Donna Esperta al Telefono
venerdì, marzo 27th, 2009
Una città fredda, monotona, razionale. Rimasi per un attimo sorpreso, sapendo della sua abitudine a vestire casual anche nei nostri precedenti incontri erotici. Quando l’ascensore si fermò, fuggirono in fretta fino alla porta di ingresso, lui cercò le chiavi in tasca mentre lei continuava a stuzzicargli la patta, trovò le chiavi, le infilò nella toppa ed entrarono. Lentamente calzo’ un paio di stivali a punta, di finta pelle elastica, estremamente aderenti, con un tacco sottile ed altissimo. Volevo cancellare in un colpo solo gli anni che ci dividevano e lei non desiderava altro. Mi ringraziò e ci infilammo nel traffico urbano. “Va meglio adesso?”. Le sue labbra continuavano a far entrare e uscire il cazzo dalla sua bocca, a volte per pochi centimetri, altre giungendo fino in fondo. Non aveva chiesto a Cassie neanche il cognome, appunto perché cercava l’avventura e anche una sorpresa, e quello che cercava lo aveva trovato. ” la sento dire. Vedeva le mutandine di pizzo bianco e sentiva il dolcissimo profumo del suo sesso. Non ricordavo neppure più come potesse essere piacevole. “Non sono mica una sciacquetta frigida come le altre tue pazienti. No, non era alla prima volta che stava pensando, per la verità, ma ad una delle prime volte veramente interessanti. Mi ordinò di spogliarmi, per cui mi tolsi tutto mentre lei mi esaminava dandomi giudizi sulla mia scelta degli abiti, finche rimasi completamente nudo. Da un poco di tempo le cose con mio marito non andavano bene, sessualmente parlando. Ma continuò a tenerle le mani anche dopo. Non sono più tanto giovane, ma nel complesso non sono neanche da buttare via. La sua mano continuava muoversi dentro e fuori di me, gli ho tirato fuori il sesso e facendo presa con un mio braccio attorno al collo mi sono sollevata su di lui e me lo sono messa dentro. Quando ripartirono per tornare a Roma ripresi coscienza. Telefono Al Esperta Donna.Elisa mi aveva offerto di sciacquarmi, ma io non volevo. Potevo vederla nitidamente illuminata dallo spot del bagno. La portò in un locale fumoso e intimo, dove suonavano bene e l’atmosfera era calda. Quella notte, come quasi sempre, Janine si esibiva al night-club “La Boite”. Da casa sua vedeva il mare (gli era mancato da morire a Madrid). Strano. – Penseranno che siamo amanti – rise Eleonora -mentre sorseggiavano una paio di Irish Coffee. “A no? allora guarda. “Avanti. – Vedrai che dopo sarai contenta, le disse ancora. Ho preparato per te una cenetta davvero speciale. Jenny fece un sorriso sforzato. La mia eccitazione era al massimo e l’evidentissima erezione l’aveva portata ad allungare una mano. Forse lo stress era un alibi che ci eravamo creati, pensai allora, e la mia resistenza a venire mi aveva fatto desiderare meno il cazzo del mio uomo, o forse, chissà, non gli interessavo più come prima… Basta, pensai, qui bisogna fare qualcosa. Avevamo costeggiato il canale per un paio di chilometri, poi avevamo tagliato per un sentiero in terra battuta che si inoltrava tra i campi di erba medica. Una sera a casa nostra , si parlava con Melissa dell’estate trascorsa insieme. Visto che hai perso il tuo appuntamento, se non hai niente di meglio da fare, perché non vieni con me a fare un giro turistico? – - Con una vecchietta? – fece lui. Mi implorò di penetrarla, di possederla, ma non le permisi di riprendere in mano il gioco. Le parole erano sicuramente frutto delle sue fantasie erotiche o io, unico spettatore, la mettevo in imbarazzo. E attaccò. Al Esperta Donna Telefono.Smisi e gli slaccio’ i pantaloni. Lanciai un urletto, a metà tra il dolore e il piacere. riuscendo solo a procurarmi ulteriore dolore ai polsi: ero disperato, immaginavo già di non riuscire ad allentarli, e pensavo alle conseguenze sulle mie mani, mi chiesi se il rimanere per ore in quelle condizioni non avrebbe portato danni permanenti. Eravamo seduti ad un tavolino del bar, tra la gente che stava riacquistando il pallore della vita reale, dopo una estate calda e assolata. Sospirò. ,chi. Con il cuore che mi batteva all’impazzata le abbassai le mutande scoprendo un triangolo di peli rossicci. Poi si sollevò per portare il suo sesso all’altezza della bocca della donna. Si sentiva tutta indolenzita e la bocca le faceva ancora male. Era anche molto povera e per questo, quando s’accorse che non poteva più andare avanti così si rivolse alla sua vecchia zia Molly, una vecchia arcigna ma col cuore d’oro, nota a tutto il quartiere perché in tutta la sua vita non aveva fatto altro che la tenutaria di bordelli. Franco comincio’ a scattare le prime foto. Una ragazza della sua età, della sua stessa altezza ma che evidenziava qualche chilo di più. Ero veramente in difficoltà davanti ad una ragazzina di quasi trent’anni di meno. per me non è la prima volta, sai ? Andrà tutto bene. Scese dal letto, mi ci fece sdraiare sopra, e accesa la luce del bagno cominciò a spogliarsi in controluce. Tenendomi per i fianchi, il nero mi sbatteva ritmicamente. Con le mani, allora, allargai le sue gambe e, dopo essere salito sopra di lei, le dissi: -Anche io ti amo. Le riempii la bocca di sperma, lei venne insieme a me, rivoli di saliva mista a sperma le colava dai lati della bocca mentre mi sorrideva felice. Cercai di rallentare i movimenti della sua mano, cercai di permettere allo scroscio d’acqua della doccia di colpirlo, ma non riuscii a trattenere il mio cervello. Farsi strada tra loro non fu difficile perché erano talmente mosce da non opporre alcuna resistenza. Donna Al Telefono Esperta.Intanto le persone che stavano salendo erano quasi arrivate e poco dopo ho cominciato a vederle. Era Chiara che visibilmente dispiaciuta di averci interrotto non poteva fare però a meno di entrare. Ridendo scacciammo la paura e Novella mi spinse nel fieno, era passato quasi un anno dal nostro ultimo combattimento e questa volta non gliela avrei data vinta tanto facilmente. “Tutto vale, non ricordi”. Intanto lei mi accarezzava il cazzo, lo sentivo tornare duro nelle sue abili mani,


