qualunque sua voglia sadica. E piu’ il micio leccava, goloso. -Dai rispondimi. L’afferrai per il polso e la trascinai dolcemente sopra di me. Cominciò a saltare sul letto, ed i balzi, man mano, diventavano sempre più alti. Un secondo dopo ed ero già travolto in un turbine di baci incontrollabile. Non era nessuno degli invitati ne’ il padrone di casa: quello che si stava avvicinando a noi era uno dei due cani da guardia, uno splendido alano grigio cenere. Aveva unito due letti per farne uno grande ma l’operazione non era riuscita alla perfezione. Jenny l’avrebbe ucciso. Per un tempo che sembrava infinito, Eleonora continuò a prenderglielo in bocca. Dopo poco si fu ripresa, accese di nuovo il motore e subito di nuovo a correre sulla strada. Mi legò quindi a pancia in su un lettino e mi disse che il mio aspetto non era degno della sua presenza, essendo le mie parti intime non depilate. Mentre anche Andrea provvedeva a tirarlo fuori, lei scivolò sotto il tavolino, sfilò le scarpe per non rovinarne la punta, e prese a succhiare golosamente quei due membri turgidi. Al Telefono Casalinghe Fetish.Roberto si inginocchiò davanti a me ed iniziò a leccarmi la passerina. Ora fatti visitare” Mi sedetti sul lettino e appoggiai le gambe sui divaricatori. Questa volta aveva deciso di impedirmelo, ma io questo non lo sapevo ancora quando la raggiunsi. La posizione però non era giusta. La bocca di Eleonora era infaticabile. Superai a stento la resistenza delle labbra esterne ancora non avvezze alle deflorazioni e mi spinsi lentamente in profondità fino a poggiare il pube alle sue natiche. Esuberante, sempre al centro dell’attenzione, sempre pronta a tener testa ai ragazzi in ogni conversazione. Io giacevo esausto sul divano, lei staccò le sue labbra dalle mie e dopo aver preso una salvietta iniziò a pulirmi con un amore e con una cura che non avevo mai visto prima. Nello stesso momento Melissa con il manico della spazzola mi penetro’ da dietro, muovendolo avanti e indietro, sempre piu’ in profondita’. “Ora è lì, me lo chiederai tu di allargarlo”. Ma non mi bastava ancora, e l’occhio mi corse alla borsa vicino alla sdraio: si intravedeva il vibratore che mi portavo sempre dietro. Lui faceva di nuovo un passo avanti, col cuore in gola, presupponendo che lei si fosse scostata, ma continuando a non vederla nell’angolo buio vicino alla porta in cui erano. Elisa, con mosse abili, dopo essersi infilata i guanti, mi lubrificò la vulva e mi inserì lo speculum per esaminarmi. Fortunatamente non portava nessun maglione abbondante. Mia moglie insieme all’amica erano diventate il centro dell’attenzione di tutti gli uomini della spiaggia, seni sempre nudi, microscopici tanga di stoffa leggera che, uscendo dall’acqua diventavano completamente trasparenti insinuandosi in ogni minima piega del loro sesso perfettamente depilato; cosi’ si sdraiavano a prendere il sole a pancia all’aria con le gambe leggermente divaricate, tirate a lucido dall’olio solare, felici di catturare gli sguardi arrapati dei maschi che ronzavano intorno. A malavoglia riavviai la macchina e ripresi il cammino verso casa sua. “Vienimi in bocca, fammi sentire come godi” le dico infilandole tutta la lingua nella fica e cominciando a leccarla. Per distrarsi cercò di continuare a pensare alla donna a cui stava pensando prima, a Eleonora. Cercai di rallentare i movimenti della sua mano, cercai di permettere allo scroscio d’acqua della doccia di colpirlo, ma non riuscii a trattenere il mio cervello. Mi sono rialzata in piedi e l’ho visto piuttosto contrariato. Casalinghe Fetish Al Telefono.CON LA LINGUA SCESI E LE ANDAI A LECCARE LA FIGA ORMAI BAGNATA. Non era stato segnalato per radio e non doveva essere quindi di grandi proporzioni. Allora ci siamo ritrovati da soli, gli ho preso la mano e dopo essermi tirata su la gonna me la sono portata tra le gambe. I suoi movimenti meccanici, non evidenziavano eccessiva partecipazione. 27 sferzate di inaudita violenza con un “cane” molto rigido. Quando vidi mia moglie prepararsi, si stava spogliando tutta rimanendo in reggicalze, capii che stava andando a prendere una videocassetta, aveva la fregna gocciolante di eccitazione, io allora uscii velocemente per precederla nel negozio dove il solito grassone aveva preparato uno stanzino con uno specchio dal quale avrei potuto riprendere mia moglie mentre si offriva a sconosciuti. Dopo alcuni istanti, visto che rimaneva immobile, mi avvicinai di nuovo al suo sedere e le baciai le natiche un po’ umide; posi poi le labbra sul buchino e lo solleticai impercettibilmente con la lingua. ma cosa ti avrei attaccato?” Domando stupito. Un colpo di genio. I capezzoli, infiltrati con collagene per aumentarne il volume, le rimanevano perennemente duri e sporgenti. Non poteva certo lamentarsi di come stavano andando le cose. Ben presto la resistenza opposta da Chiara cessò. Sentii il fondo dell’armadio sotto il sedere e mi ci appoggiai, non sapevo da che parte fossi girato, mi sentii prendere le gambe e spingerle all’interno, dopodiché vennero fissate con legacci alle caviglie e alle ginocchia. Scivolò sotto la camicia fino a sentire la base del reggiseno tra le dita, soppesò le coppe dei seni con le mani e poi le strinse le tette con foga, continuando ad affondarvi la faccia in mezzo e mormorando “Eleonora, Eleonora”. Io aprii gli occhi e la vidi seduta sopra di me con un sorriso malizioso. La proprietaria, una mia dipendente, sembrava proprio nei guai. ” Tremai sentendo quelle parole, l’avevo provocata, è vero, ma in cuor mio credevo si sarebbe fatta impietosire e mi avrebbe liberato dopo poco, come aveva sempre fatto fino ad allora. Cominciarono ben presto a ridacchiare. Sembrava che potesse non finire mai. Agivo e mi guardavo all’azione e cominciai a muovermi ritmicamente come se lo stessi facendo tenendomi il cazzo tra le mani. Fetish Casalinghe Telefono Al.


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