Donne esperte al telefono
marzo 27th, 2009Author: admin
Non so a voi ma a me piacciono tanto i grandi megacentri commerciali e non solo per lo shopping. Aveva il volto stravolto, la bocca semiaperta ed ansimante. Ma continuò a tenerle le mani anche dopo. Un leggero fremito della schiena mi fece capire che non dormiva. Non era Carla che stavo possedendo, ma sfogavo su di lei ciò che provavo per Laura. Cercò, con la lingua, la lingua di Francesco. Ora tocca a me, hai la ragazza?- -No più ci siamo lasciati circa un mese fa. Nel giorno del suo trentesimo compleanno, dopo quindici anni in Spagna, Francesco -madre napoletana e padre spagnolo- torna a vivere a Napoli. Le sue gonne divennero sempre piu’ corte e strette, tacchi sempre piu’ alti, indossava solo calze con reggicalze ben in vista o autoreggenti. Le afferrai la testa per allontanarla. Volevo cancellare in un colpo solo gli anni che ci dividevano e lei non desiderava altro. “Chi ti ha detto di fermarti, stronza?”, risposi io. Roberto iniziò in silenzio a masturbarsi davanti a me, io lo fissavo e lo incitavo, la scena era straordinaria “dai, schiavo, fai vedere alla tua padroncina come godi”. Mi fermai solo quando fui in ginocchio, e mi calmai con dei respiri profondi, insomma. ” Dai Franco, smettila di fotografare, vieni qui’ anche tu” gli disse. LA PROF. Lì incontrava sempre la figlia con la quale rimaneva talvolta a parlare dei fiori, facendosi dire il nome delle piante che non conosceva od informandosi sulla cura di quelle che teneva nel suo appartamento; aveva il cruccio di non riuscire a farle crescere come si deve. Una storia strana, quella. Mentre Elisa continuava a sgrillettarmi il clitoride, Kim iniziò a mettere due dita nella fica e a fare dolcemente dentro e fuori. La vidi aiutarlo a slacciarsi i pantaloni e calargli con frenesia la cerniera. Donne Esperte.Mi sono rialzata in piedi e l’ho visto piuttosto contrariato. Quella notte, come quasi sempre, Janine si esibiva al night-club “La Boite”. Il piacere di poterlo torturare ed umiliare cresceva in me sempre di più, mi piaceva vederlo in difficoltà come un povero e misero vermetto. Sentiva una sensazione di calore e di forte eccitazione. Bocca o fica a loro non interessava, per loro ero solo un oggetto con tre buchi, e quindi fu il turno del bianco di scardinarmi le labbra della fica, mentre assaggiavo la mazza nera umida del mio brodo vaginale. Quando mi risvegliai dopo essermi assopito per alcuni istanti, lei dormiva prona sotto le lenzuola. “Ottima idea”, rispose Paola. Per fortuna non insistette con quello ma passò a un’altra tortura: iniziò a punzecchiarmi con un ago, sul sedere, sulle gambe, sul petto, sui capezzoli, salendo e scendendo con quella puntura sottile senza sosta. Ad occhi chiusi afferrò la testa di Paola e la guidò a leccarla altrove. Eravamo tutte e tre nude, e Elisa e Kim erano disposte ai miei lati. Franco lascio’ la macchina fotografica per terra e si avvicino’, lei lo prese per mano e lo porto’ davanti a me a pochi centimetri dal mio volto. se piangi io mi diverto di più sai? La sua bocca era ormai invasa da un liquido dal sapore sconosciuto. Valentino. Il divaricatore, che era servito egregiamente alla mia agonia anale, mi sparì nella fica, e lì Kim, forte del fatto che aveva già sperimentato la mia troiaggine vaginale con la mano, andò a botta sicura, aprendomi di almeno 10 cm. Durante il percorso non smisi di guardarla. Sentì a malapena le frasi smozzicate che lui le diceva: – Di’ la verità, non ti sto facendo male. Le afferrai la testa per allontanarla. Arrivava al punto in cui il mio corpo si contorceva per il piacere e li smetteva lasciandomi in uno stato di confusione dettato dall’intenso piacere interrotto proprio sul più bello. Dopo qualche secondo di dolori acutissimi, si fermò e mi disse di essersi divertita moltissimo ad usarmi e che quindi per questo mi avrebbe ricompensato. Lui fece finta di offendersi e si allontanò leggermente da lei. Esperte Donne.Sarebbe rimasto con Tom in una delle discoteche, che erano in voga in quel momento e avrebbero avuto qualche solita storiella con qualche ragazza per un week-end. “Avanti. Avevo un appuntamento, ma non è venuto nessuno – e mostrò i fiori che aveva in mano. Cominciarono ben presto a ridacchiare. Amava questo genere di gioco, soprattutto nei luoghi pubblici. “Guarda quella” , diceva, “deve essere una troia, non vedi come va in giro? sempre con le tette al vento , chiappe fuori , tutta truccata anche in spiaggia”. “Signora, veramente io. Kim si rivestì da segretaria e andò a ricevere altri pazienti, mentre Elisa, reinfilatosi il camice, andò al suo tavolo. Mentre guidava, ancora rossa in volto per quel che era successo poco prima, si girò un secondo verso di me e, fissandomi negli occhi, disse: -Grazie. “Scusa, ho esagerato”. Finalmente dopo circa un minuto di attesa, un minuto interminabile, la porta si aprii ed io me la trovai davanti. Da quando ci frequentavamo, non ricordai un’emissione così copiosa da parte sua. Cera un rumore assordante nel sottofondo, non poté quasi neanche sentire la voce dall’ altra parte del apparecchio. La sensazione che provai era indescrivibile, e dovetti far forza al mio autocontrollo per non esplodere lo sperma che mi premeva pulsante. Contemporaneamente sotto il tavolo i nostri piedi continuavano a sfiorarsi. Iniziai a slacciare i bottoni che chiudevano il suo abito, che in breve tempo si aprì concedendo ai miei occhi la visione di lei totalmente nuda se non fosse per le calze che indossava. Era alta, ossuta ed esile come un giunco, con seni appena accennati dai capezzoli rosa; il pube biondo, straordinariamente folto. Le chiesi se aveva bisogno di altro e mi rispose con gentilezza che non potevo fare niente per lei. Una ragazza della sua età, della sua stessa altezza ma che evidenziava qualche chilo di più. Lei si ritraeva di scatto imbarazzata per un attimo e lui faceva lo stesso. Donne Esperte.Chiamami subito. Il cameriere stava li’, sempre guardandosi la punta dei piedi. Terminata la cena ci fu la noiosissima cerimonia dello scambio dei regali, io non mi allontanavo troppo da lei così da riempirle sempre il calice di champagne e da sfruttare ogni occasione per sfiorare il suo corpo. Dopo alcuni mesi ho capito perchè. Quando lei venne fu come il passaggio di un treno. Mi guardai allo specchio: ero completamente aperta e al centro delle cosce, dove prima spiccava un bel boschetto di peli castani, c’era il rosa della mia carne e il rosso della mia fica. Scommetto che lo studio era una scusa per sottomettere ignare pazienti nei loro giochi. Sopra venne legato un foulard piccolo, verde, lucido, molto bello da vedere come effetto. Chiara ed io raggiungemmo l’orgasmo contemporaneamente, e Paola, la cui fica non aveva mai smesso di pulsare, sentendoci gemere ci raggiunse immediatamente. Aveva un viso simpatico, non bello; solo gli occhi, verde foglia, erano notevoli, ma il resto del viso non si poteva certo dire grazioso: il naso era piuttosto grosso dalle narici ampie, la bocca troppo larga, le guance pienotte, sul capo una nuvola di capelli biondo rossicci. In tutto il corpo le evidenti contrazioni presagivano che di li a poco sarebbe esplosa. Lei gridò e si ritrasse. Roberto si inginocchiò davanti a me ed iniziò a leccarmi la passerina. Prendendone atto, cambiai argomento. Chiara aveva messo la testa sotto il lenzuolo per non guardare e ci infilammo nel letto, Paola al centro, Chiara ed io ai due lati. Ho fatto fatica a resistergli ma non volevo che si concludesse così. Slacciò i pantaloni e, dopo aver abilmente superato l’ostacolo slip, afferrò saldamente il mio pene. C’erano in giro molte ragazze disponibili, studentesse o giovani mogli disinibite ed insoddisfatte, e non vederle era evidente segno di cecità. ” risponde lei sorridendo. Cominciarono i primi balli sui cubi, le prime foto in discoteca, in spiaggia , con sempre meno vestiti addosso. Donne Esperte.Durante la notte sentii solo colpi di frusta ed urla di Roberto. Era per questo che lei voleva farlo con me, con un uomo più maturo che avrebbe prestato più attenzione a “questo piccolo particolare”. Lo guardavo negli occhi mentre con le dita lo solleticavo sulla punta, sulle zone più delicate e sensibili. Mi affrettai quanto più potevo e, ancora bagnato, mi infilai nella 428. Il gran numero di francobolli utilizzati per l’affrancatura m’incuriosì e cominciai a staccarli delicatamente. Cominciai ad avviarmi in strada così come mi aveva detto di fare. Era una scena un pò grottesca, io steso sul letto, lei impalata sopra di me mi stava scopando come una disperata, il sudore le aveva fatto colare il pesante trucco che aveva sul viso, e succhiandomi il cazzo il rossetto si era sparso sul suo viso facendole assumere un aspetto da clown. Me ne accorsi infatti dal senso di soffocamento dato dalla pressione, e dal solco scavato nella carne dei fianchi, cosa che potevo notare nel specchio. Appena socchiusi le labbra Franco mi pianto’ il suo grosso uccello fino in gola, cominciando a scopare la mia bocca con foga. Si è lasciato andare all’indietro socchiudendo gli occhi e schizzando il seme sulla mia mano e sulle tavole di legno della antica torre. Sarà merito anche di quel vestito corto e senza maniche che indossa. Lasciandomi nella stessa posizione mi mise una coppia di pinze molto dolorosa sui capezzoli, dopo avermeli fatti irrigidire con colpi di lingua molto sensuali. La figlia del fioraio non aveva ancora vent’anni. Mille volte, da puritano, mi ero risentito quando al club si parlava di ragazze. Il brutto venne poi, quando la Padrona iniziò l’attività che più predilige: frustarmi!!! Sentivo inoltre che mi diceva qualcosa, indubbiamente degli ordini, ma tutto quello che le mie orecchie udivano era il fruscio del cappuccio. Percepivo l’odore della sua pelle e mi beavo dell’inebriante suono delle sue parole. Non so se hai presente come sono strette le scale di queste torri ma mi è bastato allungare le gambe verso il suo petto per buttarlo contro la parete, con le spalle al muro, in piedi. E così fu. Lei lo tirò a sé fino a fargli sentire la punta dei seni s Lei sollevò la testa. Poi feci scorrere il polpastrello lungo il solco su per la pendenza e poi di nuovo giù sino all’orifizio protetto da peluria rossiccia. Donne Esperte.


