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Chissà quando si sarebbe svegliata la Padrona, di solito dormiva fino a tardi. , per lavorare come traduttore e correttore in una piccola casa editrice. Io la tenevo con un braccio intorno la vita e l'altro sotto le gambe, mentre lei era stretta a me con le braccia avvinghiate intorno al mio collo e concentrata a baciare la mia orecchia. Elisa nel frattempo preparava un clistere
"Per pulirmi bene tutta", disse. Arrivati davanti ad un antico letto tutto di ferro sbattuto, lei con una spinta mi ci fece sdraiare sopra, quindi si distese vicino a me. Balsamo e umori erano ormai un'unica cosa. Non aveva chiesto a Cassie neanche il cognome, appunto perché cercava l'avventura e anche una sorpresa, e quello che cercava lo aveva trovato. Aspetta… AAAAH, mi stanno riempiendo di sborra… sono piena e sporca, se mi vedessi adesso…"
"Non importa. La sua mano continuava muoversi dentro e fuori di me, gli ho tirato fuori il sesso e facendo presa con un mio braccio attorno al collo mi sono sollevata su di lui e me lo sono messa dentro. Dopo avermi infilato il collare ed aver messo il guinzaglio, mi fece attraversare l'appartamento a carponi fino al "dungeon" dove arrivai con il cuore a duemila, non tanto per lo sforzo di camminare come un cane, ma per
l'ansia e l'emozione di poter finalmente espletare le mie funzioni di schiavo convinto. Balsamo e umori erano ormai un'unica cosa. Elisa, con mosse abili, dopo essersi infilata i guanti, mi lubrificò la vulva e mi inserì lo speculum per esaminarmi. Temendo di essere stati scoperti, ho alzato lo sguardo col cuore in gola. Si sedette su di lei a gambe larghe facendo aderire il suo sesso a quello dell'altra e prese a muoversi con movimenti ondulati, carezzandole contemporaneamente i capezzoli con una mano mentre con l'altra le solleticava la vagina. Spogliati le dissi, scostando leggermente la tenda per sporgermi verso di lei e guardarla mentre si spogliava. Proprio quella sera un cliente un po' stronzo aveva preso il ragazzo di punta. Allora vedremo se si può fare qualcosa qui. Però gli regalò l'illusione in quell'istante di poterla guidare nel suo letto. Per la voglia di cazzo che nel frattempo mi era venuta forse potevano bastare…), uno bianco e l'altro nero. Vivo per così dire, una vita serena e ritengo che la mia famiglia faccia altrettanto. Troie Donne Esperte."Che cazzo fate voi due, stronzi? Voglio sentire la sborra nel culo". Sedeva a tavola accanto a me, ed io non riuscivo a staccare gli occhi dalla scollatura della sua camicetta di seta bianca, intravedevi i suoi seni avvolti in un reggiseno di pizzo nero, e fantasticavo. Lei gridò e si ritrasse. Alternava dolcezze a frasi irripetibili che, a suo dire, ero io a scatenare. Il ragazzo obbediva docilmente. Ti devo raccontare della dottoressa che mi hai consigliato. Lei mi invitò ad accomodarmi sul divano, mi chiese se desideravo qualcosa da bere e, senza neppure aspettare la mia risposta mi offrì un bicchiere di whisky. Sollevai il lenzuolo lentamente per contemplare il suo corpo nudo, piano per non svegliarla. Lei mi guardava, i suoi occhi erano lucidi, si inumidì le labbra con la lingua e disse <voglio un pò di carne> sfilai il dito, nascondendolo con il tovagliolo lo portai alla bocca e lo ripulii, il suo sguardo non si staccava da me, le passai il vassoio della carne. Nel transitare a passo d'uomo notai con piacere che nessuno si è fatto male, ma l'utilitaria tamponata da un furgone non poteva di certo riprendere la marcia. La stava leccando. Due chiacchiere di convenevoli (come sta zia Molly e così via) finché disse:
- Vogliamo cominciare?
Jenny cominciò a tremare e, con fare rassicurante, lui la invitò a distendersi. Il ragazzo emetteva grida soffocate, di piacere. Le riempii la bocca di sperma, lei venne insieme a me, rivoli di saliva mista a sperma le colava dai lati della bocca mentre mi sorrideva felice. Avrei voluto prenderla subito, sollevarle quel lungo abito, strapparle con forza gli slip e penetrarla dolcemente lì, sul tavolo, in mezzo alle tartine e alla maionese. Una corsa verso di me e mi spinse nell'ascensore. Il suono del telefono in casa risvegliò Francesco dai suoi ricordi. Forse lo stress era un alibi che ci eravamo creati, pensai allora, e la mia resistenza a venire mi aveva fatto desiderare meno il cazzo del mio uomo, o forse, chissà, non gli interessavo più come prima…
Basta, pensai, qui bisogna fare qualcosa. Ero diventato più forte e potevo controllare bene le sue mosse, ma era divertente fingere di subire e mi trovai steso di schiena, con lei a cavalcioni che mi teneva giù la testa. Nel distendersi la gonna del suo vestitino si era un po' sollevata e John le guardò le gambe magre con grande tenerezza. Troie Esperte Donne.La moglie del notaio frequentava la bottega del fioraio che stava proprio sotto casa sua, e conosceva la figlia - che il sabato pomeriggio e la domenica mattina, libera da impegni scolastici, aiutava i genitori in negozio. Le riempii la bocca di sperma, lei venne insieme a me, rivoli di saliva mista a sperma le colava dai lati della bocca mentre mi sorrideva felice. Avrei voluto possederla li, in quel momento, dimostrarle che trent'anni di differenza non contavano nulla, che ero ancora in grado di tenerle testa, anzi che avrei potuto insegnarle tutto ciò che non sapeva. La penetrai nell'apertura anteriore, larga, calda e umida. Mi spogliai immediatamente, e nella doccia fantasticai non poco sulla mia prossima sessione con questa donna di incredibile sicurezza e professionalità. Per un tempo che sembrava infinito, Eleonora continuò a prenderglielo in bocca. "Vienimi in bocca, fammi sentire come godi" le dico infilandole tutta la lingua nella fica e cominciando a leccarla. Le sue labbra infatti erano glabre ed umide, senza traccia della sua ispida peluria. Eravamo entrambi sdraiati sul divano e lei non smetteva staccava un secondo la sua lingua da me, prima sul collo, poi in bocca, poi di nuovo sull'orecchia e così via, sembrava una gatta che lava i suoi cuccioli. La sera stessa Elena, mia moglie, torno a casa con la videocassetta porno tutta contenta di non averla pagata, io feci finta di niente e lei non accennò al fatto di essere stata appena sfondata da otto uomini contemporaneamente. Si era ritratta perché non era né il momento né il luogo e non certo perché non lo desiderasse. Mi affrettai in camera per avere il tempo di rinfrescarmi. - E ora - disse lui - fammi vedere come godi da sola, ma piano, non venire finche' non te lo dico io. Era alta e magrissima, con i capelli corti, il visetto piccolo e lentigginoso. Cercò, con la lingua, la lingua di Francesco. I due maschi mi presero le gambe e le sollevarono, sì da scoprire meglio la vista del mio culo. La salutai e lei mi disse:
"Dopo quello che c'è stato un bacio me lo puoi dare, no?"
"Beh"… Neanche il tempo di parlare e le nostre lingue si toccarono per mezzo minuto buono, dopodichè disse al mio orecchio:
"Guarda che il divaricatore non era lì per caso. , e lei mi informò sulle sue specialità e
suoi giochini preferiti. Rimasi immobile per qualche secondo. Dopo altrettante telefonate, decisi che Alannah era quella che
più delle altre aveva suscitato in me la voglia di sottomissione completa. Troie Donne Esperte.Entrato nella macchina iniziai a scrutarla, era truccata benissimo, senza un capello fuori posto, indossava una veste lunga fino ai piedi, un paio di scarpe basse e, per quel che le caviglie lasciavano trapelare, direi le solite calze color carne. "Meli', succhiale i capezzoli, voglio vederglieli gonfi e durissimi, dai falla eccitare di piu'. Riemersa in superficie, mandò giù un sorso di spumante e si rese contò di aver commesso un errore: non si era fatta pagare in anticipo e non aveva neanche stabilito il compenso. "Male?". Quella notte feci con Carla molte cose che da anni non facevamo più. Dopo aver detto così, Elisa, con un doppio vibratore, iniziò a penetrare culo e fica di Kim che nel frattempo aveva preso il posto mio sul lettino. Dovetti aver colpito nell'orgoglio Kim, perché allargò al massimo l'arnese e disse:
"Mi dispiace, corsa finita…". Jenny si ricompose e prima di uscire parlò dei soldi. Io vestivo una gonna larga e lunga, una camicetta e una giacca. Anche lì ricordava delle immagini nitide, precise. Lei mi guardava, i suoi occhi erano lucidi, si inumidì le labbra con la lingua e disse <voglio un pò di carne> sfilai il dito, nascondendolo con il tovagliolo lo portai alla bocca e lo ripulii, il suo sguardo non si staccava da me, le passai il vassoio della carne. Anche lei era allegra e spigliata e l'atmosfera che regnava era quella tipica delle gite scolastiche. E tolsi le mani. Tu invece sei sposata?-
-No, non ho mai trovato l'uomo della mia vita. Era alta e magrissima, con i capelli corti, il visetto piccolo e lentigginoso. QUEL GIORNO DI SCUOLA MI ASPETTAVA UN'INTERROGAZIONE DI LATINO E UNA DI LETTERATURA ITALIANA. Allora tutti mi guardavano con espressioni interrogative, io non sapevo che dire certo che era da vergognarsi ad avere una moglie così porca. Lo stavo masturbando piano piano con la mia mano destra quando con la sinistra mi sono slacciata i bottoni della camicia e ho cominciato a toccarmi i seni e ad accarezzarmeli. Indossava una giacca nera, sotto una camicia di seta bianca ed una gonna a portafoglio, sempre nera, che copriva a malapena le sue gambe, velate da un paio di calze color carne. "E quale soluzione proponi?"
"Fare tu il primo passo e renderti di nuovo desiderabile. Esperte Donne Troie.Le solite raccomandazioni sullo studio e salì in fretta le scale della scuola. I capezzoli, infiltrati con collagene per aumentarne il volume, le rimanevano perennemente duri e sporgenti. Urla di piacere per me. I suoi finalmente partirono il sabato mattina, non era la prima volta che la lasciavano sola, ma non poterono esimersi dal raccomandarle la massima prudenza e, sapendo che stavamo insieme, dal raccomandarmi di vigilare su di lei. Uno stupenda villa sull'Appia Antica. Era così bagnata che scivolai fuori più volte. "Bene Paola, disse Franco allacciandosi i pantaloni, non immaginavo che saresti stata cosi' brava nella parte della padroncina". "Maledizione, maledizione!" esclamó lui. Eri li sopra di me, la gonna sollevata che le scopriva le gambe un po' grassocce, mentre ogni volta che andava su e giù sul mio cazzo i seni le ballonzolavano. A questo punto intervenni, dicendo che era il cliente il responsabile dell'incidente e che anche le sue altre lamentele erano immotivate. Premere col cazzo sulle labbra della fica e coglierne la freschezza penetrandola delicatamente. "
"io? Ma se sto benissimo. Ora fatti visitare"
Mi sedetti sul lettino e appoggiai le gambe sui divaricatori. Uno stupenda villa sull'Appia Antica. Riprovai a spingere, facendo entrare solo la punta. Raccontami la prima volta che hai fatto l'amore con una ragazza. , avevo venticinque anni e mi ero appena laureato. (niente di strano lo aveva fatto più volte)io però mi eccitai a tal punto che le venni in bocca, lei come sempre inghiottì tutto aggiungendo la mia sborra al quintale di sperma che aveva nello stomaco. "Mi fermo?". Ma continuò a tenerle le mani anche dopo. Troie Esperte Donne. |