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Il corridoio era libero e sarei potuto entrare senza essere visto. "Puoi togliere i sandali, se vuoi", disse
"No, preferisco tenerli" risposi. Si sdraiò sul grande letto, e con l' indice e il medio si allargò la fica sempre molto bagnata, chiedendomi di leccarla. In attesa del servizio militare per racimolare qualche soldo avevo cercato un lavoretto da fare in attesa della fatidica chiamata. "Mi presento Cassandra Julia Harris, ma tutti mi chiamano Cassie"
"Allora Lei é, tu sei. Ero sempre sul punto di venire, ma lui ogni volta mi interrompeva - Non ancora! -
Quando mi ha dato il permesso ero sul punto di svenire e l'orgasmo mi ha lasciato delle onde di piacere che sono durate per decine di minuti! Ed una volta riaperti gli occhi lui era uscito. Alannah sembrò soddisfatta della mia prestazione e mentre mi slegava mi disse di essere stato un buono schiavo, e perciò mi avrebbe premiato con un giro in altalena. Ora vatti a fare una doccia, che dopo ci vediamo nello studio di là. Si è messo al mio fianco cercando di riprendere fiato. "Anche il mio compagno mi preferisce così quando mi fa sua…". Dopo essermi fatta la doccia, vidi che Kim aveva lasciato sul lettino il divaricatore anale a vite. Mi fermai solo quando fui in ginocchio, e mi calmai con dei respiri profondi, insomma. Poco dopo, davanti a lui il Ranger con l'asciugamano, Gary rimase a bocca aperta, visto senza giaccone Harris,non era un Ranger ma una Ranger. A scanso di equivoci vorrei precisare che a me piacciono le ragazze della mia età, tuttavia questa mia esperienza è stata talmente strana, coinvolgente e devo dire bella, da riuscire a convincermi che L'AMORE NON HA ETA'. Così dopo una serata tutto sommato tranquilla, in cui il mio unico impegno era stato quello di massaggiarle i piedi per rilassarla della giornata di lavoro, mi fece entrare nella sua camera con la borsa dei legacci. Poi si mise al suo fianco e avvicinò al suo volto a quello della ragazza. Da buone amiche trovarono ben presto un accordo. Poi cambiò idea:
"Non mi piace" disse, incrociandomeli invece davanti. L'unica cosa è che non devo mai voltarmi, ma solo attendere il modo come lui vuole utilizzarmi. La mano continuava ad avanzare, come prima cosa incontrò una piccola foresta di peli ormai radi, finalmente arrivò alle sue labbra. Esperta Padrona Donna."Non ci sei diventata, c'eri già", mi disse, mentre i due maschi si congedavano e Kim mi sfilava i divaricatori. come mai?
- Si' lo so, molti me lo dicono. Una felicità estrema mi pervadeva: di fronte a me vedevo quattro cacciatori intorno alla loro preda, una preda ridotta in schiavitù, presa nella posa più umiliante per una donna, con le gambe completamente aperte ad offrire il proprio culo e la propria fica, slargati, deformati e violati oscenamente per il loro piacere, e la preda ero io, lì, sporca di sborra e di piscio, che avevo fatto da paziente, da bambola e alla fine da cesso, con il dorato dei miei infradito che risplendeva nella luce tardo-pomeridiana. Non so se hai presente come sono strette le scale di queste torri ma mi è bastato allungare le gambe verso il suo petto per buttarlo contro la parete, con le spalle al muro, in piedi. Alla fine il cliente gli fece anche lo sgambetto e lo fece inciampare, e rovescio' tutto quello che stava portando. Appena l'aprì, mi apparve subito una Paola diversa da come già la conoscevo: indossava, infatti, un lungo abito scuro con una profonda scollatura che lasciava intravedere i suoi seni già ben formati e la sagoma dei suoi capezzoli che già gonfi spiccavano sotto il vestito. Parlammo per qualche minuto e la voglia di rivederla immediatamente mi pervase. Mi trovavo in una città del Nord America per affari, e visto che sarei rimasto li per un paio di giorni, decisi di avere una sessione con una "Professional Dominatrix". Alla reception mi consigliarono un albergo della stessa catena, poco distante e sicuramente più tranquillo, ma li rassicurai sul fatto che la cosa non mi dava assolutamente fastidio. Le afferrai la testa per allontanarla. La moglie del notaio frequentava la bottega del fioraio che stava proprio sotto casa sua, e conosceva la figlia - che il sabato pomeriggio e la domenica mattina, libera da impegni scolastici, aiutava i genitori in negozio. Erano usciti di soppiatto dall'albergo che li ospitava ed erano andati a ballare in un locale. Non era un vero e proprio strip. Ero vestito con gli indumenti femminili che di solito indosso quando sono da lei: una guaina costrittiva stretta con gancetti, calze nere fini, scarpe nere di vernice con tacco a spillo di 7 cm, gonna stretch a tubo fin sopra le ginocchia, camicetta di raso. Vivo per così dire, una vita serena e ritengo che la mia famiglia faccia altrettanto. " la sento dire. Parlammo per qualche minuto e la voglia di rivederla immediatamente mi pervase. Sarei stato in grado di parlare per ore senza dire assolutamente niente, ma non ne avevo né la voglia né il tempo. Si masturbava spesso dopo essere uscita con i ragazzi, perché con loro non riusciva a raggiungere l'orgasmo e subito dopo se lo procurava masturbandosi. se piangi io mi diverto di più sai?
La sua bocca era ormai invasa da un liquido dal sapore sconosciuto. Esperta Donna Padrona.I nostri movimenti si facevano sempre più frenetici ed i nostri volti erano ormai coperti della saliva dell'altro. Dammi la tua cintura. Iniziò quindi a spingere verso il basso facendo sbocciare il mio glande come una stupenda rosa. Appena si avvide di quel bel gruzzolo di banconote si illuminò, sfoderò il suo più puttanesco sorriso e, lasciando lì le scarpe, si diresse al tavolo dei due amici. L'apertura era stretta e asciutta. Era stato bello per tutta la mattina, ma da mezzogiorno il cielo aveva cominciato a coprirsi e adesso le nuvole nere erano arrivate, trascinate da un vento fortissimo che costringeva Novella a tenersi il cappello di paglia con la mano mentre camminava al mio fianco. Da quando ci frequentavamo, non ricordai un'emissione così copiosa da parte sua. "Cosa succede" disse lei. Kim prontamente eseguì. Sinceramente l'odore che arrivava al mio naso non era proprio quello di un fiore, anzi assomigliava più a quello di qualcosa in putrefazione, tuttavia era inebriante, faceva venire la voglia di sentirlo di nuovo. "Adesso ci divertiamo", aggiunse poco dopo con un beffardo sorriso. "Non importa". Lei è sempre normalissima ed io tento di essere disinvolto come sempre. Si sdraiò sulla donna facendo aderire il suo corpo a quello di lei. Era evidente che stavano parlando di quello che era successo in bagno e, dalla risposta affermativa di Chiara, capii che Paola non aveva sbagliato la previsione. E cominciai io a massaggiarla, sicuramente con meno abilità e dolcezza delle sue mani, ma cercate di capirmi !
Le spalmai il balsamo su tutto il corpo, con la sua pelle che veniva scossa dai brividi e la sua lingua che si leccava le labbra, sparpagliando comicamente il rossetto viola intorno alla sua bocca. non ci credo". Mi chiamo Francesco G. L'estremità libera della cinghia, lunga quasi un metro, la portò dietro, annodandola in mezzo alla schiena con tantissimi nodi per renderne difficoltoso lo scioglimento. Estrasse quasi a forza le ultime gocce di sperma rimaste e, non ancora contenta, leccò quello che Paola aveva nella fica con gran soddisfazione per entrambe. Padrona Esperta Donna.Impiegai più del previsto a raggiungere lo studio di Alannah, e mi presentai quindi con una decina di minuti di ritardo. Lentamente. Sentii il fondo dell'armadio sotto il sedere e mi ci appoggiai, non sapevo da che parte fossi girato, mi sentii prendere le gambe e spingerle all'interno, dopodiché vennero fissate con legacci alle caviglie e alle ginocchia. Chiara, presa subito l'iniziativa, quasi a forza l'aveva sdraiata sul letto e stava intrufolando la testa tra le sue gambe. Come poteva, la sua amica, condividere cose così personali, così private. Le tenevo strette. Erano ormai le 11 di sera e lei sporca di urine e di sborra dovunque, mezza nuda, barcollando, puzzando di piscio con i capelli tutti imbrattati, cominciò a camminare verso casa pensando a quali giustificazioni portarmi per essere tornata in quelle condizioni. Era un momento troppo bello per godermelo da sola…. La casa era bellissima, grandissima ed immersa in una gigantesca pineta. Terminata la cena ci fu la noiosissima cerimonia dello scambio dei regali, io non mi allontanavo troppo da lei così da riempirle sempre il calice di champagne e da sfruttare ogni occasione per sfiorare il suo corpo. Ormai il dolore al culo era passato, quindi era giunto il momento di farsi aprire ancora, e lo chiesi. Infatti la lunghezza delle braccia porterebbe normalmente i polsi ad incrociarsi all'altezza dei genitali. Vista la resistenza che Chiara le opponeva chiese il mio intervento per sopraffarla. Paola riattacco', si giro' verso di me e sorridendo mi disse :
"Amore, era Melissa, questa sera viene a trovarci dopo cena con Franco e un suo amico". Le sue labbra continuavano a far entrare e uscire il cazzo dalla sua bocca, a volte per pochi centimetri, altre giungendo fino in fondo. Ma avevo fatto i conti senza l'oste. Mi sporsi verso di lei per baciarla. Lunedì pomeriggio mi preparai per recarmi allo studio della ginecologa consigliatami dalla mia amica. La desideravo e quella lievissima trasparenza del volant del vestito mi stordiva. Entrato nella macchina iniziai a scrutarla, era truccata benissimo, senza un capello fuori posto, indossava una veste lunga fino ai piedi, un paio di scarpe basse e, per quel che le caviglie lasciavano trapelare, direi le solite calze color carne. Esperta Donna Padrona.Lui era rivolto con lo sguardo verso la finestra, io appoggiata con le spalle al muro. A quel punto Gli slegai le mani e feci per lavarmi. -
Mi fece entrare e, invitandomi a seguirla, mi condusse nello stesso salone dell'altra volta. Elena era ormai stremata e non opponeva nessuna resistenza come ubriaca di orgasmi continuava ad ingoiare sperma da un ora e mezza, aveva la faccia imbrattata a tal punto di sborra che a malapena si intravedevano gli occhi. Mi spupazzano a piacimento e mi fanno sentire una vera donna-oggetto. Gary cercava disperatamente un asciugamano mentre gli raccontava la storia dell'inserzione. Anna era seduta per terra, nuda dalla vita in giu'. La casa era bellissima, grandissima ed immersa in una gigantesca pineta. Sapeva che nel fine settimana, i suoi genitori sarebbero partiti per un breve week end romantico a Firenze, in occasione della festa di S. Poi mi sono mossa verso gli scalini successivi portandomi Maurizio dietro, tenendolo per il sesso. "Guardati ora, che ne pensi?" disse Elisa. Il reggiseno non le serviva piu', indossava qualche volta dei modelli particolari , roba da sex shop, che io le regalavo e che portava sotto camicette trasparenti o giacche tenute sempre aperte. Non disse più niente e io mi sentii autorizzato a tenere lì la mano e a proseguire nel massaggio. - Ehi. Mi consigliarono la zuppa del casale, la loro specialità. La leccai fino a farla godere nella mia bocca e continuai a leccarla spingendole il cazzo in gola fino a soffocarla, quasi a violentare quella bocca che da tempo non si permetteva più certe libertà. Leccavo e succhiavo ora l'uno ora l'altro, mentre a terra si stava formando una chiazza formata dal mio sudore, lo sbrodolamento della mia fica, che ormai non aveva più i peli a trattenere, e la sborra dei due stalloni che mi era stata spruzzata abbondantemente nella fica e nel buco del culo, e che ora stava scendendo giù dalle fessure dilatate. ma invece mi slego' una gamba per perimettermi di voltarmi a tre quarti. Io allora l'ho girata e - abbracciandola dalla schiena, tenendola per la vita - le ho proposto di lasciarsi andare e di allargare le gambe. "Adesso basta fare da soli" dice lei prendendomi la testa tra le mani e avvicinandomi il volto alle sue gambe "voglio sentire la tua lingua, leccami, fammi godere". Donna Esperta Padrona. |