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Alla fine di quel fantastico trattamento, ero madido e profumato di quel balsamo, la presi di forza, ormai annebbiato dall’eccitazione, e le versai sui seni il resto del contenuto. “Puoi togliere i sandali, se vuoi”, disse “No, preferisco tenerli” risposi. Il clima era ancora piuttosto estivo e lui preparava un esame abbastanza controvoglia. Non avrei mai immaginato che tutto ciò potesse capitare proprio a me. Lei mi guardava, i suoi occhi erano lucidi, si inumidì le labbra con la lingua e disse <voglio un pò di carne> sfilai il dito, nascondendolo con il tovagliolo lo portai alla bocca e lo ripulii, il suo sguardo non si staccava da me, le passai il vassoio della carne. Farsi strada tra loro non fu difficile perché erano talmente mosce da non opporre alcuna resistenza. A malavoglia riavviai la macchina e ripresi il cammino verso casa sua. Due chiacchiere di convenevoli (come sta zia Molly e così via) finchè disse: – Vogliamo cominciare? Jenny cominciò a tremare e, con fare rassicurante, lui la invitò a distendersi. Si sfilò i molti braccialetti che appoggiò sul comodino. Continuai a leccarla in quella posizione e quando allungò la mano per aprire le labbra della fica capii che era giunto il momento di penetrarla. non ci credo”. Poi, ad esempio. Complessivamente stavo bene, e lei mi disse: “Per la seconda parte della visita devo prepararti un po’ per renderti appetibile”. “Ingoia tutto, da bravo cosi’, e adesso leccagli bene la cappella, non perderne neanche una goccia”. ” Il suo accenno così diretto al nostro “segreto” mi colpisce allo stomaco e mi provoca una erezione immediata. Succhiai immediatamente il tacco e leccai la suola di queste calzature da favola, immaginandomi calpestato e torturato da esse, cominciando in seguito a lucidarle con la mia saliva e con panno che era stato appositamente lasciato nei pressi. “E ora?” disse allargandomi il culo ulteriormente. La feci chiamare per offrirle un posto in segreteria e mi rispose molto onestamente, che una mia ingerenza sul capo del personale, avrebbe potuto creare astio tra loro due. Dopo avermi infilato il collare ed aver messo il guinzaglio, mi fece attraversare l’appartamento a carponi fino al “dungeon” dove arrivai con il cuore a duemila, non tanto per lo sforzo di camminare come un cane, ma per l’ansia e l’emozione di poter finalmente espletare le mie funzioni di schiavo convinto. Nel giorno del suo trentesimo compleanno, dopo quindici anni in Spagna, Francesco -madre napoletana e padre spagnolo- torna a vivere a Napoli. Casalinghe Fetish.Appena l’aprì, mi apparve subito una Paola diversa da come già la conoscevo: indossava, infatti, un lungo abito scuro con una profonda scollatura che lasciava intravedere i suoi seni già ben formati e la sagoma dei suoi capezzoli che già gonfi spiccavano sotto il vestito. La moglie del notaio aveva l’abitudine di andare al cimitero ogni due settimane la domenica mattina per visitare la tomba del padre e ogni quindici giorni, di domenica si recava al negozio del fioraio per acquistare dei fiori. Il reggiseno non le serviva piu’, indossava qualche volta dei modelli particolari , roba da sex shop, che io le regalavo e che portava sotto camicette trasparenti o giacche tenute sempre aperte. Aveva ormai perso ogni controllo ed era in balia del mio volere. Aveva diciannove anni, andava verso i venti, aveva già avuto diverse esperienze, piuttosto saltuarie certo, ma quanto bastava per non dirsi proprio alle prime armi. Mi sono appostato fuori dalla porta e ho visto mia moglie Elena che si toglieva la giacca davanti a tutti, rimaneva nuda, il grassone cominciava a toccarli le tette e la figa mentre gli altri uomini si liberavano l’uccello dai pantaloni. Anche lei era allegra e spigliata e l’atmosfera che regnava era quella tipica delle gite scolastiche. “Avanti. Ci infilò dentro un dito e lei parve ribellarsi. Durante la notte sentii solo colpi di frusta ed urla di Roberto. Lui mi guardava con occhi rossi e lucenti, il piacere che entrambi sentivamo era immenso, nel punto cruciale del mio orgasmo un rumore. Chissà quante donne avranno bisogno di lei, pensai, mentalmente rassegnandomi ad una lunga lista d’attesa. La porta è chiusa. Non dicevo nulla, esordì allora lei: -Perché non mi massaggi le gambe, sono un po’ stanca. Appena si avvide di quel bel gruzzolo di banconote si illuminò, sfoderò il suo più puttanesco sorriso e, lasciando lì le scarpe, si diresse al tavolo dei due amici. Continuò così per un po’, senza però mai farmi venire. Forse era per l’eccitazione accumulata o che so io, ma ho raggiunto un orgasmo istantaneo, fulminante. Mi raccontava con dovizia di particolari tutto quello che avremmo fatto, le posizioni che avremmo assunto e le sue mani, ancora così distanti, si erano già intrufolate nei miei pantaloni. Rischia di innescarsi una spirale perversa che potrebbe portare, da una parte, te a richieste sempre più estreme per raggiungere l’orgasmo, e dall’altra il tuo compagno sempre più lontano perché non riesce a soddisfarti, o perché ti vede indesiderabile”. ORA MI TROVAVO IN UNA STRANA SITUAZIONE CHE NON SAPEVO GESTIRE. Fetish Casalinghe.- Io entrai nella casa e lei, dopo aver richiuso la porta, mi invitò a seguirla. Aveva nella mente due immagini indelebili: le labbra di Silvia socchiuse intorno al suo membro e i piedi della Padrona sul suo volto. Quattro piani con le sue mani che mi rovistavano ed ero già fuori di testa. All’inizio ogni tentativo fu inutile. Mi sono svegliato e sono andato a vedere che cosa faceva mia cugina che circa due ore prima avevo lasciato a piangere sul divano con il culo sfondato e con sborra mista a sangue che le colava sulle gambe; già l’immaginavo a casa di mio zio a raccontare quello che era accaduto, aprii la porta del salone e con sorpresa la vidi sul divano a quattro zampe mentre con una mano tormentava il clitoride e con l’altra si metteva un cetriolo nel culo andando avanti e dietro con sempre maggior vigore. Portava la giacca da cameriere su dei jeans un po’ attillati che mettevano bene in risalto la fisicita’ delle sua gambe. Le gambe allargate, con l’indice ed il medio della mano sinistra si teneva aperte le grandi labbra, mentre con il medio della destra lasciva cadere alcune gocce di latte sul suo clitoride, rosso e gonfio. Allungai la mano nella borsa e, preso il vibratore, mi sistemai sulla sdraio, tirando su le gambe e mettendo i piedi sui braccioli; in tal modo ero con le cosce spalancate e con la mano sinistra infilai il vibratore nella fica mentre con la destra mi sgrillettavo il clitoride. Solo il pensiero di come mai si fosse trovato in quella situazione lo fece ridere. Bene, per quanto mi riguarda, lo spadroneggiamento su di me poteva continuare, perché più venivo sottomessa e più godevo. Provvedi alla fica”. L’avevo conosciuta solo due ore prima in un caffè del centro, una donna di mezza età, dal trucco u pò pesante, quasi volgare, lo sguardo quello si era da vera troia, dopo meno di un ora stava succhiando il mio cazzo. – Certo, magari in banconote da centomila! Dammi retta – concluse Gianni – invece di dire stronzate, la bocca usala per altre cose che ti riescono meglio. Era il suo sogno erotico. Anna era seduta per terra, nuda dalla vita in giu’. ma cosa ti avrei attaccato?” Domando stupito. Cosi’ dicendo , Paola premeva con la punta del suo stivale contro la lucida plastica del body, tesa dal mio sesso eccitato. NON SAPEVO COSA FARE COSI’, PER EVITARE DI VENIRE, MI STACCAI DA LEI INCOMINCIANDOLA A SPOGLIARE TOGLIENDOGLI PRIMA IL MAGLIONE E POI LA CAMICIA ,AFFONDAI NEI SUOI SENI LECCANDO SPASMODICAMENTE I CAPEZZOLI INDURITI DALL’ECCITAZIONE. Quel giorno facemmo l’amore in tutti i modi ed in tutti i posti possibili. Spalmò quel favoloso balsamo come se mi stesse masturbando e il mio cazzo aumentava di calore, era in fiamme e la cappella mi si gonfiò come mai m’era capitato di vedere. Fetish Casalinghe.” Le narici lasciavano vedere un respiro sempre piu’ rapido, quasi affannoso. Il mio pensiero, in effetti, era rivolto a Roberto, saremmo rimasti soli ed avrei potuto continuare il mio piacevolissimo gioco. Purtroppo, un rumore di passi ci ha richiamato alla realta’. Elisa, nel frattempo, aveva preso un divaricatore permanente, di quelli che si usano in sala parto, e lo aveva usato per tenermi aperto il culo. Mi sono chinata e glielo ho preso in bocca. Potevo vederla nitidamente illuminata dallo spot del bagno. Ci infilò dentro un dito e lei parve ribellarsi. Con la mano libera diede qualche giro alla vite e sentii le pareti del mio viscere anale aprirsi. A proposito, è tutto registrato da una videocamera nascosta. Ora, è qualche tempo che non la sento più, ma il ricordo di lei e di quella notte rimarrà per sempre vivo in me. Helga tornò la Domenica sera stanchissima, fece una doccia, cenò insieme a Roberto ed andò a dormire. Mi sentivo oscena in quella posizione, ma nonostante ciò mi eccitasse al massimo, e nonostante mi stessi fottendo furiosamente con l’arnese, non riuscii a raggiungere l’orgasmo. La sera dopo il suo ritorno, Silvia porta Francesco ad una festa in una villa alle pendici del Vesuvio, dove offre a Francesco uno strano regalo di compleanno: se stessa. John Sanders era un cinquantenne assai distinto e la fece accomodare nel suo studio. “Vai in bagno” – fu l’ordine – penso tu ne abbia bisogno. Poco dopo, davanti a lui il Ranger con l’asciugamano, Gary rimase a bocca aperta, visto senza giaccone Harris,non era un Ranger ma una Ranger. Di scatto mi girai, lui quasi cadde, sbottonai il grembiule e mostrai la mia passera: “Vieni, leccala, non vedi come gronda!”. Le sentivo sode, vibranti e quando si abbassò per baciarmi sul collo, ne approfittai per far scivolare le mani tra le sue gambe. Di sicuro conserverò il ricordo di una bellissima ed esperta padrona, che tramite l’amministrazione delle sue dolorose punizioni è riuscita a farmi arrivare ad un piacere sublime e a delle emozioni altresì irraggiungibili. L’aria che passava dai buchini divenne l’unica fonte di vita, poiché dalla bocca non poteva filtrarne più. Casalinghe Fetish.Provvedi alla fica”. Il proprietario mi guardava e rideva, io non sapevo cosa fare, mia moglie sfondata gemeva e con un cazzo in bocca non si capiva se godeva o se voleva smettere. Era rimasta delusa da quell’esperienza che aveva tanto desiderato e non voleva, questa volta, avere la stessa delusione. ” Tremai sentendo quelle parole, l’avevo provocata, è vero, ma in cuor mio credevo si sarebbe fatta impietosire e mi avrebbe liberato dopo poco, come aveva sempre fatto fino ad allora. Il corridoio era libero e sarei potuto entrare senza essere visto. Le gambe allargate, con l’indice ed il medio della mano sinistra si teneva aperte le grandi labbra, mentre con il medio della destra lasciva cadere alcune gocce di latte sul suo clitoride, rosso e gonfio. Entro e esco dalla sua fica come se la lingua fosse un piccolo ma velocissimo cazzo. Poco dopo mi raggiunge un po’ ansimante come del resto lo ero io (forse più per l’eccitazione che per la fatica). Mi ritrassi trattenendo il fiato. L’apertura era stretta e asciutta. Attratto probabilmente dall’odore e dal miele che le bagnava l’interno, l’alano ha iniziato a leccarla, mentre la tensione in me lasciava spazio ad un’eccitazione crescente. Lo disse con un tono da donna che si abbandona ad un uomo, ma in realtà era lei a controllare la situazione, a stabilire i tempi, a prevedere ciò che lui avrebbe fatto. – No, devo andare. , brave cosi’, ora baciatevi, voglio vedere bene le vostre lingue che si toccano”. Continuando con questo genere di domande, arrivai a scoprire quello che voleva. In breve, all’una di notte, eravamo nel parco, soli, al chiarore della luna piena: le sue mutandine erano finite nelle tasche dei miei pantaloni e ci baciavamo appassionatamente. Le minigonne che si comperava erano per me sempre troppo lunghe, io stesso le accorciavo ulteriormente in modo da costringerla a mostrare sempre di piu’ le coscie al di sopra dell’orlo delle calze, ed era per lei diventato impossibile sedersi senza mostrare cosa indossava sotto. La prima mezz’ora la passammo a parlare di me: nel corso della chiacchierata Elisa compilò la cartella personale, con tutta la mia anamnesi, eventuali ricoveri, interventi chirurgici (figurarsi: il massimo di frequentazione con l’ospedale fu una medicazione al pronto soccorso cittadino per una caduta da bicicletta a dodici anni!) e altre notizie di rito. Melissa prese una spazzola per capelli di metallo e comincio’ a battermela sulle chiappe. Aveva un corpo ancora più bello di quello che avesse potuto immaginare, con seni alti, sferici dai capezzoli scuri, spalle larghe, vita stretta e fianchi ad anfora: la pelle era di consistenza serica e di colore ambrato uniforme. Casalinghe Fetish.

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