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Lui era rivolto con lo sguardo verso la finestra, io appoggiata con le spalle al muro. Poi delicatamente la massaggiai. Aveva grandi occhi azzurri. Nel transitare a passo d'uomo notai con piacere che nessuno si è fatto male, ma l'utilitaria tamponata da un furgone non poteva di certo riprendere la marcia. Mi ordinò immediatamente di rendere omaggio a suoi
piedini nudi e profumati che prestissimo sarebbero stati avvolti dagli stivali che avevo appena finito di lucidare. Per fortuna non pensò di legarmi i polsi ai genitali, altro modo per scoraggiare qualsiasi movimento pena l'autocastrazione. Quindi Elisa lasciò andare il culo che si richiuse con un colpo secco, e sfilò il divaricatore dalla fica. Vista la resistenza che Chiara le opponeva chiese il mio intervento per sopraffarla. Riusciva a far vibrare ogni centimetro del suo corpo senza muovere i piedi, ed ogni volta che divaricava le gambe per abbassarsi, le labbra della fica si schiudevano come un fiore ai primi raggi del sole lasciando intravedere l'ingresso
del paradiso. La salutai e lei mi disse:
"Dopo quello che c'è stato un bacio me lo puoi dare, no?"
"Beh"… Neanche il tempo di parlare e le nostre lingue si toccarono per mezzo minuto buono, dopodichè disse al mio orecchio:
"Guarda che il divaricatore non era lì per caso. Le sue gonne divennero sempre piu' corte e strette, tacchi sempre piu' alti, indossava solo calze con reggicalze ben in vista o autoreggenti. in un angolo la scala antincendio scendeva verso il basso, pochi gradini ci avrebbero nascosto alla vista di chi poteva affacciarsi sulla terrazza per vedere il temporale. Credo non si sia accorta di nulla. Qualche minuto dopo, lasciata l'utilitaria parcheggiata in una piazzola d'emergenza, avevamo già ripreso la marcia per Roma. Il mio pensiero, in effetti, era rivolto a Roberto, saremmo rimasti soli ed avrei potuto continuare il mio piacevolissimo gioco. Nel pallone più assoluto l'afferrai per le gambe e cominciai a baciarla sull'addome stringendola a me e tenendo serrate le sue natiche tra le mie mani. Lei iniziò a carezzare il mio petto e con una voce tremolante mi sussurrò:
-Voglio fare l'amore con te-
Finalmente era arrivato il momento, non aspettavo altro, e in quell'istante anche io ebbi la certezza che quella donna mi piaceva e l'amavo. La modella come un guanto. Roberto iniziò in silenzio a masturbarsi davanti a me, io lo fissavo e lo incitavo, la scena era straordinaria
"dai, schiavo, fai vedere alla tua padroncina come godi". "Si ecco, fammi venire, vengo, vengo," geme lei bagnandomi di piacere la faccia, il naso, la lingua. La Tua Padrona Esperta.Quando mi risvegliai dopo essermi assopito per alcuni istanti, lei dormiva prona sotto le lenzuola. Da quando ci frequentavamo, non ricordai un'emissione così copiosa da parte sua. 27 sferzate di inaudita violenza con un "cane" molto rigido. Dalla finestrella i nuvoloni neri correvano impazziti verso il mare scoprendo altre nuvole bianche, molto più in alto. Jenny si contrasse e stava per vomitare. Mi chiamo Francesco G. Ma arrivato a quel punto il desiderio di prendere la fica era troppo e nonostante le quello che mi aveva detto ossia che essendo ancora vergine non mi avrebbe mai permesso di chiavarla le sollevai le gambe e con un rapido colpo di bacino feci scomparire il mio cazzo nella fica di mia cugina che capito cosa stava accadendo spalancò gli occhi ma capendo che era inutile protestare mi lascio violare il suo sesso, quandò dopo qualche prova ruppi l'imene Arianna urlò di dolore ma alla fine ad ogni mio affondo vedevo che iniziava a godere e alla fine mi incoraggiava a fotterla:
"Si dai sfondami la fica, così aprimi" dopo tre minuti raggiungemmo uno splendido orgasmo e io gli sborrai dentro la fica come lei stessa mi aveva chiesto. Avevamo conosciuto Melissa al mare , l'anno scorso. Il giorno seguente lavorai come al solito cercando disperatamente di dimenticare quello che era successo, anche se l'impresa era veramente ardua. Doveva essere intorno al metro e settanta, i capelli erano biondi e il volto di una bellezza poco usuale, con qualcosa di infantile nell'espressione de
"Francesco, ascolta, non mi va che tu dorma a terra per colpa mia. Zoommai la cinepresa sulla faccia di mia moglie (Elena ha un modo particolare di fare i pompini, invece di andare su e giù, gira freneticamente la lingua sulla cappella perchè dice che così sente di più il gusto) con questo metodo ottiene velocemente l'orgasmo e dal cazzone del tipo cominciò a sgorgare una quantità enorme di sperma che mia moglie cominciò ad ingoiare, quel poco che si fecce sfuggire le imbrattò la faccia ma non fece in tempo a pulirsi che già un altro cazzo le venne piantato in bocca e lei cominciò di nuovo a succhiare. Ora, è qualche tempo che non la sento più, ma il ricordo di lei e di quella notte rimarrà per sempre vivo in me. Baciava bene, con tutta la bocca, la lingua, le labbra, un bacio caldo, asciutto, protettivo. Fortunatamente non portava nessun maglione abbondante. Improvvisamente il suo piede sinistro, seguito subito dopo anche dal destro, si alzò, si posò sui miei pantaloni, proprio all'altezza del pene, ed iniziò a spingere. Lo portai in bagno e con un altro foulard legai i suoi polsi gia' stretti, al bastone della tenda della doccia. Finito di rasarmi mi disse che ora avrebbe iniziato a divertirsi. Mi mossi lentamente mentre le carezzavo i glutei con le mani. Mi spogliai immediatamente, e nella doccia fantasticai non poco sulla mia prossima sessione con questa donna di incredibile sicurezza e professionalità. Era stretto, stretto ho spinto forte ma non cedeva, allo mi sono sputato su una mano ed inumidita la punta hon riprovato, lo ho sentito piano piano scivolare dentro, ha mugolato
"noo no no mi spacchi tutta mi fai male mi stai sfondando" ma io implacabile ho spinto più forte fino a farlo entrare tutto, poi mi sono fermato un'attimo per lasciarla abituare a quella nuova sensazione. Esperta La Tua Padrona.Suonai il campanello e, dopo una breve attesa, mi venne ad aprire una signora di circa sessanta anni, molto distinta e ben vestita. CON ABILI MOVIMENTI MI FECE RAGGIUNGERE L'ORGASMO PIU' BELLO DELLA MIA VITA LECCANDO POI LA MIA ASTA SPORCA DI SPERMA VISCHIOSO CHE CONTINUAVA ANCORA A PULSARE. Nel momento in cui aprì la bocca, ci affondai il cazzo trattenendola per la testa. "Ottima idea", rispose Paola. Da sotto con quel tempo e la notte che stava scendendo chi avrebbe potuto vederci?
Così appoggiata al corrimano, e pensare che soffro anche di vertigini, lui mi ha alzato la gonna e con una rapidità inconsueta con pochi colpi violenti abbiamo finalmente sfogato la tensione che era ormai diventata insostenibile poi un po' fradici ma felici siamo rientrati e galleggiando nella nostra beatitudine ci siamo avviati verso la macchina adesso lo shopping piace anche a lui,. Io iniziai a spingere delicatamente ed in breve lo introdussi tutto dentro di lei. Le mie mani erano ferme sul sedere di Anna, che avevano precedentemente scoperto, avendo alzato il vestito alla vita, ed il cane ha iniziato ad annusarle le gambe, poi il sedere. - Non saranno molti soldi con lui, questo è certo. la grande avventura"
C'era un dolce sorriso stampato su quel bel viso, mentre gli poneva l'asciugamano. Aveva il volto stravolto, la bocca semiaperta ed ansimante. Il nostro discorso fu una quasi ripetizione di quello che avevamo già discusso per telefono con delle considerazioni, che io ritenni molto professionali, da parte sua circa la mia salute e il mio stato psicologico. Kim e Elisa erano salite a cavalcioni sopra di me, e mentre la prima mi pisciava in faccia, la seconda, calibrando il getto, stava facendo cadere il proprio liquido dorato sopra la fica. Riprovai a spingere, facendo entrare solo la punta. Mi salutò rispondendo che ne avrebbero parlato la sera stessa e me ne avrebbe dato risposta il giorno successivo. Era ormai in mio possesso e la
cosa mi piaceva. Kim doveva aver intuito i miei pensieri, perché scivolò verso la mia fica. Forse lo stress era un alibi che ci eravamo creati, pensai allora, e la mia resistenza a venire mi aveva fatto desiderare meno il cazzo del mio uomo, o forse, chissà, non gli interessavo più come prima…
Basta, pensai, qui bisogna fare qualcosa. Ma stavolta avevo veramente esagerato, le avevo persino chiesto (pensate un po'?) se non si stava rammollendo!!!
Mi recai in bagno a tentoni, non potendo nemmeno allungare le mani per non sbattere, ma senza grossi danni raggiunsi la tazza che per fortuna era aperta e mi ci sedetti sopra. Quando mi risvegliai dopo essermi assopito per alcuni istanti, lei dormiva prona sotto le lenzuola. ". Padrona Esperta Tua La.Ne leccava l'interno tenendola aperta a tal punto da riuscire a vederne il colore rossastro e continuava ad affondarci l'indice ed il medio della mano destra anche quando ne mordicchiava i lembi. Mi piace sentire il gusto dei miei orgasmi e ho cominciato a leccarlo e succhiarlo. Il giorno dopo sono partita, ma evidentemente il cameriere aveva avuto il mio indirizzo e mi aveva spedito quel regalo con quel biglietto proprio per il mio compleanno, per rignraziarmi. Franco venne quasi subito, ad ogni suo getto sentivo la mia bocca
riempirsi del suo sperma. Si era ritratta perché non era né il momento né il luogo e non certo perché non lo desiderasse. Strusciai il membro sul suo volto, sporcandolo di sperma. Chissà quante donne avranno bisogno di lei, pensai, mentalmente rassegnandomi ad una lunga lista d'attesa. Lui si alzava in piedi, non vedeva molto nella stanza, muoveva un passo verso la porta e all'improvviso si trovava contro i due seni di lei puntati sul petto. Il gran numero di francobolli utilizzati per l'affrancatura m'incuriosì e cominciai a staccarli delicatamente. Voluttà ed emozione si confondevano e mi confondevano. "Oddio che meravigli" e preso da coraggio allungo la mano e muovo delicatamente quel cazzo di gomma che la riempie. Lui mi guardava con occhi rossi e lucenti, il piacere che entrambi sentivamo era immenso, nel punto cruciale del mio orgasmo un rumore. Continuando con questo genere di domande, arrivai a scoprire quello che voleva. , brave cosi', ora baciatevi, voglio vedere bene le vostre lingue che si toccano". Non la salutava più neanche. Poi gli disse "adesso voglio sentire le tue di labbra". Eseguii l'ordine datomi mio malgrado e la cosa le fece molto piacere, poteva disporre di me a suo piacimento e, poter influenzare le mie scelte la tranquillizzava. Riuscivano a capirsi senza dire una sola parola e Chiara sembrava eseguire ordini ricevuti telepaticamente. Ne fui felice perché da come si stavano mettendo le cose immaginavo che volesse bloccarmi la fuga con dei legacci a prova di evasione. Ad ogni salto il vestito si sollevava di qualche centimetro, le giovanissime gambe uscivano allo scoperto e la mia agitazione aumentava. Padrona La Tua Esperta.Ero diventato di troppo e non volevo privarle della loro intimità. Dopo la calzamaglia si tolse anche la camicetta bianca e rimase in mutandine e reggiseno color panna. Ottanta metri dai quali puoi guardare la città, sentirla vivere e respirare. Ma avevo fatto i conti senza l'oste. Mi affrettai quanto più potevo e, ancora bagnato, mi infilai nella 428. Non so a voi ma a me piacciono tanto i grandi megacentri commerciali e non solo per lo shopping. Dopo un po' presi il suo cazzo fra le mani e lo masturbai e quasi subito usci' un fiotto copioso di sperma, che mi colpi' in faccia. Offrii a tutti lo spettacolo del mio culo aperto dal divaricatore, e, mentre i due stalloni mi sfoderavano le mazze davanti, sì che io democraticamente potessi leccarmele un tanto per uno alternativamente, vidi nello specchio Elisa che richiudeva il divaricatore e me lo sfilava. E, per quel giorno, non mi sarei certo fermata lì. Casualmente era uno di quei giorni. La segretaria mi venne al fianco e iniziò a massaggiarmi le tette e i capezzoli con ritmo lento e circolare, mentre la sua bocca si avvicinava alla mia. "Ti avevo visto giá da lontano, non eri ancora arrivato e mi stavo preoccupando, quando ho visto ribaltare la tua jeep. Non era Carla che stavo possedendo, ma sfogavo su di lei ciò che provavo per Laura. "Allora apri sta bocca troia", quasi grido' cambiando il tono della voce. Scivolò sotto la camicia fino a sentire la base del reggiseno tra le dita, soppesò le coppe dei seni con le mani e poi le strinse le tette con foga, continuando ad affondarvi la faccia in mezzo e mormorando "Eleonora, Eleonora". Con lui si entrava gratis ovunque, Paola si divertiva molto, le piaceva molto frequentare la gente di quell'ambiente, e confondersi con loro. E' venuta una, due, tre volte. - Ricordati che ho mia moglie a casa, non posso mica fare l'alba. E lui sghignazzando:
- Secondo me ci stai prendendo anche gusto. Non perdevo occasione per osservarla. La Padrona Tua Esperta. |