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Indossavo scarpe decoltè molto alte con tacco sottilissimo in metallo lucido, una gonna in pelle nera attillata con taglio trasversale su un lato, i due estremi erano legati da tante stringhe in pelle e lasciavano scoperta la mia gamba, vellutata e candida.

Un corpetto in pelle nera,aperto al centro lasciava intravedere i miei seni piuttosto abbondanti, morbidi ed invitanti. Lui aspettava solo un mio cenno. E quando arrivò, perentorio…….. gli occhi suoi si illuminarono; gli ordinai di alzare lo sguardo,i suoi
occhi brillarono ancor di più guardando le mie labbra,carnose e lucide,la mia pelle candida,il mio viso dolce, i miei occhi penetranti , i miei capelli rossi lunghi…….Mi desiderava ma non osava sfiorarmi, aspettava con emozione e timore misto ad eccitazione,la mia decisione. Mi alzai, gli andai vicino e gli chiesi se era pronto.

Lui con lo sguardo eccitato ma timoroso per quanto gli sarebbe potuto capitare,con un soffio di voce disse di si. Lo feci alzare e, tenuto ben stretto dal guinzaglio fermato al suo collare,gli legai le mani ed i piedi tra due colonne molto distanti tra loro, cosi da costringerlo a tenere le gambe divaricate.
Presi il mio adorato flogger in pelle intrecciata ,mi avvicinai a lui e gli sorrisi,l’adrenalina
irruppe a fiotti nelle mie vene facendomi eccitare per quello che mi accingevo a fare e
lui se ne accorse vedendomi luccicare gli occhi di una luciferina eccitazione.
Mi posizionai dietro di lui,il suo corpo appariva magro ma ben fatto,lo sfiorai appena con la frusta …lui fremette al tocco,ero pronta e sferrai il primo colpo, veloce deciso,diretto e pieno di forza,lui gemette per il dolore lancinante,spalancò gli occhi e capì che era solo l’inizio del supplizio che l’attendeva ,strinse i denti ,gli lasciai il tempo di riflettere e di capire
a cosa andava incontro perché lui sapeva che poteva rinunciare in qualsiasi momento ma…
se l’avesse fatto sapeva pure che le nostre strade si sarebbero divise per sempre.
Continuai con la seconda,la terza poi la quarta,sferzando sempre con più forza,ogni colpo mi eccitava   sempre di più. Giunta alla 15esima frustata mi fermai tutta eccitata ma desideravo di più.
Presa da un’incontenibile piacere di procurare dolore afferrai, allora da un tavolo accanto tra i miei adorati strumenti due clamps con catenelle e dei pesi di metallo alla fine,mi avvicinai a lui sorridendo, era esausto con occhi spalancati e rossi, non capiva cosa gli
sarebbe accaduto, ma appena le vide, sbiancò. Gli applicai le clamps ai capezzoli tenendo i pesi tra le mani,ben stretti,gli ordinai di guardarmi,alzò lo sguardo e vide la mia lingua
passare le mie labbra carnose e invitanti e con lo sguardo beffardo ma allo stesso tempo eccitantissimo, mollai all’improvviso i pesi e lui gridò dal dolore. Gli soffocai il grido tappandogli la bocca con il manico della mia frusta e contemporaneamente sussurrandogli all’orecchio “sei mio” poi  con un tocco leggero gli carezzai il pene, facendolo indurire, si eccitò e si riprese un pochino. Gli sussurrai”continuo?” Lui mi disse subito di si. Ripresi la mia frusta e gli sferrai altri dieci colpi di dietro,ogni colpo era una pugnalata,i pesi
oscillavano e il dolore era insopportabile,mi spostai davanti a lui, gli tolsi i pesi e lui
capì cosa stavo per fare, sferrai tanti altri colpi sul suo petto, era quasi svenuto,arreso,non aveva neanche la forza di ribellarsi e di rinunciare, era mio,lui si sentiva mio i suoi pensieri erano di appartenermi anima e corpo e di donarsi completamente a me, lo slegai e cadde per terra sfinito, mi accomodai di nuovo nella mia comoda poltrona lui a terra vicino ai miei
piedi,con lo sguardo spalancato e senza forze. A quel punto lo misi di fronte a due alternative: essere il mio schiavo preferito, da esibire a mio piacimento e pronto ad esaudire qualunque mio desiderio  con la felicità di farlo per la sua unica ed adorata Signora,  oppure uno schiavo qualunque da usare se mi fossi ricordato di lui.
Lui ascoltò con molta attenzione e non ebbe dubbi nel decidere di essere mio  completamente e di fare di lui quel che volevo,mi guardò e sapeva che i miei occhi brillavano di piacere e di potere,era la sua felicità vedermi cosi, mi alzai e lui, sentì che non
era finita lì,lo trascinai per il guinzaglio davanti a quattro assi divise tra loro e unite solo da catene, al centro un vuoto,non capiva a cosa potesse servire quell’aggeggio ma aveva capito che presto doveva prepararsi ad un dolore più allucinante di quello che aveva subito fin’ora.Gli legai con cura le braccia e le gambe sulle assi, gli dissi “ora sei sulla Croce di
Sant’Andrea” continuai nel spiegargli che questa comunque era una croce un pò diversa da quella originale,uno strumento elettronico mi aiutò a farlo salire su,quando fu in sospensione capì che le quattro assi si muovevano,ma all’improvviso fu preso dal panico,capì cosa gli stava accadendo , le quattro assi si stavano sollevando lentamente e sotto di lui intravide il
tavolino al  cui centro vi era un cuneo molto grosso,non era appuntito sopra ma arrotondato,sentiva che scendeva pian piano, mi accomodai sulla  poltrona per gustare lo spettacolo e mentre lui scendeva,col sottofondo di un canto gregoriano, gli raccontai la storia delle amazzoni e degli uomini che esse sacrificavano pur essendosene innamorate. Intanto avevo le gambe aperte e mi stuzzicavo da sola, costringendolo a guardare, aveva il membro eretto e man mano che scendeva, i suoi occhi erano spalancati dal dolore ma era estasiato nel vedermi eccitata e soddisfatta,stavo per raggiungere l’orgasmo davanti a lui, quando vidi che il cuneo era tutto dentro, gemiti di piacere e godimento, chiusi per un’attimo gli occhi, li spalancai dopo, mi alzai e mi avvicinai a lui,gl’infilai le mie mani in bocca, ancora bagnate del mio orgasmo,lui le succhiò e capì che ora era completamente mio



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