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	<title>Contropelo.net &#187; Donne Esperte</title>
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		<title>Esperte Fetish Online</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 17:11:05 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Doveva cancellare quella brutta esperienza e voleva farlo proprio con me. Il suo aspetto di donna matura, ha quaranta anni, i suoi lunghi capelli castani che le ricadono boccoluti sulle spalle, le sue labbra carnose, i suoi occhi verdi, ma sopra tutto il suo generoso seno, che lei evidenzia sempre indossando camicette o top attillatissimi, le conferiscono quell&#8217;aria da porca che aveva anche quella sera. Mi sentivo bagnata ed avevo l&#8217;impressione che i miei umori stessero scendendo lungo le cosce. Mi alzai lentamente per non svegliarla, mi diressi verso il bagno e, dopo essermi spogliato completamente, iniziai a lavarmi. Smaltito l&#8217;ingresso Rossella va in direzione per sbrigare alcuni affari e io mi ritiro nel mio ufficio a giochicchiare con internet. Io aprii gli occhi e la vidi seduta sopra di me con un sorriso malizioso. Era anche molto povera e per questo, quando s&#8217;accorse che non poteva più andare avanti così si rivolse alla sua vecchia zia Molly, una vecchia arcigna ma col cuore d&#8217;oro, nota a tutto il quartiere perchÃ© in tutta la sua vita non aveva fatto altro che la tenutaria di bordelli. La serie sembrò infinita; l&#8217;ultimo colpo mi trovò quasi sfinito ed incapace persino di ringraziare la padrona come mi aveva ordinato di fare alla fine di ogni serie. Ora fatti visitare&#8221; Mi sedetti sul lettino e appoggiai le gambe sui divaricatori. In effetti io, senza farmi vedere dalla moglie, mentre servivo a tavola, più volte l&#8217;avevo stuzzicato o con un piede, o poggiandogli i seni sulle spalle o guardandolo con occhi ammiccanti. Mi avete trasformato in oggetto di lussuria&#8221; ormai gridavo e non mi tenevo più. e svelta. Era una retina di ferro, come quelle che si usano per lavare i piatti, modificata a mo&#8217; di preservativo che calzava perfettamente attorno al mio membro durissimo. Parlano i loro cazzi. E&#8217; un bel ricordo, pensare a quella bottiglia di Wodka che ho ricevuto in regalo per il mio compleanno. Mi ordinò immediatamente di rendere omaggio a suoi piedini nudi e profumati che prestissimo sarebbero stati avvolti dagli stivali che avevo appena finito di lucidare. Era il suo sogno erotico. Poi gli disse &#8220;adesso voglio sentire le tue di labbra&#8221;. Allora ci siamo ritrovati da soli, gli ho preso la mano e dopo essermi tirata su la gonna me la sono portata tra le gambe. Intanto dall&#8217;altro versante gia due sporchi grassoni le avevano eiaculato nell&#8217;ano la loro sborra, ed un terzo si apprestava a cominciare. Line On Esperte Fetish.la strada per il letto era ancora tanto lunga. Ero sempre sul punto di venire, ma lui ogni volta mi interrompeva &#8211; Non ancora! &#8211; Quando mi ha dato il permesso ero sul punto di svenire e l&#8217;orgasmo mi ha lasciato delle onde di piacere che sono durate per decine di minuti! Ed una volta riaperti gli occhi lui era uscito. Chissà se un giorno, invitandola a casa miaâ€¦ ma mi disinteressai subito a quelle due. Erano quattro ragazzi, due coppie, sembravano tedeschi o olandesi. Prese per primo un vecchio foulard, lo appallottolò ottenendone una palla di circa 6-7 cm di diametro e me lo cacciò ghignando in bocca premendo con due dita finche non scomparve dietro le labbra, che rimasero comunque semiaperte a causa della grandezza della palla. Stavo imparando qualcosa di nuovo, stavo imparando a dosare e percepire, a dare il massimo. Essere in quella posizione così umiliante e sottomissiva, mentre quelle due disponevano del mio corpo, mi facevano sentire estremamente porca. Fui assalito dal panico quando mi resi conto di non aver mai chiamato casa. Nel pomeriggio, erano circa le diciassette, come da programma, mi recai all&#8217;indirizzo segnato sul foglio. Quella mattina, particolarmente allegro avevo preso la macchina e mi ero diretto al lavoro. Paola un giorno cambiò casa e città, il padre venne trasferito dalla ditta in cui lavorava, e ci vedemmo sempre meno spesso. Poi cambiò idea: &#8220;Non mi piace&#8221; disse, incrociandomeli invece davanti. Così dissi a Kim: &#8220;Allarga!&#8221;, riferito all&#8217;arnese che mi torturava il culo. Il piacere di poterlo torturare ed umiliare cresceva in me sempre di più, mi piaceva vederlo in difficoltà come un povero e misero vermetto. Lui mi spiegò che vista la frequenza con la quale mia moglie veniva in negozio aveva organizzato a pagamento (ma mia moglie non ha mai visto una lira)delle scopate collettive di dieci uomini alla volta e che c&#8217;era una fila di 43 uomini che aspettavano di sbattersi Elena. Una ragazza della sua età, della sua stessa altezza ma che evidenziava qualche chilo di più. L&#8217;avevo conosciuta solo due ore prima in un caffè del centro, una donna di mezza età, dal trucco u pò pesante, quasi volgare, lo sguardo quello si era da vera troia, dopo meno di un ora stava succhiando il mio cazzo. Scivolò sotto la camicia fino a sentire la base del reggiseno tra le dita, soppesò le coppe dei seni con le mani e poi le strinse le tette con foga, continuando ad affondarvi la faccia in mezzo e mormorando &#8220;Eleonora, Eleonora&#8221;. come mai? &#8211; Si&#8217; lo so, molti me lo dicono. Nello sguardo del ragazzo, che ora non era piu&#8217; costantemente rivolto a terra, una strana luce. Line Fetish Esperte On.&#8221;Sono gigolò professionisti e lavorano sempre in coppia. Cercai di riprendere la posizione che mi era stata assegnata, ma Paola battendo con la mano al centro del letto mi invitò a cambiare posizione. Si era innamorata del suo professore di educazione fisica e durante quella gita aveva avuto modo di avvicinarlo in quanto accompagnatore del gruppo. Presi il telefono, e mentre dalla saletta del piacere venivano i gemiti delle due troione che stavano fottendosi con la mano a vicenda, composi il numero di cellulare del mio uomo. Io feci finta di non sentirlo, ma lui continuò a parlarmi iniziandomi a toccare da dietro mentre io lavavo i piatti. Poi andai da Elisa, che mi consegnò la videocassetta e mi tese la mano. Il micio dell&#8217;amica che ci ospitava era acquattato davanti a lei, tra le sue gambe. Paola, con la scusa di dirle qualcosa all&#8217;orecchio, aveva cominciato a mordicchiarne il lobo ed a leccarglielo. Lei era vestita con una giacca leggera e una gonna al ginocchio. Lei non disse niente, mi sorrise e si lasciò cadere nel fieno, stesa al mio fianco. &#8220;Meli&#8217;, succhiale i capezzoli, voglio vederglieli gonfi e durissimi, dai falla eccitare di piu&#8217;. Altrimenti potrai fare solo tutto il resto. Il cazzo di lui la riempiva bene e le sue mani non smettevano mai di assalire i suoi seni. Forse era per l&#8217;eccitazione accumulata o che so io, ma ho raggiunto un orgasmo istantaneo, fulminante. Sentii il calore salirmi fino al cervello ed esplodermi in lampi di luce. Casualmente era uno di quei giorni. Contemporaneamente sotto il tavolo i nostri piedi continuavano a sfiorarsi. Forse era anche il desiderio di trovare qualcuno che l&#8217;indomani potesse confermargli che lei era lì con lui, in quella sera, a bere Irish Coffee e a dire frasi del tipo &#8220;penseranno che siamo amanti&#8221;. Il suo lavoro e il mio ci prendevano ormai tutta la giornata, provocandoci livelli di stress insostenibili, a scapito della nostra voglia di scopare. &#8220;Non ti senti sola su questa baita?&#8221; SospirÃ³: &#8220;PerchÃ© pensi che abbia cercato di contattare qualcuna tramite l&#8217;inserzione!&#8221; Gary sghignazzò e la tirò verso di sÃ© &#8220;Ti piace il contatto?&#8221; &#8220;PiÃº stretto Ã© meglio Ã©&#8221; rispose e mise le gambe intorno alle sue cosce e si fece penetrare. On Line Fetish Esperte.Era stato l&#8217;anno scorso durante una gita scolastica a Praga. Passava dal cazzo, spingendoselo in gola quanto più possibile, ai capezzoli di Paola che invece tratteneva delicatamente tra le labbra sollecitandoli con la punta della lingua. &#8211; Detto questo iniziò a dare forti strattoni con i piedi facendomi subito venire e lasciando una macchia gigantesca sui miei pantaloni. Riconobbe la divisa verde-blu con il colletto e il cappello di pelliccia. Eravamo lì al buio quando sentiamo dei rumori di persone che salgono. Sono direttore di una piccola azienda e non mi piace essere considerato uno scansafatiche, per questo i miei giorni di assenza si possono contare sulle dita di una mano E&#8217; un posto di grande responsabilità, da me dipende la sopravvivenza dell&#8217;azienda, e di conseguenza, la stabilità economica dei miei dipendenti Siamo un gruppo di lavoro molto affiatato. Gli obbedi&#8217;, toccandomi prima piano, poi interromendo e toccandomi le tette, con i capezzoli turgidi, che quasi mi facevano male, e poi di nuovo mi infilavo le dita nella fica. Scivolò sotto la camicia fino a sentire la base del reggiseno tra le dita, soppesò le coppe dei seni con le mani e poi le strinse le tette con foga, continuando ad affondarvi la faccia in mezzo e mormorando &#8220;Eleonora, Eleonora&#8221;. &#8211; Ehi. Intanto le persone che stavano salendo erano quasi arrivate e poco dopo ho cominciato a vederle. Dopo qualche minuto ci raggiunse la sua amica. Volevo essere sporca di sborra, far sì che quei due maschi non avessero scrupoli a squartarmi a colpi di nerchia, e a aprirmi con i loro cazzi nodosi, cazzi di proporzioni mai viste e da cui ero pronta a farmi dominare. Il suo musetto si tendeva verso quel tratto di carne rossa immersa in quel cespuglietto nero, curioso. Non riusciva proprio a capire, comunque accettò di buon grado. Succhiai immediatamente il tacco e leccai la suola di queste calzature da favola, immaginandomi calpestato e torturato da esse, cominciando in seguito a lucidarle con la mia saliva e con panno che era stato appositamente lasciato nei pressi. Poi riattaccò. Lentamente sollevò le labbra. Gli scalini erano tantissimi e i piani avevano alternativamente una finestra che li illuminava o erano bui. Prese poi un legaccio in stoffa verde, lo ripiegò in due, me ne avvolse un&#8217;estremità a cappio intorno a un polso e fece per unire anche l&#8217;altro dietro la schiena. Non la salutava più neanche. Esperte On Fetish Line.Gli chiesi &#8211; ho notato il tuo comportamento, ti fai mettere troppo i piedi in testa. Aveva perso la verginità con un uomo che l&#8217;aveva cancellata dalla sua vita con l&#8217;acqua di una doccia. Cercai di consolarla dicendole che tutti in gioventù facciamo errori nel valutare le persone che ci circondano, ma non volevo solo consolarla, volevo in qualche modo conquistarla. Nell&#8217;attimo in cui sfilai il cazzo da Paola, Chiara si precipitò a succhiarmelo. Usci subito dopo di lei, la vidi salire in macchina e mettere in moto, la seguii e la raggiunsi sul portone di casa sua, mi sorrise e mi fece entrare. Appena entrarono in ascensore, gli prese la testa tra le mani e gli permise di affondare il volto nell&#8217;incavo tra i seni. Mi fermai solo quando fui in ginocchio, e mi calmai con dei respiri profondi, insomma. Forse era per l&#8217;eccitazione accumulata o che so io, ma ho raggiunto un orgasmo istantaneo, fulminante. Paola, letteralmente sollevata da terra, ruotava intorno a me che la tenevo tra le braccia baciandola. Arrivava al punto in cui il mio corpo si contorceva per il piacere e li smetteva lasciandomi in uno stato di confusione dettato dall&#8217;intenso piacere interrotto proprio sul più bello. Io iniziai a spingere delicatamente ed in breve lo introdussi tutto dentro di lei. &#8220;Mmmphh?&#8221; fu la mia domanda mentre agitavo i polsi come a dire &#8220;Beh, e ci vado così?&#8221; Lei capì perfettamente perchÃ© rise e disse &#8220;Certo, così ci vai; perchÃ©, per sederti sul water hai bisogno delle mani? Non avevi detto che non sarei stata capace di tenerti legato giorno e notte? Mi hai provocato? Ora paga le conseguenze, volevi vedere se ne ero capace? Ora lo vedrai, la notte l&#8217;hai già fatta, ora viene il giorno. &#8220;Guarda, e&#8217; stata una cosa da niente, e non ho neanche sofferto, se vuoi te lo faccio conoscere&#8221;. Iniziavo a provare una sensazione di passività molto eccitante, ed ero mentalmente predisposta a sottopormi a tutte le fasi del trattamento, anche se ancora non avevo idea di come si sarebbe svolto. Per fortuna non insistette con quello ma passò a un&#8217;altra tortura: iniziò a punzecchiarmi con un ago, sul sedere, sulle gambe, sul petto, sui capezzoli, salendo e scendendo con quella puntura sottile senza sosta. Per fortuna non insistette con quello ma passò a un&#8217;altra tortura: iniziò a punzecchiarmi con un ago, sul sedere, sulle gambe, sul petto, sui capezzoli, salendo e scendendo con quella puntura sottile senza sosta. E così fu. &#8220;Zitto, che mia figlia si è alzata per andare a scuola, non deve sapere nulla di te, ti verrò a riprendere quando sarà uscita, tra un&#8217;oretta abbondante, ciao&#8221; E di nuovo l&#8217;armadio si richiuse, questa volta a chiave, per evitare che la figlia anche inavvertitamente potesse scoprire cosa la madre conservava nel suo armadio. &#8221; A sentila parlare così raddoppiai gli sforzi sbattendola sempre più profondamente fino a farla venire. Smaltito l&#8217;ingresso Rossella va in direzione per sbrigare alcuni affari e io mi ritiro nel mio ufficio a giochicchiare con internet. Line On Fetish Esperte.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una città fredda, monotona, razionale. Rimasi per un attimo sorpreso, sapendo della sua abitudine a vestire casual anche nei nostri precedenti incontri erotici. Quando l&#8217;ascensore si fermò, fuggirono in fretta fino alla porta di ingresso, lui cercò le chiavi in tasca mentre lei continuava a stuzzicargli la patta, trovò le chiavi, le infilò nella toppa ed entrarono. Lentamente calzo&#8217; un paio di stivali a punta, di finta pelle elastica, estremamente aderenti, con un tacco sottile ed altissimo. Volevo cancellare in un colpo solo gli anni che ci dividevano e lei non desiderava altro. Mi ringraziò e ci infilammo nel traffico urbano. &#8220;Va meglio adesso?&#8221;. Le sue labbra continuavano a far entrare e uscire il cazzo dalla sua bocca, a volte per pochi centimetri, altre giungendo fino in fondo. Non aveva chiesto a Cassie neanche il cognome, appunto perchÃ© cercava l&#8217;avventura e anche una sorpresa, e quello che cercava lo aveva trovato. &#8221; la sento dire. Vedeva le mutandine di pizzo bianco e sentiva il dolcissimo profumo del suo sesso. Non ricordavo neppure più come potesse essere piacevole. &#8220;Non sono mica una sciacquetta frigida come le altre tue pazienti. No, non era alla prima volta che stava pensando, per la verità, ma ad una delle prime volte veramente interessanti. Mi ordinò di spogliarmi, per cui mi tolsi tutto mentre lei mi esaminava dandomi giudizi sulla mia scelta degli abiti, finche rimasi completamente nudo. Da un poco di tempo le cose con mio marito non andavano bene, sessualmente parlando. Ma continuò a tenerle le mani anche dopo. Non sono più tanto giovane, ma nel complesso non sono neanche da buttare via. La sua mano continuava muoversi dentro e fuori di me, gli ho tirato fuori il sesso e facendo presa con un mio braccio attorno al collo mi sono sollevata su di lui e me lo sono messa dentro. Quando ripartirono per tornare a Roma ripresi coscienza. Telefono Al Esperta Donna.Elisa mi aveva offerto di sciacquarmi, ma io non volevo. Potevo vederla nitidamente illuminata dallo spot del bagno. La portò in un locale fumoso e intimo, dove suonavano bene e l&#8217;atmosfera era calda. Quella notte, come quasi sempre, Janine si esibiva al night-club &#8220;La Boite&#8221;. Da casa sua vedeva il mare (gli era mancato da morire a Madrid). Strano. &#8211; Penseranno che siamo amanti &#8211; rise Eleonora -mentre sorseggiavano una paio di Irish Coffee. &#8220;A no? allora guarda. &#8220;Avanti. &#8211; Vedrai che dopo sarai contenta, le disse ancora. Ho preparato per te una cenetta davvero speciale. Jenny fece un sorriso sforzato. La mia eccitazione era al massimo e l&#8217;evidentissima erezione l&#8217;aveva portata ad allungare una mano. Forse lo stress era un alibi che ci eravamo creati, pensai allora, e la mia resistenza a venire mi aveva fatto desiderare meno il cazzo del mio uomo, o forse, chissà, non gli interessavo più come primaâ€¦ Basta, pensai, qui bisogna fare qualcosa. Avevamo costeggiato il canale per un paio di chilometri, poi avevamo tagliato per un sentiero in terra battuta che si inoltrava tra i campi di erba medica. Una sera a casa nostra , si parlava con Melissa dell&#8217;estate trascorsa insieme. Visto che hai perso il tuo appuntamento, se non hai niente di meglio da fare, perchÃ© non vieni con me a fare un giro turistico? &#8211; - Con una vecchietta? &#8211; fece lui. Mi implorò di penetrarla, di possederla, ma non le permisi di riprendere in mano il gioco. Le parole erano sicuramente frutto delle sue fantasie erotiche o io, unico spettatore, la mettevo in imbarazzo. E attaccò. Al Esperta Donna Telefono.Smisi e gli slaccio&#8217; i pantaloni. Lanciai un urletto, a metà tra il dolore e il piacere. riuscendo solo a procurarmi ulteriore dolore ai polsi: ero disperato, immaginavo già di non riuscire ad allentarli, e pensavo alle conseguenze sulle mie mani, mi chiesi se il rimanere per ore in quelle condizioni non avrebbe portato danni permanenti. Eravamo seduti ad un tavolino del bar, tra la gente che stava riacquistando il pallore della vita reale, dopo una estate calda e assolata. Sospirò. ,chi. Con il cuore che mi batteva all&#8217;impazzata le abbassai le mutande scoprendo un triangolo di peli rossicci. Poi si sollevò per portare il suo sesso all&#8217;altezza della bocca della donna. Si sentiva tutta indolenzita e la bocca le faceva ancora male. Era anche molto povera e per questo, quando s&#8217;accorse che non poteva più andare avanti così si rivolse alla sua vecchia zia Molly, una vecchia arcigna ma col cuore d&#8217;oro, nota a tutto il quartiere perchÃ© in tutta la sua vita non aveva fatto altro che la tenutaria di bordelli. Franco comincio&#8217; a scattare le prime foto. Una ragazza della sua età, della sua stessa altezza ma che evidenziava qualche chilo di più. Ero veramente in difficoltà davanti ad una ragazzina di quasi trent&#8217;anni di meno. per me non è la prima volta, sai ? Andrà tutto bene. Scese dal letto, mi ci fece sdraiare sopra, e accesa la luce del bagno cominciò a spogliarsi in controluce. Tenendomi per i fianchi, il nero mi sbatteva ritmicamente. Con le mani, allora, allargai le sue gambe e, dopo essere salito sopra di lei, le dissi: -Anche io ti amo. Le riempii la bocca di sperma, lei venne insieme a me, rivoli di saliva mista a sperma le colava dai lati della bocca mentre mi sorrideva felice. Cercai di rallentare i movimenti della sua mano, cercai di permettere allo scroscio d&#8217;acqua della doccia di colpirlo, ma non riuscii a trattenere il mio cervello. Farsi strada tra loro non fu difficile perchÃ© erano talmente mosce da non opporre alcuna resistenza. Donna Al Telefono Esperta.Intanto le persone che stavano salendo erano quasi arrivate e poco dopo ho cominciato a vederle. Era Chiara che visibilmente dispiaciuta di averci interrotto non poteva fare però a meno di entrare. Ridendo scacciammo la paura e Novella mi spinse nel fieno, era passato quasi un anno dal nostro ultimo combattimento e questa volta non gliela avrei data vinta tanto facilmente. &#8220;Tutto vale, non ricordi&#8221;. Intanto lei mi accarezzava il cazzo, lo sentivo tornare duro nelle sue abili mani, <andiamo sul letto> mi disse e si alzo, tenendomi per mano mi guidò fino alle scale. Slacciò i pantaloni e, dopo aver abilmente superato l&#8217;ostacolo slip, afferrò saldamente il mio pene. Le minigonne che si comperava erano per me sempre troppo lunghe, io stesso le accorciavo ulteriormente in modo da costringerla a mostrare sempre di piu&#8217; le coscie al di sopra dell&#8217;orlo delle calze, ed era per lei diventato impossibile sedersi senza mostrare cosa indossava sotto. Non era nessuno degli invitati ne&#8217; il padrone di casa: quello che si stava avvicinando a noi era uno dei due cani da guardia, uno splendido alano grigio cenere. &#8220;Credo di essere diventata una schiava perfetta&#8221;, dissi. Ã© Lei?&#8221; gli chiese con voce raffreddata e stordita. Ho continuato appena un po&#8217; e poi lâ€™ho lasciato, riprendendo la mia corsa verso la cima. &#8220;Non ci sei diventata, c&#8217;eri già&#8221;, mi disse, mentre i due maschi si congedavano e Kim mi sfilava i divaricatori. Non ero riuscito a distogliere lo sguardo per un solo momento tanto ne ero attratto, ma ora mi sentivo veramente di troppo. Quella mattina, particolarmente allegro avevo preso la macchina e mi ero diretto al lavoro. Frequentava il primo anno di università, facoltà di scienze naturali. &#8220;Una gran mignottona&#8221; rispose Gianni, che di storie sul conto di quella ragazza ne aveva sentite parecchie. Sono felicemente sposato con Carla, una (ex) ragazza conosciuta all&#8217;università, da quasi venti anni ed ho due figli, Paolo e Claudio, dei quali non posso proprio lamentarmi. Non volevo che mi toccasse, avevo paura che il cazzo potesse esplodermi tanto premeva lo sperma per uscire. Il cane non aspettava altro, ed ha iniziato a leccarle il sesso forsennatamente, mentre Anna era letteralmente stravolta. I suoi capelli lunghi e castani erano ora tirati all&#8217;indietro accentuando il trucco molto forte del suo bellissimo viso, che le dava un aspetto molto più cattivo. Telefono Donna Esperta Al.L&#8217;altra estrasse la lingua e prese a leccargliela fino a portarla all&#8217;orgasmo. Si tolse anche le mutande: il minuscolo triangolino bianco del tanga era macchiato dal triangolo ancora più piccolo del pube nero. Non era così gentile come zia Molly aveva detto. &#8220;Ma cosaâ€¦&#8221;. Allora ci siamo ritrovati da soli, gli ho preso la mano e dopo essermi tirata su la gonna me la sono portata tra le gambe. Sapeva approfittare del momento traendo vantaggio dalla respirazione dell&#8217;amica. Mi masturbai sulla strada del ritorno, assorbendo dalle narici l&#8217;anima di quegli slip, ma tutto ciò non sopì affatto la mia eccitazione. Mi resi conto che non ne avrebbe avuto ancora per molto e la feci sdraiare sul letto. &#8220;Non importa&#8221;. &#8220;E va bene, a stasera. Non so a voi ma a me piacciono tanto i grandi megacentri commerciali e non solo per lo shopping. &#8220;Una gran mignottona&#8221; rispose Gianni, che di storie sul conto di quella ragazza ne aveva sentite parecchie. Lei lo pizzicò sui fianchi e lui le prese le mani per renderla inoffensiva. &#8220;Mi piace essere scopata così, senza ritegno. &#8221; Le narici lasciavano vedere un respiro sempre piu&#8217; rapido, quasi affannoso. Lei arrivò dieci minuti più tardi, non so come non l&#8217;avessero arrestata, era coperta solo da una giacca lasciata aperta, il reggicalze sbucava fuori dal bordo della giacca e quando camminava sbucavano fuori le tette ed i peli della figa. tanto quanto me lo permetteva lo stretto cappuccio. Dopo molte ricerche vane, avevo trovato finalmente impiego in una società di assicurazioni. Non avevo mai partecipato all&#8217;azione, ma non ne ero mai stato neanche spettatore. Li baciò, li leccò, ne titillò la punta con la lingua, li succhiò facendoseli arrivare fino in gola e, nel giro di dieci minuti, bevve due copiose sborrate. Al Telefono Donna Esperta.</p>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 17:01:35 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Con un&#8217;abile mossa la sua mano tolse l&#8217;asciugamano che mi copriva e così io rimasi totalmente nudo davanti a lei. Fortunatamente non portava nessun maglione abbondante. In questo momento se ne stava facendo tre contemporaneamente, intanto il terzo guardandomi negli occhi orgoglioso le sborro nuovamente in bocca. Una corsa verso di me e mi spinse nell&#8217;ascensore. Alla fine il cliente gli fece anche lo sgambetto e lo fece inciampare, e rovescio&#8217; tutto quello che stava portando. Indossava una gonna molto corta di pelle lucida nera, con un reggiseno dello stesso materiale. Chiara aveva messo la testa sotto il lenzuolo per non guardare e ci infilammo nel letto, Paola al centro, Chiara ed io ai due lati. &#8211; La sua domanda mi spiazzò ed io cercai di eludere la domanda, ma non ci verso perchÃ© lei subito mi ricordò i patti del gioco. Tutto filava come al solito fino a quando, verso le diciotto, mentre ero in macchina diretto verso casa squillò il mio telefonino -Pronto?- -Parlo con Francesco?- -Si sono io. Mi alzai e tentai di spiegare, il povero Roberto era rimasto seduto a terra terrorizzato. Le divaricai le gambe e ripresi a leccarla. La desideravo, volevo possedere quella ragazzina come non avevo mai fatto con nessun&#8217;altra donna al mondo. Le afferrai la testa per allontanarla. Appena Helga andò a dormire Roberto mi raggiunse in cucina e mi disse: &#8220;Maria, sono eccitatissimo, ho voglia di te&#8221;. Immaginai di toccarla, di coprire col mio corpo ogni centimetro di pelle scoperta, di sentirne il calore, di infilare le mani sotto quel piccolo indumento ed accarezzarle la schiena, graffiargliela. , avevo venticinque anni e mi ero appena laureato. Si inginocchiò davanti a lui e si infilò il suo cazzo tra i seni, mentre continuava a leccarlo con la punta della lingua. Mi sentivo bagnata ed avevo l&#8217;impressione che i miei umori stessero scendendo lungo le cosce. Ma gli era tornata l&#8217;erezione e lei se ne accorse. Jenny si presentò puntuale all&#8217;appuntamento. Credito Donne Di Carata Esperte.Mi spiegò che era un balsamo particolare, che un&#8217;amica le consigliò di usare per ammorbidire la pelle ma che lei quella sera voleva utilizzare per aggiungere un&#8217;eccitante variazione nella nostra vita sessuale. E lei probabilmente si stava incazzando perchÃ© pensava che non l&#8217;ascoltassi, infatti i colpi cadevano sempre più violenti sul mio corpo, quasi a stimolarmi, e dalla voce che sentivo alzarsi di tono senza peraltro capirne le parole intuivo che mi stava chiedendo di rispondere, ma a cosa? I colpi arrivavano dappertutto aumentando la mia difficoltà di respirazione, poichÃ© l&#8217;agitazione per evitarli si traduceva in una affannosa ricerca d&#8217;aria. E&#8217; un gentile omaggio della ditta, e nessuna resiste alla tentazione di farlo sparire in borsettaâ€¦ Pagamento e fattura da Kim, prego&#8221; &#8220;Che bastarda&#8221;, pensai, uscendo &#8220;però credo di amarlaâ€¦&#8221; conclusi. Una felicità estrema mi pervadeva: di fronte a me vedevo quattro cacciatori intorno alla loro preda, una preda ridotta in schiavitù, presa nella posa più umiliante per una donna, con le gambe completamente aperte ad offrire il proprio culo e la propria fica, slargati, deformati e violati oscenamente per il loro piacere, e la preda ero io, lì, sporca di sborra e di piscio, che avevo fatto da paziente, da bambola e alla fine da cesso, con il dorato dei miei infradito che risplendeva nella luce tardo-pomeridiana. Quasi non respiravo per la paura di essere sentito e dover interrompere quel momento. Era alta, ossuta ed esile come un giunco, con seni appena accennati dai capezzoli rosa; il pube biondo, straordinariamente folto. Lo fece, con fretta, insicura di sè. Ordinato da bere, i due cominciarono a infilarle le mani sotto la gonna e la camicetta in attesa che, svuotadosi un po&#8217; la sala, potessero fare qualcosa di più. &#8220;Perche&#8217; non ne approfittiamo per farci qualche foto&#8221; , propose Melissa. Quei vestiti che ti fanno sentire nuda e che devi per forza indossare senza niente sotto per evitare cose antiestetiche come che si veda il segno dello slip o del reggiseno sotto. Prima di annodarla diede un&#8217;ulteriore strattone che mi strappò un mugolio prolungato. , e lei mi informò sulle sue specialità e suoi giochini preferiti. Alternavo penetrazioni a leccatine al clitoride e la sentivo rispondere perfettamente alle mie sollecitazioni. Ci siamo abbracciati, baciandoci a lungo. Allora lui prendeva il coraggio a due mani, reclinava la testa sul petto di lei e cominciava a sfiorarle la pelle con un bacio impercettibile, nell&#8217;incavo tra i seni che finalmente riusciva a indovinare col tatto se non con le labbraâ€¦. Il ragazzo emetteva grida soffocate, di piacere. Giocammo per un po&#8217; a schizzarci con il getto d&#8217;acqua, senza malizia, come avrebbero fatto due ragazzini, poi il contatto dei nostri corpi e le frasi oscene che mi sussurrava all&#8217;orecchio fecero il resto. Mi trovavo in una città del Nord America per affari, e visto che sarei rimasto li per un paio di giorni, decisi di avere una sessione con una &#8220;Professional Dominatrix&#8221;. Ci baciammo <mi piace succhiare il cazzo>, le tolsi la camicetta scoprendo così i suoi seni, cominciai a leccarle i grandi capezzoli. Avevo un appuntamento, ma non è venuto nessuno &#8211; e mostrò i fiori che aveva in mano. Carata Esperte Di Credito Donne.Allora mi venne un idea, e feci cenno ai due maschi di seguirmi nello studio attiguo, perchÃ© avevo bisogno del telefono. Superai a stento la resistenza delle labbra esterne ancora non avvezze alle deflorazioni e mi spinsi lentamente in profondità fino a poggiare il pube alle sue natiche. Lui fece finta di offendersi e si allontanò leggermente da lei. Il fatto che non le usasse mi fece sperare di avere qualche possibilità di fuga. &#8221; A tentoni cercai di non sbattere la testa chinandomi, aiutato, si fa per dire, dagli strattoni che la mia impaziente padrona mi dava per farmi abbassare. Continuò così per un po&#8217;, senza però mai farmi venire. Quella notte feci con Carla molte cose che da anni non facevamo più. Batteva sempre piu&#8217; forte e di tanto in tanto forzava con il manico cercando di penetrarmi. Dopo aver detto così, Elisa, con un doppio vibratore, iniziò a penetrare culo e fica di Kim che nel frattempo aveva preso il posto mio sul lettino. Jenny sentiva quasi di restar soffocata ma fece forza su se stessa e rimase immobile ad attendere che l&#8217;uomo facesse ciò che voleva. Ricordava che, per una parte consistente dei suoi allenamenti, aveva in mente una donna molto più grande di lui, doveva essere intorno ai quaranta, forse giusto uno o due meno. Franco venne quasi subito, ad ogni suo getto sentivo la mia bocca riempirsi del suo sperma. Un giorno chiese alla ragazza se poteva venire a casa sua a dare un&#8217;occhiata alle sue piante. Era una retina di ferro, come quelle che si usano per lavare i piatti, modificata a mo&#8217; di preservativo che calzava perfettamente attorno al mio membro durissimo. Stavo per urlare e non volevo farlo. Riuscivano a capirsi senza dire una sola parola e Chiara sembrava eseguire ordini ricevuti telepaticamente. Volevo cancellare in un colpo solo gli anni che ci dividevano e lei non desiderava altro. Non ti ho detto quanta eccitazione mi aveva preso in tutta questa storia. Jenny si presentò puntuale all&#8217;appuntamento. Il micio dell&#8217;amica che ci ospitava era acquattato davanti a lei, tra le sue gambe. Credito Carata Esperte Di Donne.Sapeva, dalle confidenze ricevute dall&#8217;amica, che questo l&#8217;avrebbe eccitata, e lo stava facendo in piena consapevolezza di ciò che sarebbe successo. Parlammo del più e del meno, cercando di nascondere la nostra crescente eccitazione, mi disse che quell&#8217;abito era di sua madre (una splendida quarantenne) e che le faceva uno strano effetto indossarlo. Io, poi, non sono andata via, ho trovato il modo di calmare Helga e di convincerla a farmi rimanere. Mentre Paola, completamente nuda andava ad aprire, mi infilai nel bagno, uno spazio di due metri quadri diviso a metà da una tenda di plastica per la doccia. Mi chiamo Francesco G. intuii che stava pulendo qualcosa che gocciolava da me. &#8221; tentai di risponderle, ma lei riprese &#8220;ti faremo divertire, vedrai, andremo a goderci uno spettacolo di streep maschile. E&#8217; venuta una, due, tre volte. ora devo punirti per essere stato troppo lento nel metterti bracciali e cavigliere. &#8221; &#8220;io? Ma se sto benissimo. Zia Molyy capì subito il problema e, sapendo che per Jenny sarebbe stata la prima volta, le diede un indirizzo: &#8220;John Sanders&#8221;. &#8220;Adesso sono sollevata da terra con le gambe aperte. A questo punto, il direttore, che all&#8217;inizio dava ragione al cliente per ovvi motivi, dovette ricredersi, e chiese al cafone di andarsene. Si baciarono ancora sulla bocca, poi lei scese a baciarle il seno, il ventre, l&#8217;interno delle coscie che sentiva tremare: appoggiò la punta della lingua sulle piccole labbra strappandole un gemito. Era innamorata dei miei occhi, gli stessi occhi che già una volta l&#8217;avevano portata a fare quello di cui immediatamente dopo si era pentita. Mi estrasse la cannula dall&#8217;ano e mi sciacquò la fica mentre liberavo il mio intestino. Era una giornata calda d&#8217;estate. MI PORTO&#8217; IN UN AULA CHE NON AVEVO MAI VISTO NELLA PARTE DI SCUOLA CHE ORMAI NON VENIVA PIU&#8217; UTILIZZATA PER VIA DELLA DECADENZA DI CUI L&#8217;EDIFICIO SOFFRIVA. Aveva una voce molto erotica, si chiamava Cassie e lo invitÃ³ per un fine settimana nelle Catkills Mountains. Si chinò e cominciò a leccarmi mentre lo teneva tra le mani. Di Donne Carata Credito Esperte.La mano continuava ad avanzare, come prima cosa incontrò una piccola foresta di peli ormai radi, finalmente arrivò alle sue labbra. La doccia calda fece miracoli, non gli doleva piÃº la testa, si sentÃ­ rinvigorire. Si estrasse per un attimo il cazzo e lo tenne per un po&#8217; con la punta sull&#8217;apertura, sentivo le sue mucose palpitare. Lei arrivò dieci minuti più tardi, non so come non l&#8217;avessero arrestata, era coperta solo da una giacca lasciata aperta, il reggicalze sbucava fuori dal bordo della giacca e quando camminava sbucavano fuori le tette ed i peli della figa. Continuammo a passeggiare fino all&#8217;ora del rientro mentre Paola, affatto turbata dalla presenza di Chiara, continuava a stuzzicava con battute ed allusioni su quanto sarebbe accaduto. Continuava a pensare ai piedi della sua Padrona e ne era eccitatissimo. Doveva cancellare quella brutta esperienza e voleva farlo proprio con me. Ormai il dolore al culo era passato, quindi era giunto il momento di farsi aprire ancora, e lo chiesi. Li abbassai, poi abbassai le mutande sotto cui gia&#8217; si intravedeva bello grosso il suo cazzo. Iniziai io: -Quanti anni hai?- -Sessantuno. Alannah sembrò soddisfatta della mia prestazione e mentre mi slegava mi disse di essere stato un buono schiavo, e perciò mi avrebbe premiato con un giro in altalena. Quelle parolacce che capivo solo io, e non i miei due dominatori, mi eccitavano ancora di più: &#8220;Sì, zoccolona e baldracca, e pure troia, rottinculo e quanto di peggio ti possa immaginare. Non la salutava più neanche. La città continuava ad essere là, sotto di noi. &#8220;Certo tu, il topless in spiaggia te lo puoi permettere&#8221;, diceva Paola, &#8220;hai un seno bellissimo&#8221;. Cominciò a struccarsi per la notte e quando si chinò sul lavabo per risciacquarsi il viso, mi eccitai per la posizione assunta. Sapeva approfittare del momento traendo vantaggio dalla respirazione dell&#8217;amica. Impiegai 42 secondi ad indossarli. Lei mi guardava, i suoi occhi erano lucidi, si inumidì le labbra con la lingua e disse <voglio un pò di carne> sfilai il dito, nascondendolo con il tovagliolo lo portai alla bocca e lo ripulii, il suo sguardo non si staccava da me, le passai il vassoio della carne. Avanti, prego&#8221; &#8220;Sono io Rossella, disturbo?&#8221; &#8220;No, no figurati&#8221; Ha una faccia strana, gli occhi sono torbidi, la voce è roca &#8220;Chissà cosa ha&#8221; mi domando tra me e me. Di Donne Credito Carata Esperte.</p>
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