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Scambiste 178
Nello stesso istante in cui lo toccai lei sobbalzò sul sedile e dopo aver emesso un lungo gemito di piacere mi diss! e di continuare così e non fermarmi. La porta è chiusa. " Cosa le succede? Non si sente molto bene?"
gli chiedeva una voce rauca non ben definita dato il rumore della doccia. "
"Ma va'?"
"Certo: è una mia collega che ha appreso alcune tecniche, per così dire, alternative, di supporto e stimolo all'attività sessuale, ma non ti so dire nel dettaglio di cosa si tratti. Intanto la figa si era riposata ed uno di loro si mise sotto il tavolino in un altro ripiano per fotterla nella fregna. Sono un agente dell'assicurazione ed avevo un appuntamento con lei. Si capiva che aveva intenzione di non mettere a disagio le sue pazienti. La festa era riuscita bene, ed Anna aveva bevuto un po'. Ormai ero al culmine dell'orgasmo, e il culo doveva essere mostruosamente dilatato. Gli vedevo l'eccitazione nei pantaloni e gli ho detto, sottovoce, di tirarselo fuori e toccarselo lì davanti a me. Ebbe dapprima un sussultò, ma poi, visto che l'altra non spostava la gamba, vi pose un piccolo bacio, proprio all'interno della coscia, appena sopra il ginocchio. Approfittavo delle soste per controllarla. Venimmo in contemporanea e le sue uniche parole furono:
-E' bellissimo sentire il tuo calore dentro di me. Alle otto come al solito?"
"Vada per le otto. Mentre ero intento davanti ai fornelli, lei arrivò alle mie spalle e, senza dire una parola, prese la mia mano e mi trascinò in camera da letto. Era il suo sogno erotico. Conoscendo ogni parte del mio corpo alla perfezione, mi sono sempre giudicato con più severità di quanto non facessi con gli altri, ma a volte, il nascondermi allo specchio le cose di me che non devo vedere, mi permette di sopravvivere senza particolari complessi. Arrivò all'ora di cena. Fuori si scatenò un nubifragio. Nelle prossime storie racconterò cosa è successo poi. Scambiste 178.La bocca era socchiusa e le labbra gonfie ed umide. Leccavo e succhiavo ora l'uno ora l'altro, mentre a terra si stava formando una chiazza formata dal mio sudore, lo sbrodolamento della mia fica, che ormai non aveva più i peli a trattenere, e la sborra dei due stalloni che mi era stata spruzzata abbondantemente nella fica e nel buco del culo, e che ora stava scendendo giù dalle fessure dilatate. Dapprima cominciò pian piano con un cucchiaio a riingoiare tutto lo sperma poi a turno cominciarono a pisciarle sulla faccia, la cosa incredibile e che quella troia di Elena invece di schifarsi cominciò ad aprire la bocca, dapprima fece colare le urine fuori poi, cominciando a masturbarsi, cominciò ad inghiottirle con sempre più gusto. (niente di strano lo aveva fatto più volte)io però mi eccitai a tal punto che le venni in bocca, lei come sempre inghiottì tutto aggiungendo la mia sborra al quintale di sperma che aveva nello stomaco. ORA MI TROVAVO IN UNA STRANA SITUAZIONE CHE NON SAPEVO GESTIRE. Non ne poteva più. Riuscivo a distinguerle, Paola opponeva una lieve resistenza alla penetrazione ed estraeva le lingua per percorrere l'asta a raggiungerne la parte più lontana, mentre Chiara, che la guidava per entrambe con la mano, lasciava affondare la bocca semiaperta ad ingoiarla completamente. Quando l'ascensore si fermò, fuggirono in fretta fino alla porta di ingresso, lui cercò le chiavi in tasca mentre lei continuava a stuzzicargli la patta, trovò le chiavi, le infilò nella toppa ed entrarono. Lei non si era spostata. Erano quattro ragazzi, due coppie, sembravano tedeschi o olandesi. Kim si rivestì da segretaria e andò a ricevere altri pazienti, mentre Elisa, reinfilatosi il camice, andò al suo tavolo. "Adesso fatemi schiava dei vostri più perversi pensieri, tanto io sto qui a subire". Mi ringraziò e ci infilammo nel traffico urbano. "Si vede che mi hai contagiato. tanto quanto me lo permetteva lo stretto cappuccio. Si sdraiò sul grande letto, e con l' indice e il medio si allargò la fica sempre molto bagnata, chiedendomi di leccarla. Hai paura che possa violentarti disse con tono scherzoso, o ti sei innamorato di Chiara e non mi desideri più. " guardai la torre e di nuovo Maurizio
"Mi lasci condurre il gioco?"
"Come potrei risponderti di no. Nel pomeriggio, erano circa le diciassette, come da programma, mi recai all'indirizzo segnato sul foglio. Chiara aveva messo la testa sotto il lenzuolo per non guardare e ci infilammo nel letto, Paola al centro, Chiara ed io ai due lati. Scambiste 178.Mentre guidava, ancora rossa in volto per quel che era successo poco prima, si girò un secondo verso di me e, fissandomi negli occhi, disse:
-Grazie. Qualche centinaio di metri dopo la sentii correre alle mie spalle, mi voltai e balzò verso di me. Di colpo lui mi prese con violenza e mi trascino' di nuovo nella stanza, mi lego' al letto a pancia sotto, con le gambe divaricate, e con la stressa cintura con cui lo avevo colpito prima, mi colpi' adesso, scambiandosi le parti. A quel punto mi disse che da quel momento in poi avrei dovuto obbedire ad ogni suo ordine, e che non avrei potuto parlare se non dopo sua precisa richiesta. La vidi aiutarlo a slacciarsi i pantaloni e calargli con frenesia la cerniera. Quindi si alzarono, pagarono le consumazioni e andarono via. Con una mano raccolsi un po' del suo fluido e lo trasportai sulla fenditura più stretta. Alternava effusioni e carezze ora all'uno ora all'altra senza il minimo imbarazzo. I due maschi mi presero le gambe e le sollevarono, sì da scoprire meglio la vista del mio culo. I nostri movimenti si facevano sempre più frenetici ed i nostri volti erano ormai coperti della saliva dell'altro. Non mi ero sbagliato, aveva qualche chilo in più rispetto a Paola ma questo non disturbava affatto, anzi, posizionati nelle zone giuste la rendevano già femmina, meno acerba, addirittura più desiderabile. Roberto divenne rosso di rabbia, tentò di distogliermi, ed allora io dissi :
"smettila, sporco uomo, masturbati da solo, forza. Io non ho resistito all'invito ed ho lasciato salire la mia mano lungo le sue cosce avvolte in fini calze nere fino alla sua fica, era calda, ho scostato le mutandine. Ignari molti, indifferenti gli altri. Kim dovette vedere una smorfia di dolore sul mio volto, perché si fermò, ma le dissi:
"No, un altro giro: aprimi come una troia…", e così fece. Con le mani le presi le gambe e risalii fino alle cosce, lei continuava a ridere e io non avevo nessuna intenzione di finirla lì, e risalii ancora fino a che dovetti giustificare in qualche modo quello che stavo facendo, allora le mollai un vigoroso pizzicotto sul sedere. Immobilità e movimento erano sapientemente dosati. Dopo qualche attimo, mentre il mio respiro riassumeva la normale velocità, la vidi riapparire con una bottiglia di balsamo al cocco (se non ricordo male). Non dicevo nulla, esordì allora lei:
-Perché non mi massaggi le gambe, sono un po' stanca. La mia eccitazione crebbe all'inverosimile alla scoperta che sotto il lungo vestito era nuda e completamente depilata. 178 Scambiste.Ma arrivato a quel punto il desiderio di prendere la fica era troppo e nonostante le quello che mi aveva detto ossia che essendo ancora vergine non mi avrebbe mai permesso di chiavarla le sollevai le gambe e con un rapido colpo di bacino feci scomparire il mio cazzo nella fica di mia cugina che capito cosa stava accadendo spalancò gli occhi ma capendo che era inutile protestare mi lascio violare il suo sesso, quandò dopo qualche prova ruppi l'imene Arianna urlò di dolore ma alla fine ad ogni mio affondo vedevo che iniziava a godere e alla fine mi incoraggiava a fotterla:
"Si dai sfondami la fica, così aprimi" dopo tre minuti raggiungemmo uno splendido orgasmo e io gli sborrai dentro la fica come lei stessa mi aveva chiesto. La portò in un locale fumoso e intimo, dove suonavano bene e l'atmosfera era calda. Le minigonne che si comperava erano per me sempre troppo lunghe, io stesso le accorciavo ulteriormente in modo da costringerla a mostrare sempre di piu' le coscie al di sopra dell'orlo delle calze, ed era per lei diventato impossibile sedersi senza mostrare cosa indossava sotto. Eravamo rimasti per due giorni e due notti intere nella stessa stanza alternando sesso a tramezzini, caffè e succo d'arancia. John allora la liberò dalla sua presa e le permise di sciacquarsi la bocca con dell'acqua. Cominciai finalmente a penetrarla in una condizione di totale lussuria. Una cintura rossa le stringeva leggermente il vestito alla vita, non portava calze e camminava scalza sulla moquette dell'appartamento. Non ostante la premessa, ho deciso di scrivere ugualmente questa storia nella speranza che a qualcuno possa piacere e chissà forse gradirla al punto tale da dedicarmi un racconto. Quando rimase poco più di un metro di corda, la fece passare attorno alla cinghia in vita, in mezzo alla pancia; non fu facile perché non vi era alcun gioco tra la cinghia e la carne ma cercai di agevolare la mia Padrona trattenendo il respiro e stringendo la pancia: riuscii solo a guadagnare un paio millimetri, tanto era tesa la mia costrizione. Non aveva proprio senso, doveva cercare di accostare a destra e aspettare che si calmasse un pó la bufera di neve. In un batter d'occhio mia moglie stava spompinando il proprietario e nello stesso momento uno la inculava violentemente mentre un altro la pistonava con foga in vagina. ma cosa ti avrei attaccato?" Domando stupito. Qualche centinaio di metri dopo la sentii correre alle mie spalle, mi voltai e balzò verso di me. "Bella", dissi. - Molly non te l'ha detto? Regolerò tutto con lei. Ebbi un sobbalzo, non aveva chiuso a chiave ma in quelle condizioni come potevo aprirlo? Inoltre pensavo mi volesse chiudere dentro come forma di punizione per un po'. Mia moglie era eccitatissima. Dopo poco mi sussurrò nell'orecchio che, se volevo, potevamo farlo di nuovo tutti insieme. Lei, rimasta sola, accese una sigaretta e avvertì la netta sensazione d'averlo preso non solo in bocca ma anche nel culo. Di colpo lui mi prese con violenza e mi trascino' di nuovo nella stanza, mi lego' al letto a pancia sotto, con le gambe divaricate, e con la stressa cintura con cui lo avevo colpito prima, mi colpi' adesso, scambiandosi le parti. Scambiste 178.Questi due cazzi mi stanno facendo venire la febbre per il godimento. Mi piaceva vederla fotografata da Franco, guardarla spogliarsi ai suoi comandi e posare in pose sempre piu' sexy. Mi disse che se aspettavo alcuni giorni mi avrebbe preparato un specchio adatta dal qua! le avrei potuto assistere allo spettacolo. Io a questo punto tentai di uscire ma qello stronzo mi aveva chiuso a chiave la porta. Sentivo che stava per esplodere, mi spingeva il sesso in bocca come volesse scoparmi in quel modo e il ritmo si stava facendo frenetico; con le mani mi teneva la testa attaccata al sesso e me lo spingeva dentro. Mi rilassai un poco, non più timoroso di perdere l'uso delle mani, ma cercai ancora una volta di raggiungere i nodi che come dissi prima erano però situati dietro la mia schiena. Per tutta risposta mi consigliò di farla insieme. I nostri movimenti si facevano sempre più frenetici ed i nostri volti erano ormai coperti della saliva dell'altro. Batteva sempre piu' forte e di tanto in tanto forzava con il manico cercando di penetrarmi. Durante il percorso non smisi di guardarla. Gary disse di si senza ripensarci un attimo. Sopra venne legato un foulard piccolo, verde, lucido, molto bello da vedere come effetto. Lei non disse niente, mi sorrise e si lasciò cadere nel fieno, stesa al mio fianco. Giocando sul forte rapporto di complicità che lo lega a sua moglie Lara, le propone un malizioso gioco. intuii che stava pulendo qualcosa che gocciolava da me. Avrei goduto chiuso in quello spazio angusto o sarei saltato fuori dalla doccia per mettere in atto le mie fantasie. Francesco affondò il volto tra le sue gambe e cominciò a leccarla. Non aveva chiesto a Cassie neanche il cognome, appunto perché cercava l'avventura e anche una sorpresa, e quello che cercava lo aveva trovato. Credo non si sia accorta di nulla. INCOMINCIO A METTERE LA MANI SOTTO LOI SPESSO MAGLIONE INVERNALE PER POI SPINGERSI SOTTO LA CAMICIA PER TOCCARMI I CAPEZZOLI IN UN MODO MOLTO SENSUALE. 178 Scambiste. |