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Sentivo che stava per esplodere, mi spingeva il sesso in bocca come volesse scoparmi in quel modo e il ritmo si stava facendo frenetico; con le mani mi teneva la testa attaccata al sesso e me lo spingeva dentro. Durante l’estate si conobbero e diventarono amiche inseparabili. Fu l’ultima cosa che vidi perché una fascia di cotone nera mi venne avvolta con più giri intorno alla testa, spremendomi le palpebre sugli occhi, annodata strettamente come sempre. Amava questo genere di gioco, soprattutto nei luoghi pubblici. Con una mano raccolsi un po’ del suo fluido e lo trasportai sulla fenditura più stretta. Finalmente arrivammo a destinazione. Il solo pensarci lo rendeva eccitato come un liceale alla sua prima volta. Sinceramente l’odore che arrivava al mio naso non era proprio quello di un fiore, anzi assomigliava più a quello di qualcosa in putrefazione, tuttavia era inebriante, faceva venire la voglia di sentirlo di nuovo. “Mi hai fatto male, guarda”. Elisa nel frattempo preparava un clistere “Per pulirmi bene tutta”, disse. e poi. Il giorno seguente lavorai come al solito cercando disperatamente di dimenticare quello che era successo, anche se l’impresa era veramente ardua. La rivista si chiama DDI “Domination Directory International” e contiene indirizzi, fotografie e numeri telefonici diretti di un centinaio delle migliori professioniste in tutta America. Mille volte, da puritano, mi ero risentito quando al club si parlava di ragazze. Da quando ci frequentavamo, non ricordai un’emissione così copiosa da parte sua. Muoveva impercettibilmente il bacino, un po’ a mimare involontariamente i gesti del coito, un po’ per dirigere meglio l’animale. Il gioco parve divertirli. – Apri la bocca! Jenny obbedì e chiuse gli occhi. E’ vero, e del resto volevo essere solo un oggetto, per quel giorno. “Come vuoi, ma ti perdi qualcosa” ribadì lei. Mature Scambiste.Questa volta non si ritrasse, solo un fremito la pervase, quando le scostai gli slip per accarezzare quei peli che avevo visto qualche giorno prima, e sfiorandole il clitoride le chiesi di spogliarsi. Sarebbe rimasto con Tom in una delle discoteche, che erano in voga in quel momento e avrebbero avuto qualche solita storiella con qualche ragazza per un week-end. Erano ormai le 11 di sera e lei sporca di urine e di sborra dovunque, mezza nuda, barcollando, puzzando di piscio con i capelli tutti imbrattati, cominciò a camminare verso casa pensando a quali giustificazioni portarmi per essere tornata in quelle condizioni. I due maschi mi presero le gambe e le sollevarono, sì da scoprire meglio la vista del mio culo. La vidi aiutarlo a slacciarsi i pantaloni e calargli con frenesia la cerniera. Pochi secondi dopo cominciò a contorcersi percorsa da fremiti. Continuò per un po’ le punzecchiature poi smise, e sentii che mi passava una pezzuola sulla punta, come a pulirla, e poi la sentii sfregare il pavimento. Volevo prolungare il gioco più a lungo possibile, ma il contatto della sua pelle con la mia non mi aiutava affatto. Gli scalini erano tantissimi e i piani avevano alternativamente una finestra che li illuminava o erano bui. “E’ da quando ti conosco che voglio scoparti così, in piedi, senza neanche toglierti le mutande. Si sedette su di lei a gambe larghe facendo aderire il suo sesso a quello dell’altra e prese a muoversi con movimenti ondulati, carezzandole contemporaneamente i capezzoli con una mano mentre con l’altra le solleticava la vagina. “Per me sono due zoccole”. Lentamente sollevò le labbra. Pensando che poco fá barcollava ancora per entrare in doccia, in quella baita dei rangers da qualche parte nelle montagne Catkills. Fece un cenno a qualcuno fuori dalla porta ed entrarono, così, nella stanza, due uomini (uomini? Superuomini. “Guardati ora, che ne pensi?” disse Elisa. E’ un po’ arrangiato, mi disse, ma tra poco non noterà più. Il gioco era ormai evidente. Dopo avermi infilato il collare ed aver messo il guinzaglio, mi fece attraversare l’appartamento a carponi fino al “dungeon” dove arrivai con il cuore a duemila, non tanto per lo sforzo di camminare come un cane, ma per l’ansia e l’emozione di poter finalmente espletare le mie funzioni di schiavo convinto. Quella mattina, particolarmente allegro avevo preso la macchina e mi ero diretto al lavoro. Mature Scambiste.L’inizio a Napoli era stato spumeggiante. Ormai il sesso era completamente lucido del suo miele che il micio aveva iniziato a leccare avidamente, senza piu’ bisogno delle gocce di latte ad invogliarlo. Poi si sollevò per portare il suo sesso all’altezza della bocca della donna. Grazie. Avevano passato la notte in camera di lui, e la mattina del giorno dopo era tutto finito. Ma non ho intenzione di dirti adesso cosa. Poi Eleonora tornò a casa. Sentivo che stava per esplodere, mi spingeva il sesso in bocca come volesse scoparmi in quel modo e il ritmo si stava facendo frenetico; con le mani mi teneva la testa attaccata al sesso e me lo spingeva dentro. Preso dall’eccitazione la faccio alzare e poggiare con la faccia al muro. Cominciò a saltare sul letto, ed i balzi, man mano, diventavano sempre più alti. Aveva un corpo ancora più bello di quello che avesse potuto immaginare, con seni alti, sferici dai capezzoli scuri, spalle larghe, vita stretta e fianchi ad anfora: la pelle era di consistenza serica e di colore ambrato uniforme. Mentre Elisa iniziava un ditalino sulla mia fica, Kim riprese quindi lo slinguamento, che mi aveva inturgidito i capezzoli e gonfiato il clitoride. Nell’attimo in cui sfilai il cazzo da Paola, Chiara si precipitò a succhiarmelo. Grazie. “Ranger Harris, ha avuto fortuna, dalla mia stazione ho visto che é uscito di strada altrimente sarebbe assiderato”. Mi raccontava con dovizia di particolari tutto quello che avremmo fatto, le posizioni che avremmo assunto e le sue mani, ancora così distanti, si erano già intrufolate nei miei pantaloni. Un giorno allora andai a parlare con il titolare del negozio di videocassette, un lercio e grosso grassone (chissà che gusto provava mia moglie a succhiare il cazzo sporco di quel tipo pensai). Lei emise un gemito e sollevò ancora di più i fianchi puntellandosi sui ginocchi. Poteva uscire fino alle 10 perché doveva farsi rivedere dagli accompagnatori, poi avremmo trovato il modo di passare la notte insieme. L’inizio a Napoli era stato spumeggiante. Scambiste Mature.Il suo naso ha riconosciuto l’odore del latte e la sua lingua ha iniziato ad accarezzare il sesso di Anna. Riemersa in superficie, mandò giù un sorso di spumante e si rese contò di aver commesso un errore: non si era fatta pagare in anticipo e non aveva neanche stabilito il compenso. Appena l’aprì, mi apparve subito una Paola diversa da come già la conoscevo: indossava, infatti, un lungo abito scuro con una profonda scollatura che lasciava intravedere i suoi seni già ben formati e la sagoma dei suoi capezzoli che già gonfi spiccavano sotto il vestito. Con questo pensiero credo che mi assopii nonostante l’assurda situazione, poiché a un certo punto mi accorsi di stare facendo dei sogni confusi, ma che coinvolgevano la mia Padrona, unico arbitro ormai del mio destino. Mi sono buttata verso di lui, gliel’ho preso in mano e inginocchiandomi me lo sono portata alla bocca. Non conoscendo nulla di Lei, passavo ormai davanti casa sua nelle ore più disparate e vivevo praticamente parcheggiato davanti alla scuola nella speranza di incontrarla, di chiederle come mai non si era più fatta vita, fino al giorno in cui arrivò in ufficio una cartolina. Le contrazioni vaginali che percepivo mi ritrasmettevano le sensazioni che stava provando. La padrona si divertì per un pochino a farmi oscillare sull’altalena tirandomi per la catenella che univa le due pinzette per capezzoli, che a quel punto erano diventate due diaboliche morse che mi provocavano dei dolori lancinanti. “Mmmphh?” fu la mia domanda mentre agitavo i polsi come a dire “Beh, e ci vado così?” Lei capì perfettamente perché rise e disse “Certo, così ci vai; perché, per sederti sul water hai bisogno delle mani? Non avevi detto che non sarei stata capace di tenerti legato giorno e notte? Mi hai provocato? Ora paga le conseguenze, volevi vedere se ne ero capace? Ora lo vedrai, la notte l’hai già fatta, ora viene il giorno. La bocca di Eleonora era infaticabile. Entrai di nuovo dentro di lei e ripresi a muovermi cercando di controllarmi. I turisti passarono oltre. Sedeva a tavola accanto a me, ed io non riuscivo a staccare gli occhi dalla scollatura della sua camicetta di seta bianca, intravedevi i suoi seni avvolti in un reggiseno di pizzo nero, e fantasticavo. Rantolai qualcosa di incomprensibile, la pregai più volte inutilmente di smettere. Di desiderarle entrambe, Silvia e la sua Padrona. Succhiai immediatamente il tacco e leccai la suola di queste calzature da favola, immaginandomi calpestato e torturato da esse, cominciando in seguito a lucidarle con la mia saliva e con panno che era stato appositamente lasciato nei pressi. Roberto divenne rosso di rabbia, tentò di distogliermi, ed allora io dissi : “smettila, sporco uomo, masturbati da solo, forza. Lei si alzò e gli fece cenno di seguirla: “mi verrà l’artrite, sono vecchia” “Se ti viene un infarto deporrò quei fiori sulla tua tomba” fece Francesco. – Volevo ringraziarla per stasera, se non fosse stato per lei, avrei perso il posto. Possibile, pensavo, che non riesca più a provocare nel mio uomo quella irresistibile voglia di sbattermi sul letto e scoparmi fino a farmi urlare? Possibile che non avesse più voglia di provare le delizie dei miei due caldi buchi, sempre pronti ad accogliere il suo cazzone turgido, che quando si faceva strada nel mio culo sembrava un palo nelle mie viscere ribollenti di piacere? Mentre facevo questi pensieri, complice il caldo che mi aveva mandato gli ormoni in ebollizione, iniziai a carezzarmi il clitoride dapprima con una, poi con due dita, finchè non iniziai a bagnarmi. Mature Scambiste.Era da qualche mese che non andavo al suo studio, così spesi un po’ di tempo a spiegarle la situazione. “Sono gigolò professionisti e lavorano sempre in coppia. Su un lato del letto gli stivali di pelle lucida nera con un tacco a spillo lunghissimo e finissimo. E lei non le ritirò. Ma non ho intenzione di dirti adesso cosa. Mentre la mia fica veniva rasata sentivo il liquido riscaldarmi le mie viscere. L’estate scorsa siamo stati invitati nella villa di alcuni colleghi, per un party. Era ormai in mio possesso e la cosa mi piaceva. Non riusciva proprio a capire, comunque accettò di buon grado. Quando le spinsi a confidarmi le loro più profonde perversioni, scoprii quanto non mi sarei mai aspettato. Elisa nel frattempo preparava un clistere “Per pulirmi bene tutta”, disse. Aveva una voce molto erotica, si chiamava Cassie e lo invitó per un fine settimana nelle Catkills Mountains. Si era tranquillizzata e non badava più al vestito di seta che, incollato al sedile di pelle, si stava lentamente sollevando fino a lasciar intravedere, dal posto di guida, gli slip di pizzo rigonfi. La figlia del fioraio non aveva ancora vent’anni. Era stato un grandissimo piacere denudare un Ranger e trovare sotto la divisa un corpo favoloso come quello di Cassie. Durai a lungo finché non la sentii venire con un fremito selvaggio che le scuoteva tutto il corpo mentre stringeva forte le cosce imprigionandomi la mano; continuò a vibrare per diversi secondi per poi fermarsi disfatta. Avrei voluto possederla li, in quel momento, dimostrarle che trent’anni di differenza non contavano nulla, che ero ancora in grado di tenerle testa, anzi che avrei potuto insegnarle tutto ciò che non sapeva. Ne aveva avuto già la prova. La dottoressa si presentò: potevo chiamarla Elisa, per nome, e mi disse di darci del tu. Aveva ormai perso ogni controllo ed era in balia del mio volere. Mature Scambiste.

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